La storia di nonno Italo: un percorso di scrittura biografica

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La storia di nonno Italo: un percorso di scrittura biografica

Tre le tappe percorse dai bambini: descrivere una persona; raccogliere l’autobiografia raccontata in prima persona; trasformarla in un racconto biografico in terza persona. A partire da alcune sollecitazioni su “Sesamo”. Di Anna Maria Latrofa  

adottare un nonno 2

C’è sempre stata la presenza di un nonno adottivo che ha accompagnato il cammino scolastico dei miei alunni. Nonno Nicola accompagnava i momenti rituali dell’anno con il volo di mongolfiere costruite da lui. Era il nonno delle feste, dei momenti importanti vissuti a scuola; il nonno che ci faceva alzare lo sguardo verso il cielo, cielo a cui affidavamo sogni e desideri di un anno. A Milano ho incontrato nonno Italo, il nonno pittore e affabulatore. Il nonno degli abbracci, delle caramelle, delle storie disegnate, il nonno di tutti i bambini della classe ma soprattutto di quelli che i nonni li hanno lasciati in Paesi lontani. Una presenza significativa a livello relazionale e affettiva, ma anche a livello di apprendimento e di conoscenza.

Un incontro di memorie, sapere e affetto

Il nonno adottivo nella classe multiculturale è una grande risorsa relazionale e culturale, un testimone importante della memoria collettiva, un mediatore culturale efficace ed opportuno. Certo richiede all’insegnante la volontà e la disponibilità ad accogliere e a sapere ben indirizzare le proposte che vengono dalla scuola “del fuori”. Nonno Italo è un pittore e si è proposto per aiutarci a disegnare facendoci conoscere certi trucchi del mestiere. Nelle prime classi della primaria il nonno ha svolto essenzialmente una funzione affettiva ed amicale per i piccoli, lo abbiamo invitato a partecipare alle feste di classe e ha realizzato semplici laboratori di disegno. Gli incontri si sono tramutati nel tempo in occasioni di scrittura, così in terza elementare i bambini dopo aver ben conosciuto il nonno ed essergli affezionati, sono stati felici di descriverlo. Le descrizioni raccolte in un libretto sono diventate dono di parole per il nonno sempre buono e generoso con tutti. Dopo un lavoro di raccolta collettiva dei dati, i bambini hanno così scritto di lui.


Prima tappa: descrivi nonno Italo

Nonno Italo è un nonno che ci insegna a disegnare dalla prima elementare. Nonno Italo è il gigante gioioso della 3 A. Noi siamo fortunati ad avere un nonno che ci insegna a disegnare e ci fa tante coccole. (Melany)
Per me nonno Italo è come il silenzio della montagna. È molto alto, molto robusto ed anche molto simpatico. A me piace quando entra in classe, perché porta allegria. Siamo molto fortunati ad avere un nonno così. (Chiara)
Nonno Italo è il nonno della classe 3 A. Lui ha i capelli grigi e bianchi e ha le mani magiche. (….)

Dalla scrittura autobiografica a quella biografica

Quest’anno in quinta, dopo avere letto su Sesamo l’articolo e le sollecitazioni di Duccio Demetrio “In classe con Marcel: i bambini diventano biografi”, ho invitato nonno Italo a raccontarci un episodio della sua vita di quando aveva dieci anni. Ho approfittato di questo incontro per aiutare i bambini a comprendere meglio la differenza tra lo scrivere un racconto autobiografico in prima persona e scrivere invece in terza persona. Ho guidato il racconto, scelto dal nonno, con domande che favorissero la descrizione anche dei paesaggi interiori e delle emozioni. Abbiamo registrato il racconto e poi io l’ho trascritto in prima persona e i bambini in terza persona. È stato un momento di grande apprendimento, ogni alunno ha messo in rilievo aspetti diversi del racconto e poi la lettura ad alta voce di tutti i testi ha favorito la comprensione dell’esperienza di transumanza vissuta dal nonno e dai pastori lombardi nel passato. I racconti sono stati corretti e ricopiati sul quaderno per essere poi arricchiti dai disegni. Infine i bambini hanno realizzato un libretto stampato che abbiamo donato a Nonno Italo in segno di gratitudine.


Seconda tappa: il racconto del nonno

Quando avevo 10 anni abitavo con gli zii a Vocca, in Piemonte. I miei genitori mi avevano mandato a stare con loro perché a Milano c’erano i bombardamenti ed era pericoloso.
Mi ricordo che quel giorno di maggio, mia zia mi disse: - Italo, domani mattina portiamo le mucche all’alpeggio!
Il mattino dopo, ci alzammo prestissimo che era ancora buio. Su di noi c’era un cielo stellato meraviglioso. La strada era lunga per arrivare all’alpeggio e gli animali erano lenti. Piano piano cominciammo a salire, intanto il sole si alzava e illuminava ogni cosa, gli uccelli svegliavano il bosco con i loro cinguettii. Ogni tanto ci fermavamo dove c’era una fontanella, per fare abbeverare gli animali, poi si riprendeva il cammino e di tanto in tanto, ci sorprendeva, la vista di scoiattoli che attraversavano il sentiero. In un bosco di faggi, nascosto dietro un grosso tronco, un piccolo cervo, con gli occhi dolcissimi, si era fermato a guardarci. Fu una visione indimenticabile!

Terza tappa: la riscrittura in terza persona

Quando nonno Italo aveva 10 anni, viveva in montagna con gli zii, in una frazione del Piemonte, di nome Vocca. Nonno Italo fece l’esperienza della transumanza. Una mattina di maggio lui e gli zii partirono dalla valle per raggiungere un alpeggio che era distante 20 Km, qui dovevano lasciare le loro mucche. Mentre Italo percorreva la strada, vedeva il cielo stellato e la strada pulita. Ammirava anche gli scoiattoli nei boschi e teneva a bada le bestie con un bastone per farle stare tutta vicine. La strada era lunga, si fermavano solo quando incontravano degli amici. Ad un tratto, durante il cammino, dalla strada ammirarono uno stupendo cervo. Nonno Italo rimase molto colpito dai suoi occhi dolci. Quando giunsero all’alpeggio, come da tradizione fecero un urlo ai pastori per fargli capire che erano arrivati e loro gli risposero allo stesso modo. Poi, i pastori gli prepararono una buonissima polenta che mangiarono con il latte schiumoso appena munto. Il piccolo Italo rimase estasiato dal sapore di quella polenta.

Ecco il percorso di scrittura autobiografica e biografica in tre tappe che ci ha proposto Duccio Demetrio.


- In classe con Marcel: per una pedagogia autobiografica
 

- In classe con Marcel: i colori dei ricordi
 

- In classe con Marcel: i bambini diventano biografi
 

 

  

 

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11 Marzo 2020 Dalle scuole

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