Teatro a scuola: la cassetta degli attrezzi

Entra in Giunti Scuola

Hai dimenticato i dati di accesso?

Non sei ancora registrato?

Entra anche tu a far parte della più grande community di insegnanti italiani sul web!

Perché dovrei registrarmi?

Array
(
    [cmg_userData] => Array
        (
            [localhost%%gs_prod] => Array
                (
                    [profile] => ANONYMOUS
                    [groups] => Array
                        (
                            [-2] => SanchoEverybody
                        )

                )

        )

    [cmg_channels] => Array
        (
            [QZEAWT3P] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => cmg_processURL
                )

            [DEHH4LYV] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => sancho_Object_showUp
                )

            [DNXTZ1B2] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => sancho_Object_showUp
                )

        )

    [cmg_lang] => 
)
/var/www/custom/src/gs/loginBar/index.html:20:boolean true
/var/www/custom/src/gs/loginBar/index.html:21:string '-3' (length=2)
/var/www/custom/src/gs/loginBar/index.html:22:int -3

Teatro a scuola: la cassetta degli attrezzi

Dallo spazio al leggio, dal copione ai commenti... Ecco come gli insegnanti possono mettersi in gioco e coinvolgere la classe. Di Giovanni Micoli

teatro recitare lettura giovanni micoli

Mi piace offrire con quest’articolo una serie di strumenti utili agli insegnanti, una sorta di cassetta degli attrezzi, per chi voglia in classe non tanto tenere un laboratorio teatrale quanto offrire un blando approccio al teatro e alla recitazione dando la possibilità ai bambini di misurarsi con un piccolo pubblico e prestando quindi attenzione ai propri pregi e difetti comunicativi.
Una premessa è d’obbligo: ritengo che un laboratorio teatrale nelle scuole tendenzialmente dovrebbe essere tenuto da esperti esterni; i docenti, indipendentemente dalle loro caratteristiche didattiche e recitative, non sono le figure più adatte semplicemente perché possono trasformare il momento di teatro, estremamente divertente ma assai delicato, in un’altra “materia” di scuola dove gli alunni rischiano di sentirsi osservati e giudicati dai soliti occhi di sempre e non hanno la possibilità di presentarsi in maniera nuova e diversa dal modo in cui normalmente si mostrano a scuola. Detto questo, a rischio di apparire contraddittorio, ecco alcuni consigli. Prendiamo come esempio la lettura pubblica di poesie scelte dai ragazzi:

1) Importante è lo spazio. Se la scuola ha un piccolo teatrino bene altrimenti si può usare anche la stessa aula, non la palestra per via della cattiva acustica, spostando i banchi ai muri e mettendo le sedie a semicerchio per il pubblico con il lettore nel mezzo. Questa sistemazione è fondamentale anche per le prove.

2) Un leggio è importante per permettere al lettore/alunno di sentirsi libero con le braccia e le mani per un dolce accompagnamento alle cose lette. Spesso la posizione degli arti superiori è tesa e rigida lungo il corpo; le dita delle mani sono dedite a fare movimenti vaghi con il bordo del grembiule per reazione alla tensione, fate notare con estreme dolcezza questo movimento involontario.

3) La poesia deve essere letta su un foglio con caratteri grandi e non dal libro; il foglio diventerà quindi il “copione” dell’attore dove egli potrà sottolineare e segnare le pause ma soprattutto le parole che risultano difficili da leggere (questo metodo della sottolineatura degli errori di lettura commessi durante le prove si è rivelato particolarmente utile per i bambini con lieve dislessia; la sottolineatura infatti aiuta il ragazzo a prepararsi mentalmente durante la lettura pubblica riconoscendo l’errore in anticipo e risolvendolo prima di commetterlo).

4) Può sembrare pleonastico ma invitate all’applauso a fine di ogni lettura anche durante le prove; gli applausi sono carezze a cui non siamo abituati e inizialmente ci stupiscono ma poi ci rassicurano.

5) Durante le prove ogni singola lettura deve essere commentata; il maestro sia l’ultimo a farlo; prima di tutto deve invitare i compagni a dire cosa è piaciuto e cosa non è piaciuto della prova e mi raccomando il commento dei compagni non deve essere fatto in terza persona e rivolto all’insegnante (“maestra, secondo me Paola doveva parlare più forte ecc…”) ma dovete insegnare ai ragazzi a commentare i lavori teatrali direttamente e con maturità. Questo è un aspetto molto importante perché il giudizio degli altri può essere costruttivo se recepito in modo non canzonatorio.

Consiglio agli insegnanti: mettetevi in gioco e fate una lettura pubblica di poesia per i vostri ragazzi, con leggio, parlando forte, masticando bene le parole ma soprattutto andando oltre le parole del testo (ricordatevi che l’attore anche quando legge non “dice” ma “fa”) cercando di emozionare con pause, sguardi e cambiamenti di voce il vostro giovane pubblico. Se lo farete i vostri ragazzi capiranno meglio se invece starete in un angolo senza rischiare solo a dispensar consigli e giudizi l’ora di teatro potrebbe fallire nel suo intento se non addirittura essere controproducente.

Divertitevi e fate in modo che i ragazzi si divertano; ricordatevi che in inglese, come del resto in francese, tedesco, ecc.., recitare si dice “play”! 

Giovanni Micoli: 9 Novembre 2017 Articoli

Condividi:

Commenti

Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti.
Entra in Giunti Scuola