Raccontami un sogno

Chiediamo ai bambini di rappresentare e confrontare i loro sogni per scoprire somiglianze, temi comuni e per sviluppare le competenze nella produzione scritta.

di Maria Frigo · 27 novembre 2015
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Perché si sogna?

Dare un senso alle esperienze è uno dei bisogni umani universali e l'esperienza del sogno ha sempre suscitato negli uomini curiosità e necessità di spiegazione. Nelle tradizioni popolare e nella letteratura dei vari popoli, i sogni rappresentano premonizioni o messaggi delle divinità, spostamenti quindi verso tempi e mondi diversi. La psicologia pone l'attenzione sul sogno come momento fondamentale di accesso alla vita intrapsichica ; gli studi di fisiologia animale affermano che gli umani condividono l'esperienza del sogno con gli altri animali e che il sogno è il modo con cui il cervello fa ordine nella mole di informazioni sensoriali ricevute e immagazzinate nei circuiti della memoria.
Perché si sogna è anche una domanda che fanno spesso i bambini. Non è facile dare loro una spiegazione convincente, soprattutto perché la spiegazione scientifica contrasta con l'aspetto emozionale vissuto nel sogno. Difatti per i bambini il sogno è un'esperienza particolarmente strana e eccitante , sia che abbiamo sognato di essere gli eroi della situazione, sia che abbiano avuto un incubo popolato di mostri e paure.
Lavorare sui sogni può anche essere un'esperienza interculturale che porta i bambini a scoprire aspetti di comunanza e profonda sintonia con tutti gli individui, indipendentemente dal tempo e dallo spazio geografico. Ecco alcuni spunti di lavoro.

Un sogno a colori

Un'introduzione per immagini all'argomento può essere la visione del film di animazione Giuseppe il re dei sogni prodotto dalla Dream Works Animation nel 2000, che narra la vicenda biblica di Giuseppe figlio di Giacobbe. Il film è lungo e la vicenda narrata complessa, ma alcune scene, quelle appunto dei sogni di Giuseppe, possono ben rappresentare attraverso le immagini quella dimensione sospesa, fantastica e insieme reale, tipica del sogno. Le scene si distinguono anche visivamente dal resto del film per la scelta dei colori e del segno grafico, ispirate alle tele di Van Gogh.

Raccontare un sogno

Diamo poi spazio all'esperienza personale suggerendo di rappresentare con un disegno un sogno fatto di recente. Può trattarsi di un sogno strano ma piacevole come anche di un incubo. In alternativa, chiediamo di realizzare più disegni che rappresentino il loro sogno più bello, l'incubo peggiore, un sogno di mistero, uno di coraggio, ecc.
Realizzati i disegni, aiutiamo i bambini a produrre testi scritti che raccontino il loro sogni, anche attraverso domande guida . Per quanto riguarda l'italiano L2, l'attività ben si presta a usare e rivedere l'alternanza tra i tempi imperfetto e passato prossimo nella narrazione.
E per chi dice di non aver sognato o di non ricordare i propri sogni? Possiamo favorire la rappresentazione per immagini attraverso la tecnica del collage. Portiamo riviste e depliant da ritagliare, chiediamo di selezionare e ritagliare con cura alcuni soggetti che andranno poi incollati su fogli di cartoncino colorato. Procediamo, come per l'attività precedente, alla stesura dei testi.

I miei sogni, i tuoi sogni, i nostri sogni

A questo punto abbiamo tanto materiale visivo e scritto da poter confrontare. Chiediamo ad ognuno di leggere il proprio testo o illustrare a voce il proprio disegno. Creiamo poi una sintesi dei temi e dei soggetti ricorrenti e rendiamola visibile attraverso un cartellone di classe . Sarà interessante confrontare il nostro lavoro con quello di altre classi. Questo tema potrebbe essere sviluppato anche all'interno di gemellaggi tra classi di paesi diversi. Scopriremo così se è proprio vero che, come dice un poeta, tutti i bambini del mondo sognano la pace.

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