Come potenziare a scuola empatia e prosocialità?

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Come potenziare a scuola empatia e prosocialità?

Per aiutare i ragazzi a sviluppare maggiore empatia e prosocialità è utile, come nei percorsi antibullismo, indurli a mettersi nei panni degli altri, perché possano rendersi conto, per esempio, della sofferenza che comporta una condizione di esclusione o di attacco da parte dei compagni. Intervista a Ersilia Menesini (Università degli Studi di Firenze)
ersilia menesini

L’empatia non è una categoria astratta, ma è una competenza che va sviluppata in modo differente, a seconda dell’età degli allievi.

Nel caso, per esempio, dei bambini più piccoli, uno dei percorsi che abbiamo attivato presso l'Università di Firenze è il progetto KiVa (un modello finlandese tra i più efficaci nella prevenzione del bullismo), in cui l'insegnante ha un ruolo importante come attore del cambiamento e come punto di riferimento per i ragazzi. È l'insegnante che, attraverso un percorso molto strutturato durante l'anno scolastico, aiuta i bambini a capire come si sta in gruppo, che cosa significa essere esclusi, quali sono le emozioni e i vissuti, per esempio, della vittima e che cosa si può fare per cambiare la situazione.

Avere empatia significa proprio capire quali sono i vissuti, le emozioni dell’altro, rendersi conto, per esempio, della sofferenza che comporta una condizione di esclusione o di attacco da parte dei compagni. È utile quindi aiutare i ragazzi, attraverso attività di role playing, a entrare anche nel vissuto e nella condizione difficile della vittima. Diventa inoltre importante lavorare sulle strategie di soluzione, quindi non solo in qualche modo vivere le stesse emozioni di chi subisce le prepotenze, ma anche capire che cosa può fare la vittima per migliorare la propria situazione e soprattutto che cosa possiamo fare noi come spettatori per aiutarla. Si tratta di competenze di problem solving che portano i ragazzi a pensare a quali strategie sono più funzionali per risolvere la situazione. Tali percorsi portano i ragazzi a sviluppare progressivamente maggiore empatia e anche maggiore prosocialità.

Infine, credo che l’educazione socio emozionale, di cui una parte appunto viene inserita all'interno degli interventi anti-bullismo, abbia proprio come sfida fondamentale quella di far fare ai ragazzi un percorso di riflessione e approfondimento, e al tempo stesso di aiutarli a trasferire le conoscenze e la consapevolezza in competenze, quindi in capacità e abilità di intervento a beneficio di altri.

 

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Ersilia Menesini: 04 Marzo 2019

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