Materiali sulla differenza di genere

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Comprendere ed educare alle differenze di genere attraverso testi, immagini, figure note può essere un percorso utile, da diversificare per fasce d'età e in base alle caratteristiche di ciascuna classe. Alcuni spunti.

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Pippi e Emil

Per bambini/e della scuola primaria suggeriamo il notissimo libro di Astrid Lindgren Pippi Calzelunghe (Milano, Salani, 2009): ne esiste una graziosa versione a fumetti. Pippi è doppiamente differente: perché è bambina e perché proviene da chissà dove, figlia di un marinaio che è anche re di una lontana isola. È difficile per gli adulti capire lo strano comportamento di Pippi: ma Tomy e Anika, i suoi amici, capiscono che dietro le sue stranezze c’è sempre l’amore per i bambini, per la natura e per la giustizia. 

Astrid Lindgren, che in Svezia è considerata una sorta di eroina nazionale presenta in questo libro una storia che aiuta i bambini e le bambine a riconoscere dietro le azioni e i comportamenti strani e diversi una logica e soprattutto a non giudicare troppo in anticipo quello che si vede fare dagli altri e dalle altre, anche se non rientra nei nostri schemi abituali. Pippi inoltre incarna il femminile in modo delicato e sfrenato, non è certo un "maschiaccio" anche se è più forte dei maschi: recita un modo diverso di essere bambina.

Raffaele Mantegazza: 29 Agosto 2011 Cultura e pedagogia

Uno sguardo merita pure il "collega maschio" di Pippi, Emil il terribile (Salani, Milano, 1992) un bambino artista che dopo ogni marachella combinata si chiude nella falegnameria a intagliare statuine di legno: un maschietto allegro e divertente che ha momenti di tenerezza e di pathos artistico che cancellano la troppo facile immagine di “monello".

Il primo amore

A che età ci si innamora? Domanda assurda, forse. Se l’amore è manifestazione dell’umano, esso non conosce età. E i bambini e le bambine conoscono i batticuore del primo amore, anche se ovviamente del tutto differente dell’innamoramento adolescenziale, che aggiunge la dimensione genitale. 

Uno splendido vecchio sceneggiato televisivo, La pietra bianca, mostra il tenerissimo amore tra due bambini che si sfidano a compiere gesta sempre più eroiche passandosi di volta in volta una pietra bianca, vero e proprio simbolo del loro amore.

Note e possibilità

L’ambiguità fa parte del tema del genere ed è difficile trattarla e affrontarla perché colpisce dimensioni profondamente celate dentro di noi. Il genere è ambiguo perché sfugge a una classificazione del tutto rigida, nonostante l’apparente chiarezza del dettato cromosomico.

Un artista come David Bowie ha giocato in modo egregio su questo tema, senza mai scadere nella volgarità ma certamente causando un salutare shock a coloro che pensavano che le cose in questo campo fossero semplici, lineari e schematiche. Peraltro qualcosa di simile a livello femminile lo presenta Annie Lenox.

Anche un romanzo come Middlesex di Jeffrey Eugenydes (Mondadori, Milano, 2009) ci richiama alla complessità che è tipica di questo tema e che non si lascia ridurre o semplificare se non al costo di perderne il fascino e l’umanità.

La figura dell’ermafrodito, conturbante e affascinante, ci accompagna nel mondo delle cosiddette eccezioni o addirittura perversioni sessuali, che non sono altro che un modo diverso di vivere la sessualità e l’appartenenza di genere.

Canzoni come Maddalena di Pierangelo Bertoli o Paolo Pa del Banco del Mutuo Soccorso; film come Victor Victoria o Boys don’t cry permettono di cogliere la sofferenza ma anche l’apertura esistenziale delle situazioni limite e degli attraversamenti e trasversalità che sono tipici di questa tematica.

Lezioni di mitologia

Tiresia è condannato a vivere una parte della sua vita da femmina, l’altra da maschio:

"Con un colpo di bastone aveva infatti interrotto in una selva verdeggiante il connubio di due grossi serpenti, e divenuto per miracolo da uomo femmina, rimase tale per sette autunni. All'ottavo rivedendoli nuovamente: 'Se il colpirvi ha tanto potere di cambiare,' disse, 'nel suo contrario la natura di chi vi colpisce, vi batterò ancora!'. E percossi un'altra volta quei serpenti, gli tornò il primitivo aspetto, la figura con cui era nato".

(Ovidio, Metamorfosi, III, 325-331).

Questo gli costerà caro perché sarà punito da Zeus in quanto, chiamato per dirimere un contenzioso tra il Padre degli Dei e la moglie Era, che discutevano su chi tra l’uomo e la donna provasse maggior piacere nel’atto sessuale, rispose che il piacere sessuale è fatto da 10 componenti, l’uomo ne prova una sola, la donna le restanti nove, quindi il piacere femminile è di 9 volte maggiore.

Al di là del mito, l’esperienza vitale dell’indovino greco ci aiuta a giocare al “mettersi dalla parte dell’altro/a”. “Se io fissi maschio…”, “se io fossi femmina..”: un gioco così antico da sembrare banale ma che, se osservato con attenzione, ci svela stereotipi e rappresentazioni di genere molto più utili e sorprendenti di quelli rilevabili con qualche strano test.

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