"L’immigrazione e le sue storie": "Naufraghi senza volto. Dare un nome alle vittime del Mediterraneo"

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"L’immigrazione e le sue storie": "Naufraghi senza volto. Dare un nome alle vittime del Mediterraneo"

Il libro racconta, attraverso il vissuto del medico legale Cristina Cattaneo, il tentativo di un paese di dare un nome alle vittime del Mediterraneo, dimenticate da tutti

naufraghi senza volto

Prosegue il ciclo di suggerimenti bibliografici per la lettura estiva dedicata a tutti coloro i quali seguono con attenzione le tematiche di “Sesamo”. Per il tema “L’immigrazione e le sue storie”, la direttrice Graziella Favaro consiglia la lettura di "Naufraghi senza volto. Dare un nome alle vittime del Mediterraneo" di Cristina Cattaneo (Cortina Raffaello, 2018).

La sintesi (da Giuntialpunto.it)

Il corpo di un ragazzo con in tasca un sacchetto di terra del suo paese, l'Eritrea; quello di un altro, proveniente dal Ghana, con addosso una tessera della biblioteca; i resti di un bambino che veste ancora un giubbotto la cui cucitura interna cela la pagella scolastica scritta in arabo e in francese. Sono i corpi delle vittime del Mediterraneo, morti nel tentativo di arrivare nel nostro paese su barconi fatiscenti, che raccontano di come si può "morire di speranza". A molte di queste vittime è stata negata anche l'identità. L'emergenza umanitaria di migranti che attraversano il Mediterraneo ha restituito alle spiagge europee decine di migliaia di cadaveri, oltre la metà dei quali non sono mai stati identificati. Il libro racconta, attraverso il vissuto di un medico legale, il tentativo di un paese di dare un nome a queste vittime dimenticate da tutti, e come questi corpi, più eloquenti dei vivi, testimonino la violenza e la disperazione del nostro tempo.

I consigli de “L’immigrazione e le sue storie”

 

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11 Luglio 2019 News

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