In classe con Marcel: i colori dei ricordi

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Quali ricordi sollecitare nei bambini? La seconda puntata del percorso dedicato all’educazione a ricordare e alla pedagogia autobiografica continua con suggerimenti per la scrittura delle memorie bambine, sempre con la guida eccezionale di Marcel Proust. Di Duccio Demetrio (Libera Università dell’Autobiografia

Foto cover Demetrio_Marcel Proust 2_1

La felicità che provavo ritrovando il passato non veniva da una eccitazione puramente personale, ma, al contrario, dal sentire che la mia mente era come se si ampliasse e stesse crescendo. (Marcel Proust)

Chi non conosce, almeno soltanto di nome, Marcel Proust? Uno dei più importanti scrittori europei vissuti tra la fine dell’800 e i primi due decenni del 900 (1871-1922). Un autore, un po’ romanziere, un po’ autobiografo che dalle memorie della sua vita trasse spunti necessari a raccontarsi in prima persona e, più in generale, a trasmetterci una sua particolarissima visione dell’esistenza. Per lui, ogni fatto che gli fosse realmente accaduto diventava un’occasione da non perdere, sia per descriverlo minuziosamente, sia per trasformarlo in un’opportunità introspettiva.
I suoi libri assomigliano al fluire delle correnti di un fiume di ricordi e di riflessioni su se stesso del tutto inarrestabile. Certamente composita è la sua opera, ma è sufficiente soltanto limitarsi alla lettura di alcune pagine e capitoli per scoprire momenti di ineguagliabile bellezza e profondità. Volle ricordare e ricostruire il suo passato dalla prima infanzia, alla giovinezza, all’età matura in sette parti, per un totale di oltre 4.000 pagine, rimaste per altro probabilmente incompiute. Il cui titolo temerario e ambizioso Alla ricerca del tempo perduto non trova l’uguale nella storia della letteratura mondiale.
Egli resta e resterà per sempre colui che seppe insegnarci a decifrare i segreti delle memorie personali. Proust è uno scrittore – purtroppo trascurato in ambito pedagogico – che invece va rivalutato. Per lo meno da coloro che hanno compreso che l’educazione ai ricordi autobiografici, al piacere oltre che di parlarne di scriverne, è un appuntamento anche a scuola di grande importanza.

 

Sensi, emozioni, luoghi, persone: una tipologia di ricordi 

Marcel Proust è dunque un maestro ineguagliabile, che anche a bambine e bambini, sotto la nostra guida, offre tantissimi spunti per iniziarli all’arte della memoria di sé, che si rivelerà poi per la loro vita di grande aiuto. Per questo “invitarlo in classe”, raccontare chi fosse, ricostruire i suoi ricordi d’infanzia, ispirarsi a qualche pagina, seguirne i suggerimenti può rappresentare un’occasione coinvolgente e ricca di sorprese. Sia per educarli a scrivere di sé, a tenere un diario, sia per invogliarli alla lettura. Infatti ci sono pagine sue anche a questo scopo di grande interesse che prenderemo in esame nella nostra terza puntata.
Se Marcel entrasse in classe ci racconterebbe che il piacere di ricordare quando ormai era adulto apparve in lui, man mano che andava scrivendo della sua infanzia, in relazione a una certa tipologia di ricordi. Tipologia che possiamo riprendere in classe, sollecitando i bambini e i ragazzi prima a rievocare a voce e poi a scrivere:

• i ricordi sensoriali: il cui risveglio si lega ai cinque sensi, i quali ricompaiono rivivendo particolari sensazioni provate nel presente attraverso i sapori, i colori, i suoni, le immagini…;

• i ricordi esperienziali ed emotivi: legati a particolari fatti e accadimenti spiacevoli oppure gradevoli, divertenti, simpatici;

• i ricordi spaziali: legati a luoghi quotidiani (la casa, la propria stanza, le scale, la cantina, il cortile) oppure più distanti (i giardini, la strada, la campagna, il fiume…), o ancora ai luoghi lasciati e immaginati (il Paese in cui si è nati, il Paese dei genitori o dei nonni…);

• i ricordi affettivi: legati a persone di famiglia, ad amici, a incontri divertenti con estranei…

Mi ricordo…

Marcel allora, se fosse con noi, ci parlerebbe dei suoi ricordi legati a:

• un dolce tipico francese intinto in una tazza di tisana (la madeleine) che la nonna gli serviva; oppure i colori e i disegni della tappezzeria della sua camera nella casa di campagna del villaggio di Combray in Normandia (ricordi sensoriali);

• una caduta senza gravi conseguenze, quando gli accade di inciampare su un sasso e pianse; oppure, un sogno abbagliante, misterioso ma allo stesso tempo abitato da aleggianti figure colorate (ricordi esperienziali ed emotivi);

• la scoperta degli alberi di tiglio durante una passeggiata nel parco parigino, oppure a quando diceva “è bello vedere tanto verde dalla finestra della mia camera” (ricordi spaziali);

• l’attesa della mamma quando veniva ad augurargli la buona notte o il senso di meraviglia provato alla vista del campanile della chiesa sempre a Combray (ricordi emotivi).

Marcel Proust ci fa da guida conducendoci qua e là a ritrovare i suoi ricordi di cui scrisse nella Recherche. Si tratta ora di seguirne l’esempio rievocando i propri e condividendoli con gli altri.

Nella terza puntata ci darà invece suggerimenti rispetto al piacere di leggere.

 

Per saperne di più

Leggi la prima puntata di In classe con Marcel
   

  

 

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31 Ottobre 2019 Punti di vista

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