Scienze e Matematica fin da piccoli

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Dal 9 al 10 settembre a Trieste ci sarà il festival “Fin da piccoli”, dedicato quest’anno all’apprendimento della matematica e delle scienze dai primi anni di vita. Per saperne di più incontriamo Giorgio Tamburlini, Presidente Centro per la Salute del Bambino onlus, e Maria Chiara Passolunghi, professore ordinario di Psicologia dello sviluppo e dell'educazione, Università degli Studi di Trieste.

Festival FdP 2015

Tutte le foto che accompagnano l'articolo sono di ©CBN onlus.

"Fin da piccoli" è un festival che giunge quest'anno alla sua seconda edizione. Ha un'ispirazione e un modo di strutturarsi assai interessante, a più voci: università, ospedali, centri di formazione, editori, gruppi nazionali di coordinamento collaborano all'organizzazione e costruiscono l'ossatura del programma. Quale è lo scopo del festival? E perché ogni anno coinvolge tanti voci e punti di vista diversi sin dall'organizzazione?

GT - Lo scopo è quello di portare una attenzione non dal punto di vista commerciale – perché di questo troppo spesso si tratta oggi – ai primi anni di vita, quelli più importanti per lo sviluppo complessivo del bambino. Sostenere i bambini nel loro percorso di crescita è un compito molto importante e non può essere svolto da una disciplina sola, né da un solo punto di vista, che sia quello dell’operatore sanitario, dell’educatore o del genitore. È necessario allargare lo sguardo, cambiare prospettiva e costruire un terreno comune di collaborazione poiché solo nell’incontro e nella co-responsabilità educativa si possono trovare ispirazioni, soluzioni, idee nuove.

Il tema di quest'anno è “Matematica e scienze fin dai primi anni di vita”, perché questa scelta?

GT - Il motivo è duplice: questo filo conduttore è stato suggerito dai partecipanti della scorsa edizione ed è anche un argomento di attualità. Sappiamo quanto in media, e a confronto con molti altri paesi europei, i bambini italiani siano in difficoltà con la matematica e le scienze. C’è qualcosa che non va nel modo in cui queste materie vengono affrontate dalla famiglia così come dalla scuola e dai media, visto che con tutta evidenza non si tratta di un problema genetico. Si possono introdurre modi di pensare, di giocare e di dialogare che favoriscono l’apprendimento di matematica e scienze già dai primissimi anni, per superare banali quanto comuni stereotipi che vedono tanti bambini giudicati come “non portati” per queste materie. Questa seconda edizione del Festival si propone quindi di provare a dimostrare, sulla base di conoscenze ed esperienze, che vi sono grandi spazi di miglioramento, nella pratica delle famiglie così come in quella dei servizi educativi.

Sul tema, spesso viene fatto notare come ci siano forti differenze di genere...

MCP - Il tema e il dibattito sulle cause delle persistenti differenze di genere è quanto mai ampio. Una delle spiegazioni, di natura psico-sociale, viene individuata negli effetti negativi degli stereotipi di genere, che potremmo riassumere nel concetto: le femmine non sono portate per la matematica. Questa concezione stereotipica può essere presente, in modo esplicito o implicito, nei genitori, negli educatori e viene spesso veicolata e rafforzata dai mass-media.

È possibile promuovere un superamento di tale stereotipo?

MCP - Innanzitutto è bene ricordare che è opportuno agire precocemente, per evitare che tale concezione si stabilizzi. Già nei primi anni di vita i bambini nelle loro interazioni con i genitori acquisiscono i concetti fondamentali di tipo numerico e contemporaneamente un atteggiamento più o meno positivo nei confronti della matematica e fiducia nelle loro competenze. Le concezioni stereotipiche sono spesso trasmesse in modo implicito e inconsapevole da genitori e insegnanti. Percepire il proprio figlio o la propria figlia come competente influisce sul successo e sulla persistenza nel compito che il bambino deve svolgere. È interessante notare che a parità di voti scolastici i figli sono percepiti sistematicamente come più bravi e più dotati per la matematica rispetto alle figlie (Eccles, Jacobs, & Harold, 1990; Tiedemann, 2000). Infine, è bene fare attenzione alla proposta di giochi scientifici e matematici: troppo spesso entrando in un negozio di giocattoli si vede la sezione dedicata alle femmine priva di proposte scientifiche, invece presenti nella sezione dedicata ai maschi. Anche questo è un potente messaggio implicito da evitare.

 

  

Il programma del festival quest'anno è assai vasto. Vi chiediamo di illustrarlo per i nostri lettori e di segnalare qualche evento in particolare a quattro persone diverse: un genitore che ha sempre trovato la matematica e le scienze ostiche e che teme il medesimo atteggiamento nella figlia, un'insegnante esperta, un'insegnante in formazione, un educatore del nido.

GT - L’iniziativa si articola in incontri, dialoghi e momenti di laboratorio. Per il genitore in questione saranno interessanti le sessioni di Maria Chiara Passolunghi (Università di Trieste) e Carlo Tomasetto (Università di Bologna) in cui si discuterà su come contrastare gli effetti degli stereotipi di genere e dell’ansia per la matematica già a partire dai primi anni della scuola dell’infanzia, con un approfondimento a proposito dei comportamenti (spesso non intenzionali) e dei messaggi (spesso non espliciti e consapevoli) attraverso i quali i genitori contribuiscono allo sviluppo degli atteggiamenti dei figli verso la matematica già a partire dall’età prescolare.

Educatori e insegnati, a prescindere dalla loro formazione, troveranno utili spunti di riflessione nelle testimonianze e durante l’incontro pratico-riflessivo di Antonio Di Pietro, in cui saranno condivisi “esperimenti contro-intuitivi”, ovvero “magie scientifiche”. Beatrice Filotico (Immaginario Scientifico) e Matteo Pompili (Tecnoscienza.it) racconteranno invece come si può fare scienza con i più piccoli presso uno science center di eccellenza e attraverso un metodo didattico. Maria Nicolaci si rivolgerà a genitori, insegnanti e operatori per avvicinare i ragazzi ai metodi partecipativi sulla scienza, fornendo indicazioni su laboratori e attività da realizzare a scuola e a casa. Stimolanti saranno anche l’intervento di Benedetto Scoppola e Francesca Tovena (Università Roma Tor Vergata) che tratterà la percezione e l'apprendimento della matematica, discutendo sia l'importanza di un apprendimento basato su aspetti percettivi e sulla manipolazione e la conferenza di Adriana Molin e Silvana Poli (Università di Padova) su come i bambini elaborano gli aspetti quantitativi della realtà per comprendere lo sviluppo spontaneo de “l’intelligenza numerica” e quali sono le condizioni che favoriscono il processo di crescita. Aldo Skabar dell’Ospedale Burlo Garofolo e Ilaria Vaccher dell’Associazione Stelle sulla Terra affronteranno la tematica più specifica della discalculia. Davide Crepaldi, professore associato in SISSA, parlerà del sistema cognitivo del bambino, tra doni di natura e apprendimento, parole e numeri, Leonardo Fogassi, docente all’Università di Parma e membro della celebre équipe di Parma, responsabile nel 1992 della scoperta del ruolo dei neuroni specchio, affronterà le trasformazioni senso - motorie prodotte dalla corteccia cerebrale.

Le famiglie invece potranno trascorrere del tempo insieme al Museo Sartorio, in SISSA e presso l’Immaginario Scientifico, durante i laboratori organizzati dal pedagogista ludico Antonio Di Pietro, dalla Casa delle Farfalle di Bordano, dalla Cooperativa Curiosi di Natura, Officina Balena e da Tecnoscienza.it Alle 19.30 di sabato presso il Ricreatorio Pitteri, Gek Tessaro con il suo teatro disegnato “I Bestiolini”.

[intervista a cura di N. Scalzi e M. Parrini]

Per saperne di più

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