I troppi prefissi della disciplinarità

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Inter-disciplinare o multi-disciplinare? L'accumularsi di parole-definizioni intorno al concetto di "disciplina" un po' preoccupa e un po' imbarazza. Sarebbe bene piuttosto riappropriarsi del cuore della parola; proporre agli alunni percorsi e collegamenti non pretestuosi, utili a valorizzare le loro esperienze e a creare una comune competenza osservativa.

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Definizioni a tutti i costi

Se qualcuno ha aperto questa pagina nella speranza di trovare una risposta definitoria all’annosa questione di che cosa è inter-disciplinare e di che cosa è multi-disciplinare, allora lasci perdere.

Le definizioni frettolose tendono ad astrarre caratteristiche specifiche, generalizzandole, a volte in modo improprio. Inoltre le definizioni, circoscrivendo un’area di significato, non possono che sollecitare la produzione di altre definizioni.

Seguendo la logica perversa della definizione “a tutti i costi” (meglio se di nuovo conio), con un po’ di fantasia e con qualche riga in più potrei riuscire a convincere qualcuno della necessità di introdurre nuovi vocaboli, come iper-disciplinare (che sta un po’ oltre la disciplina) o, al contrario, ipo-disciplinare (che sta un po’ al di qua della disciplina: termine parente di pre-disciplinare).

Si tratta di un’operazione che non ho alcuna intenzione di svolgere. Lasciamo quindi perdere i prefissi e dedichiamoci al cuore della parola.

Collegamenti pretestuosi?
Roberto Morgese: 24 Agosto 2011 Cultura e pedagogia
L’argomento o il tema omologo, per esempio il dettato sull’autunno e il problema matematico sulle foglie che cadono, aprono a scambi di pensiero? Ne dubito: affrontare lo stesso argomento in più discipline, soprattutto se fatto in modo pretestuoso come nell’esempio indicato tra parentesi, offre all’alunno solamente l’idea che i suoi vari insegnanti si parlino, oppure che anche a scuola si verificano delle coincidenze.

Ma se, rimanendo sull’autunno, ogni lavoro disciplinare si fonda su un aspetto che può facilmente essere riconosciuto come degno di importanza nelle diverse discipline, allora si inizia a sentire odore di circolarità degli apprendimenti. Si comincia a intravvedere qualcosa di più, qualcosa che esca dai confini degli obiettivi specifici declinati nel piano di lavoro annuale.

Gli obiettivi della conoscenza

Gli obiettivi di conoscenza e di abilità dovrebbero esser puntati sulla costruzione di una comune competenza osservativa da parte degli alunni, con l’aiuto dell’insegnante e tramite l’osservazione di ciò che li circonda, messo in relazione alla propria intelligenza e al proprio stile di incontro col mondo. Un esempio:

  • Condividere e acquisire lessico per comporre poesie e descrizioni.
  • Cogliere gli aspetti quantitativi di un fenomeno naturale, come la caduta delle foglie.
  • Rappresentare col disegno e varie tecniche gli alberi del giardino della scuola.
  • Registrare i rumori delle foglie secche schiacciate.
  • Cogliere le trasformazioni nel tempo.

Si tratterebbe allora di un’attività didattica -trans, -inter, -multi, -iper o ipo-disciplinare? Non lo so. Concentriamoci sulla progettazione di un insegnamento-apprendimento in cui si aprano le esperienze del bambino, per portarlo a conoscere e studiare la realtà da più punti di vista, in modo sempre più competente.

02-04-2007

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