Che cosa vuol dire imparare a studiare per un bambino con DSA (disturbi specifici di apprendimento)

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Che cosa vuol dire imparare a studiare per un bambino con DSA (disturbi specifici di apprendimento)

Non tutti devono usare le stesse strategie o gli stessi strumenti. Aiutiamo i bambini a capire qual è la strada per loro più comoda per imparare e quali i mezzi più efficienti. Di Marcella Peroni – Associazione Oltremodo

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Che cosa vuole dire imparare a studiare per un bambino? Significa impegnarsi ad apprendere una disciplina o un argomento, servendosi di libri ed altri strumenti. E per un bambino con DSA? Ecco già il primo ostacolo: il libro! Rispetto ai suoi compagni non potrà certo adottare uno dei metodi più diffusi: leggere più volte e magari riassumere, poiché proprio queste sono alcune delle sue difficoltà: leggere e scrivere!

Strategie e strumenti

Prendiamo in prestito, per ragionare insieme, una provocazione di Giacomo Cutrera, giovane dislessico ed ex vice presidente dell’Associazione Italiana Dislessia. Ci sono due bambini che vanno in bicicletta. Il primo si trova in piano. L’altro, ogni mattina, si trova una bella montagna ripida e incontra una barriera quasi insormontabile. È probabile che questo bambino tenderà ad evitare di andare in bicicletta, trovando ogni scusa per non farlo. A chi aspetta al traguardo può sicuramente venire il dubbio che sia pigro, non abbia voglia, non si impegni abbastanza…
Dovremmo per primi impegnarci noi, per mettere anche questo bambino nelle stesse condizioni di poter arrivare all’obiettivo. Come? Per esempio ricordandoci che non tutti devono seguire la stessa strada o usare lo stesso mezzo.
Traduciamo questa riflessione nell’ambito dell’apprendimento: non tutti devono usare le stesse strategie o gli stessi strumenti. Non vergogniamoci di rileggere allora la Legge 170/2010 e le successive Linee guida. Ragioniamo sulle misure dispensative e compensative, che non sono altro che modalità didattiche per promuovere gli stili di apprendimento più efficaci per gli allievi con DSA. Aiutiamo anche questi bambini a capire qual è la strada per loro più comoda per imparare e quali i mezzi più efficienti.

Punti di forza e di debolezza

Imparare a studiare per una persona con DSA significa necessariamente diventare consapevoli dei propri punti di forza (intelligenza, pensiero divergente e visivo…) e di debolezza (decifrazione, scrittura, calcolo… automatizzazione), per poter scegliere strumenti e strategie funzionali. Di conseguenza un bambino con DSA dovrebbe evitare di leggere e riassumere dal libro, ma piuttosto “leggere con le orecchie” dal libro digitale tramite la sintesi vocale e poi costruire una mappa concettuale con i punti chiave. Oltre ad imparare a leggere in un altro modo (tramite un mezzo, la sintesi vocale e secondo anche un altro canale, quello uditivo), dovrebbe diventare strategico facendosi domande anticipatorie e sfruttando gli indici testuali per recuperare le conoscenze pregresse, fare ipotesi sui contenuti e per orientarsi sui compiti di comprensione. Dovrebbe essere dispensato dall’eseguire alcuni esercizi, soprattutto quando diventano ripetitivi, poiché non automatizza e quindi invece di imparare, inizierà a fare più errori per la stanchezza accumulata. Piuttosto potrà costruirsi degli schemi procedurali, per recuperare le modalità per affrontare la stessa tipologia di richiesta in un secondo momento.

Ogni volta allora che un bambino con DSA raggiunge un obiettivo di apprendimento dovremmo ricordarci che strada ha fatto per arrivarci, che probabilmente aveva di fronte una montagna ed ha imparato a fronteggiarla e quindi riconoscergli anche questo merito, valorizzando l’impegno. 

7 Aprile 2019 Articoli

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