Come imparare a studiare alla scuola primaria?

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Come imparare a studiare alla scuola primaria?

Saper studiare è un’abilità trasversale a tutte le discipline e una “competenza chiave” per la vita. Come coltivarla nella scuola primaria? Ne parliamo con Gabriella Ravizza

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    Perché è tanto importante "imparare a studiare"?

    Saper studiare è un’abilità che si apprende e si apprende a scuola, attraverso un insegnamento formale, è una abilità trasversale a tutte le discipline, è una “competenza chiave” per la vita.
    Studiare vuol dire non solo apprendere nuove conoscenze e abilità ma anche imparare a organizzarsi, a saper regolare il proprio comportamento e mettere in atto le strategie più efficaci rispetto al compito. Questi processi vanno fondati e guidati dall’insegnante attraverso attività metacognitive che diano spazio alla motivazione e alla fiducia, alla consapevolezza del proprio modo di apprendere e delle difficoltà che si possono incontrare (e del modo di superarle), proprio nel momento in cui i bambini entrano in contatto con “il mondo dello studio” attraverso i testi scritti. Saper apprendere è un’abilità che dura tutta la vita. Come è sottolineato da vari documenti europei “imparare ad imparare” è una risorsa per la vita. Infatti conoscenze, competenze e capacità non sono acquisibili una volta per tutte all’interno dei processi di istruzione ma devono essere continuamente alimentate in un modello dinamico di apprendimento continuo (lifelong learning). 

    Qual è il ruolo della scuola primaria rispetto all'imparare a studiare, specie in vista del passaggio alla scuola secondaria?

    Il compito specifico della scuola primaria è l’acquisizione degli apprendimenti di base, tra i quali c’è l’avvio alla lettura per lo studio.
    Apprendere dai testi scritti pone ai bambini delle ultime classi della scuola primaria nuove e diverse richieste:

    • saper fare una lettura individuale silenziosa, imparare a orientarsi sul manuale e sulla pagina scritta;
    • saper fare una lettura analitica di testi informativi continui, non continui e misti di diverse discipline;
    • saper comprendere e usare il lessico specifico disciplinare; saper rielaborare informazioni e saperle riutilizzare per compiti orali o scritti.

    Al termine della scuola primaria, in base ai traguardi di sviluppo delle competenze, l’allievo deve essere in grado di utilizzare “abilità funzionali allo studio: individua nei testi scritti informazioni utili per l’apprendimento di un argomento dato e le mette in relazione, le sintetizza, in funzione anche dell’esposizione orale, acquisisce un primo nucleo di terminologia specifica”.

    Sicuramente è un traguardo “alto”, come può essere raggiunto da parte di bambini di 8-10 anni?

    Come ci dicono gli studiosi cognitivisti, apprendere non è “aggiungere” nuove conoscenze a quelle già immagazzinate in memoria, è “ristrutturare le conoscenze”. Per questo, perché gli apprendimenti siano stabili, occorre tener sempre conto delle conoscenze che il bambino ha: “I bambini non entrano a scuola con la testa vuota. A sei anni i bambini parlano molto bene la loro lingua. E, per quanto non sappiano né leggere né scrivere, possiedono ampi vocabolari, sono a conoscenza di non poche strutture sintattiche della loro lingua e hanno un’incredibile quantità di informazioni sul mondo”. (Schank R.C. 1992. Il lettore che capisce. Firenze: La Nuova Italia).
    Che cosa bisogna curare, in modo particolare, in un’ottica di curricolo verticale? Lo sviluppo in verticale delle abilità di studio (come delle altre abilità) si gioca su due parametri: “dal semplice al complesso” (testi e compiti) e “dal guidato all’autonomo” (modalità di lavoro). Nella scuola primaria si lavora su testi e con compiti adeguati all’età e in modo guidato; le abilità così fondate saranno poi riprese e sviluppate nella scuola secondaria di primo grado su testi e con compiti man mano più complessi, con modalità di lavoro man mano più autonome.
    Saper usare il manuale di studio è una strategia fondamentale per imparare a studiare; è una abilità importante per il passaggio alla scuola secondaria di primo grado, quando l’allievo si trova davanti più testi disciplinari; in più, sapersi orientare per scegliere un libro di informazione storica o scientifica è una risorsa per apprendere per tutta la vita.
    L’altro punto importante per “crescere come lettore” è il passare dal leggere tutto allo stesso modo, dalla prima parola all’ultima, alla capacità di variare consapevolmente le strategie di lettura in relazione al compito.
    Oltre a questo, in classe si possono curare alcune “attività ponte”: saper integrare testo verbale e immagini, saper ricostruire la gerarchia di informazioni di un paragrafo o di un testo, saper ricostruire in significato di una parola non nota, saper esporre un argomento di studio o di ricerca.  

    [intervista a cura di N. Scalzi]

     

     

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    26 Marzo 2019 Articoli

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