CLIL: come e perché

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Dal dossier Didattica per competenze, disponibile gratuitamente per tutti gli abbonati a "La Vita Scolastica", una riflessione di Paola Traverso sull'uso veicolare della lingua.

Didattica per competenze

Il CLIL

Le Indicazioni nazionali – e la Legge 107 (“La Buona Scuola”) – suggeriscono d’iniziare a proporre l’uso veicolare della lingua già a partire dalla Primaria. Usando la L2 per promuovere e veicolare apprendimenti collegati a vari ambiti disciplinari si potenzia infatti la competenza linguistica degli alunni. Ricerche sull’apprendimento integrato di lingua e contenuto (Marsh, 1996) hanno evidenziato che il CLIL aiuta a raggiungere una buona competenza. Affiancato all’insegnamento curricolare della lingua, aumenta la possibilità d’esposizione e offre un ambiente d’apprendimento meno artificiale. Gli alunni sono stimolati a utilizzare le loro capacità linguistiche per capire i contenuti disciplinari; questo mette in moto processi cognitivi che portano a una migliore competenza linguistica e favoriscono la capacità d’imparare a imparare.

Dal punto di vista metodologico, il CLIL è il risultato dell’interazione di due categorie di fattori: le buone pratiche educative e le buone tecniche di glottodidattica. Nella prima categoria possiamo includere la creazione di un ambiente d’apprendimento positivo, l’utilizzo di una didattica attiva, l’attenzione agli stili d’apprendimento e ai diversi modi d’imparare. Nella seconda possiamo considerare le tecniche di glottodidattica efficaci per l’insegnamento-apprendimento precoce delle lingue come l’approccio ludico, il TPR (Total Physical Response), l’approccio multisensoriale, le intelligenze multiple.

Strategie di apprendimento

Per rendere i contenuti più facilmente assimilabili dai bambini ai primi anni di studio della lingua straniera, con competenze linguistiche necessariamente limitate, occorre far ricorso ad alcune strategie specifiche. Per esempio:

• far leva sulle conoscenze pregresse;
• smontare i contenuti in unità più piccole;
• evidenziare parole e concetti chiave;
• ricercare somiglianze e differenze;
• utilizzare supporti visivi e materiali autentici;
• far ricorso a diagrammi, grafici, mappe concettuali;
• presentare i contenuti usando modalità adatte a vari stili d’apprendimento;
• favorire la collaborazione tra pari e l’apprendimento cooperativo;
• semplificare e graduare il linguaggio tenendo presente il livello linguistico degli alunni.

Quest’ultimo punto è fondamentale in quanto, affinché l’acquisizione di una nuova lingua abbia luogo, è necessario che i materiali linguistici siano comprensibili e siano lievemente al di sopra del livello di competenza dell’alunno (Krashen, 1981).

Imparare a imparare

Imparare a imparare è una delle otto competenze chiave raccomandate dal Parlamento Europeo; un’efficace azione formativa dovrebbe promuovere nell’alunno “la consapevolezza del proprio modo d’apprendere al fine di imparare ad apprendere”. Che cosa può fare l’insegnante d’Inglese per avviare i bambini verso tale competenza? 

Continua a leggere nell'allegato a "La Vita Scolastica", 2, 2015, Didattica per competenze, che contiene suggerimenti per insegnare e valutare le competenze in lingua inglese e in tutte le altre discipline.

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