Che cos'è l'apprendimento capovolto?

Entra in Giunti Scuola

Hai dimenticato i dati di accesso?

Non sei ancora registrato?

Entra anche tu a far parte della più grande community di insegnanti italiani sul web!

Perché dovrei registrarmi?

Array
(
    [cmg_userData] => Array
        (
            [localhost%%gs_prod] => Array
                (
                    [profile] => ANONYMOUS
                    [groups] => Array
                        (
                            [-2] => SanchoEverybody
                        )

                )

        )

    [cmg_channels] => Array
        (
            [5HB6H4U3] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => cmg_processURL
                )

            [516X9NC6] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => sancho_Object_showUp
                )

            [PFQXUTYQ] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => sancho_Object_showUp
                )

        )

    [cmg_lang] => 
)
/var/www/custom/src/gs/loginBar/index.html:20:boolean true
/var/www/custom/src/gs/loginBar/index.html:21:string '-3' (length=2)
/var/www/custom/src/gs/loginBar/index.html:22:int -3

Sergio Vastarella, esperto di didattica e nuove tecnologie, realizza in esclusiva per "La Vita Scolastica" un'intervista a due pionieri dell'insegnamento capovolto: Jonathan Bergmann e Aaron Sams. 

L'accesso alle risorse di questa sezione è riservato ai seguenti profili

Entra Non sei ancora registrato? Fallo ora!
MOntelupo

Foto di Giuseppe Moscato.

Quali sono le migliori motivazioni per attuare la tecnica "flipped" a scuola?

A. Sams: Penso che una delle migliori motivazioni per un insegnante nell’applicare il “metodo flip” in classe sia la possibilità di non essere più "davanti" agli studenti, di non essere al "centro" dell'attenzione della classe ma di mettere gli studenti e l’apprendimento al centro dell’attenzione della classe. Molti docenti hanno questo obiettivo e la flipped classroom diventa per loro il modo per ottenere questa transizione e per diventare una guida e un facilitatore nell’apprendimento, piuttosto che una persona che trasmette meramente informazioni allo studente.

J. Bergmann: Io aggiungerei che la domanda chiave da porsi è: "qual è il migliore utilizzo del tempo, in classe?". Col metodo flipped non devi per forza stare in piedi di fronte alla classe e parlare con gli studenti, ma c’è qualcos’altro. Se riesci a spostare i contenuti che l’insegnante fornisce in maniera diretta - e la lezione, se vuoi - lontano dallo spazio di gruppo, rendendolo uno spazio individuale che [i ragazzi] possono avere a casa oppure - qualche volta - anche in classe, allora penso che vedrai gli enormi risultati in termini di coinvolgimento degli studenti e di motivazione.

Che cosa dire riguardo al flipped learning nella scuola primaria?

A. Sams: Molti insegnanti nella scuola secondaria vogliono invertire l’intero corso, ma, nella scuola primaria, molti docenti non invertono l’intero corso ma solo una lezione qua e una lezione là, usando [il flipped learning] solo in selezionate occasioni piuttosto che come approccio complessivo in classe.

J. Bergmann: Stiamo vedendo che molti insegnanti della primaria hanno cominciato a creare contenuti video (di una lezione di matematica, di scienze, di inglese o di qualsiasi altra materia, oggetto del loro insegnamento) e gli studenti guardano il video in classe, durante la lezione, ciascuno al proprio ritmo, e hanno un punto focale e lavorano su questo punto e c’è molto più tempo per il docente per interagire con gli studenti individualmente perché il docente non sta di fronte alla lavagna o davanti al proiettore; dovunque si trovi ad insegnare, il docente si trova in mezzo ai ragazzi e lavora con loro.

[Traduzione di G.A. Caresia]

Guarda il video

Condividi:

Commenti

Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti.
Entra in Giunti Scuola

  • avatar

    The anonymous user

    18:37, 16 Giugno 2015
    Ciao a tutti ! Ciao Sergio ! Quest'anno la mia classe e' stata inserita in un progetto di sperimentazione della Flipper Learning e vi assicuro che e' stata un'esperienza davvero bellissima e sorprendente . E' vero che lavorare in una scuola all'avanguardia come la mia e' importante , ma  non e' indispensabile per usare questa nuova metodologia . Personalmente non ho usato solo video per introdurre argomenti , ma anche semplici schede .Ognuno poi personalizza il metodo come meglio crede e lo adatta alla propria realtà scolastica . Io , per esempio , l'ho trovato molto utile ed efficace per lo studio che e' stato visto dai bambini come un bisogno e un piacere e non come un dovere! 
  • avatar

    vastarella.sergio

    0:43, 8 Maggio 2015
    Ciao a tutti!
    Innanzitutto voglio ringraziare Pietro e Miche per avere commentato il mio lavoro!
    Cari colleghi, conosco perfettamente la situazione delle scuole italiane e posso dire, in tutta franchezza, che sono al corrente delle difficoltà di avere le nuove tecnologie a scuola. Come ha detto Miche, oggi esistono molte possibilità per ottenere diverse strumentazioni in classe. Gli insegnanti che vogliono provare a usare il Flipped Learning, o cmunque le TIC a scuola, se non possiedono gli strumenti digitali possono attivarsi in modo da ottenerne. Ogni anno ci sono bandi di concorso pubblici e privati per sovvenzionare l'acquisto di nuove tecnologie a scuola e, onestamente, oggi si possono comprare proiettori, tablet e computer, senza dover sostenere spese esagerate! Ma il punto della discussione non è questo. Per fare attività Flipped a scuola è sufficiente una minima strumentazione tecnologica. Ciò che è davvero importante, come hanno ricordato anche Bergmann e Sams, è che  per innovare nella scuola primaria si può usare questo modello didattico come anche molte altre strategie differenti che sono davvero efficaci. La scuola elementare italiana, da moltissimi anni, ha sviluppato e continua a promuovere importantissime attività didattiche che sono meravigliose e che consentono ai nostri bambini di maturare competenze. La musica, il teatro, la manipolazione, gli esperimenti scientifici, le uscite sul territorio ... sono tutti splendidi esempi di una sapiente didattica per competenze. Oggi, in un Mondo completamente permeato dalle nuove tecnologie, è giusto proporre ai bambini, fin dalla prima primaria, percorsi di insegnamento-apprendimento che coinvolgano anche l'uso delle nuove TIC in classe. Se, a partire dalla prima, ogni anno si scegliesse una materia, o una parte di una disciplina (due ore di italiano, matematica, storia ... alla settimana) da svolgere attraverso l'uso delle nuove tecnologie si riuscirebbe, in 5 anni, a consentire ai bambini di diventare competenti anche nell'uso dei dispositivi digitali con una finalità di studio, che in futuro si trasformerà in capacità lavorativa.
    Il flipped learning, l'apprendimento capovolto, è un potente costrutto didattico che consente agli alunni di co-costruire le competenze nelle attività d'aula. E allora, perché limitarsi? Perché dichiararsi sconfitti ancora prima di cominciare? Proviamo a reperire i fondi con concorsi, bandi, andando a chiedere sostegno alle casse rurali e, un po' alla volta, avremo la dotazione sufficiente nelle scuole a promuovere percorsi didattici innovativi come quelli legati all'idea del flipped learning. Questa pratica didattica, nelle molte sperimentazioni che ho svolto, ha davvero stimolato gli alunni ad apprendere in una maniera (secondo quanto da loro dichiarato nel questionario di fine attività) migliore del solito. E allora ... non facciamoci fermare dall'assenza dei dispositivi, non facciamoci ostacolare dalle carenze strutturali della scuola ... se si vuole e ci si crede, è certamente possibile sviluppare efficaci percorsi di apprendimento capovolto anche nelle scuole primarie italiane.
  • avatar

    miche

    10:2, 7 Maggio 2015
    Il collega non ha tutti i torti, su quanto riguarda le forniture a scuola. Rispetto a tanti altri Paesi, purtroppo, in Italia non si investe molto nella didattica.


    E' pur vero, però, che negli anni ci sono state offerte numerose possibilità di sovvenzioni, piccole e grandi.Mi vengono in mente, per esempio, il piano di diffusione delle LIM di 7-8 anni fa o i vari progetti di Cl@ssi e Scuol@ 2.0, che hanno permesso a tante scuole di acquistare un minimo di dotazione informatica.

    Rimanendo nel presente, fra poco  dovrebbero anche "liberare" i finanziamenti per i nuovi PON.
    Per i colleghi interessati a preparare/sottoporre qualche progetto, i riferimenti sono http://hubmiur.pubblica.istruzione.it/web/istruzione/pon/2014_2020 
  • avatar

    Pietro Sacchelli

    20:23, 4 Maggio 2015
    Una semplice domanda: chi li fornisce i tablet agli alunni? La mia scuola conta un tablet e 118 alunni! Ma questo è solo il primo "piccolo" scoglio da superare... Forse nelle scuole americane o islandesi la situazione è diversa, ma noi viviamo nel Bel Paese! SIAMO REALISTI....