La continuità educativa e didattica per il bambino con disabilità

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La continuità educativa e didattica per il bambino con disabilità

Per organizzare con cura il passaggio alla scuola primaria c'è bisogno di prevedere alcune azioni, come incontri per scambiarsi informazioni tra i due livelli di istruzione, coinvolgendo anche i genitori del bambino interessato. Di Federica Catanzano

bambino disegna matite colorate

Il passaggio verso la scuola primaria è per tutti i bambini un momento delicato. Ancor di più lo è nel caso dei bambini con disabilità ed è necessario organizzarlo con cura.

Nel corso del triennio il bambino ha avuto uno sviluppo, fatto di conquiste e, talvolta, regressioni: comunichiamole a chi si appresta ad accoglierlo nella nuova scuola, e informiamo anche delle strategie che sono state più utili.

Il messaggio che deve passare è che anche il bambino disabile è prima di tutto un bambino, con caratteristiche proprie: naturalmente ci sono strategie didattiche e metodologiche che possono essere più adatte di altre, anche in relazione al tipo di disabilità.

Lo scambio di informazioni

Sul piano normativo sono stabilite delle prassi da mettere in atto, come lo scambio di informazioni. Oltre a ciò, consideriamo che il passaggio verso la scuola primaria è un momento delicato anche per la famiglia, che ha molte ansie e si domanda come possa affrontare e vivere il figlio questo momento. Spieghiamo come pensiamo di intervenire concretamente con il bambino ma organizziamo anche incontri congiunti per lo scambio di informazioni, per sostenere le aspettative di genitori e insegnanti e rassicurare. Quando la scuola dell’infanzia effettuerà la verifica del piano educativo invitiamo anche le future insegnanti e stabiliamo insieme gli obiettivi futuri per il bambino nell’ottica del progetto di vita.

Le strategie più utili per un passaggio sereno

Nel caso di disabilità il numero limitato di incontri che sono previsti per far conoscere ai bambini la nuova scuola appare molto ristretto: i bambini autistici, per esempio, hanno particolarmente bisogno di tempi lunghi. Possiamo prevedere incontri protratti nel tempo, da programmare prima nella scuola dell’infanzia con le insegnanti che avranno il bambino alla primaria e successivamente nella nuova scuola per aiutarlo a familiarizzare con l’ambiente diverso e ancora da conoscere. In questo secondo caso facciamolo accompagnare sia dall’insegnante di sostegno della scuola dell’infanzia sia dai compagni che ritroverà alla scuola primaria. Anche all’avvio del nuovo anno possiamo prevedere che nei primi momenti di inserimento ci sia l’insegnante di sostegno della scuola dell’infanzia, affinché il bambino possa ritrovare una figura familiare che gli dia quella sicurezza necessaria ad affrontare le novità del nuovo ambiente.

Insieme alle colleghe del team, valutiamo anche gli strumenti che meglio lo accompagnino verso la nuova scuola. Possiamo mettere a punto un’esperienza che venga poi ripresa nel nuovo anno, oppure possiamo far portare alla nuova scuola i materiali che più sono stati di aiuto: agende visive, libri personali con le esperienze didattiche, sussidi e ausili…

Per saperne di più:

 

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Federica Catanzano: 20 Maggio 2019 Articoli

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