Arte e matematica

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Quale rapporto esiste tra arte e matematica? Giorgio Bolondi, matematico, e Claudio Cerritelli, studioso di storia dell'arte, leggono per noi il nuovo libro di Bruno D'Amore, "Arte e matematica. Metafore, analogie, rappresentazioni, identità tra due mondi possibili"

Copertina di Arte e Matematica

Bruno D'Amore ha appena pubblicato un libro che esplora due storie, quella dell’arte e quella della matematica, intrecciandole e dando loro uno sviluppo comune, pieno di analogie, ricco di metafore che l’una disciplina prende dall’altra. 

Arte e matematica. Metafore, analogie, rappresentazioni, identità tra due mondi possibili (questo il titolo del saggio) interpreta l'arte e la matematica come creazioni umane che hanno alla base la fantasia e un linguaggio rigoroso e propone, tra le altre cose, di mettere al bando l'idea delle “due culture”. Infatti la cultura umana, come si legge nella quarta del volume, "è unica e si arricchisce anche grazie alla diversità delle sue forme di espressione".

Abbiamo chiesto a due lettori d'eccezione di presentarci questo testo.

Ecco le voci di Giorgio Bolondi, matematico, e di Claudio Cerritelli, studioso di storia dell'arte.

Le immagini che corredano i due testi sono, rispettivamente: 

  • Elio Marchegiani, Grammature di colore, 1973, collezione privata, Bogotá (Colombia).
  • Ferruccio Gard, Energie cromatiche in optical arte C, 2014, collezione privata, Flandes (Colombia).

 

Un affresco dagli infiniti colori e sfumature
di Giorgio Bolondi (Università di Bologna)

Ci sono diverse prospettive dalle quali è possibile guardare il rapporto tra la matematica e l'arte – parole, queste, dietro le quali ci sono due tra le manifestazioni più complesse e universali dello spirito umano. 

Una prima prospettiva è esaminare quali stimoli abbia fornito la matematica a questo o quell'artista. Un'altra è ripercorrere come l'evoluzione delle tecniche artistiche abbia richiesto la creazione di nuove branche della matematica. Una terza è riflettere su come  matematici e artisti si confrontino, nel loro ambito di attività, con la propria creatività o col problema del rapporto tra forma espressiva e sostanza creativa. Sono tutti punti di vista importanti, ma in qualche modo riduttivi rispetto alla complessità del tema.

Bruno D'Amore ha scelto un taglio diverso, che in qualche modo comprende questi e altri punti di vista. Ha affrontato il rapporto tra matematica e arte dal punto di vista culturale, intendendo questo termine nel modo più alto e nobile possibile: la cultura – le espressioni della cultura umana nei diversi momenti storici, nelle diverse collocazioni geografiche, nella vita degli uomini di tutti i tempi e di tutti i luoghi – come espressione unificante e caratterizzante dell'umanità.

Ha esaminato quindi tracce e intrecci, con un ritmo incalzante, seguendo un filo narrativo a volte spiazzante e con salti inattesi, con digressioni e ritorni, che alla fine riesce a descrivere un unico, gigantesco affresco dagli infiniti colori e sfumature. Ne è risultato un libro ricchissimo di documentazione iconografica e di informazioni, ma soprattutto una lettura piena di stimoli, di spunti di riflessione e di approfondimenti.

Il lettore più esperto troverà anche, talvolta nascoste tra le righe o inserite con naturalezza e leggerezza nel filo dell'esposizione, interpretazioni originali e giudizi critici profondi. Lo stile è quello di Bruno D'Amore: chi lo conosce sa che questo significa chiarezza, incisività, humor, rigore, profondità, fusi insieme. Un libro da leggere, da rileggere, da sfogliare, da consultare.

 

Esplorando universi in relazione
di  Claudio Cerritelli (accademia di Belle Arti di Brera, Milano)

 
Arte e matematica come universi in relazione sono i referenti disciplinari affrontati da Bruno D’Amore in questo libro che documenta la sua militanza conoscitiva intorno a questi mondi possibili, indagando l’origine e il destino del loro inesauribile rapporto.

Il metodo argomentativo si sviluppa dalle radici preistoriche fino ai nostri giorni, con un movimento avvolgente che, al criterio strettamente cronologico, preferisce il libero articolarsi delle consonanze  tematiche e la sincronica interpretazione delle connessioni individuate. D’Amore fa seguire alle premesse storiche e teoriche della matematica e dell’arte un ampio repertorio d’immagini corredate da testi e didascalie informative. Quello che l’autore dichiara di voler mostrare è il costante colloquio tra l’espressione artistica e matematica attraverso modalità collegate da fantasia, immaginazione e creatività, strumenti d’invenzione che da un preliminare piano teorico astratto si spingono verso i confini illimitati della conoscenza.

Ipotesi artistiche e concetti matematici sono considerati puri atti di fantasia coerenti, realizzazioni mentali dell’uomo che si sottraggono ai vincoli della concretezza per rappresentare mappe conoscitive costellate di sogni, visioni sottese, affinità e differenze, paradossi e anomalie. Fenomeni per nulla estranei alle leggi della natura di cui artisti e matematici si servono, non ignorando che la migliore conoscenza è quella che attende sempre di essere svelata. Forme artistiche e modelli matematici viaggiano su latitudini parallele, tra i loro linguaggi esistono analogie ma non precise identità.

Se, da un lato, D’Amore documenta le immagini di artisti che usano i processi della matematica in senso consapevole, dall’altro emergono casi emblematici di artisti che hanno avuto rapporti involontari con la matematica, usando logiche formali che ad essa si riconducono in modo puramente intuitivo, ma non per questo trascurabile. Quest’apertura di sguardo segna il carattere fondamentale di questo libro che può considerarsi un manuale di conoscenza vivente, non un compendio erudito di parallelismi estetico-scientifici fine a sé stessi. Esso è piuttosto un viaggio costellato d'ipotesi convergenti, dove arte e matematica spaziano verso molteplici direzioni comuni, sospinte da un analogo desiderio di sconfinamento dai relativi moventi e postulati, attraverso il rispetto del senso umano della conoscenza.

Il carattere didattico consente al lettore di sviluppare una capacità di comprensione che si rafforza strada facendo, assaporando ogni argomentazione con il piacere e la curiosità di entrare in universi sconosciuti attraverso l’appassionata visione dialettica di D’Amore. Si tratta di una visione fortemente umana che fluisce tra le sponde della razionalità e dell’immaginazione, un viaggio ininterrotto in cui convergono sogni creativi e lucide fantasie, ben sapendo che artisti e matematici sono sempre liberi di riconoscersi o di sottrarsi alle ipotesi di una matematica dell’arte e/o di un’estetica della scienza.

 Per saperne di più

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