Capoeira a scuola. Come e perché

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Tra le meno note attività inserite nei progetti educativi di ambito scolastico c'è la capoeira, un’arte marziale nata verso la fine del 1500 e praticata dagli schiavi africani deportati in Brasile dai colonizzatori portoghesi. Ce ne parla Rita Montuoro.

Capoeira a scuola

Storie di liberazione

Negli ultimi anni la scuola ha dato ampio spazio all’Educazione Motoria e Sportiva, tenendo conto non solo dei benefici per la salute, ma anche del contributo che può dare alla formazione integrale dell’individuo nell’età dello sviluppo. Tra le ultime e meno note attività inserite nei progetti educativi dell'ambiente scolastico c'è la capoeira, un’arte marziale nata verso la fine del 1500 e praticata dagli schiavi africani deportati in Brasile dai colonizzatori portoghesi.

Considerata inizialmente illegale e perseguita dalla legge brasiliana, la capoeira è sopravvissuta soprattutto grazie dall’utilizzo della musica, che ha permesso di dissimulare, sotto forma di danza, l’apprendimento di gesti che dovevano risultare utili nella lotta per la liberazione dalla schiavitù.

Solo nel 1974 la capoeira è stata riconosciuta dallo Stato brasiliano come sport nazionale e presto utilizzata come disciplina utile a favorire l’educazione dei bambini di strada e l’allontanamento degli stessi dal mondo della delinquenza. Oggi, la capoeira viene praticata in tutto il mondo, nel rispetto della tradizione e delle regole che la caratterizzano da secoli.

Un gioco di difesa e attacco

Calci e schive tipici delle arti marziali nella capoeira sono inseriti in movimenti armonici ed acrobatici senza che si giunga quasi mai al contatto fisico. Per questo tra capoeristi la capoeira viene definita non un “combattimento” ma un “gioco” di difesa e attacco. Anche quando la si porta in classe, a scuola, la componente fondamentale della capoeira è ancora una volta la musica: sono previsti infatti l’insegnamento di canzoni in lingua portoghese e l’utilizzo di strumenti musicali a percussione tipici delle culture afro-brasiliane.

I diversi ritmi musicali dettano la scansione dei movimenti all’interno della RODA, vale a dire il momento in cui i capoeristi si dispongono in cerchio, per accogliere all'interno ed accompagnare con l’energia della musica, dei canti tradizionali e del battito delle mani, i loro compagni, che a due a due si affrontano nel loro gioco (per indicare il livello di competenze acquisite dagli allievi vengono utilizzate corde di diverso colore, posizionate come cinture sulle divise del gruppo di appartenenza).

Un altro momento importante per i capoeristi è il BATEZADO: cerimonia annuale in cui ogni nuovo arrivato entra a fare ufficialmente parte del gruppo, riceve la sua prima corda ed un APELLIDO (soprannome), scelto dal suo insegnante in base ad una caratteristica fisica o di personalità che lo distingue.

Una disciplina per imparare a stare insieme

La capoeira è un’arte attraverso la quale i bambini possono sviluppare doti come la forza, la resistenza, l'agilità, la rapidità, il coordinamento corporeo, la concentrazione, la flessibilità fisica e mentale. Permette inoltre, attraverso la musica e i canti tradizionali, l’avvicinamento ad una nuova cultura e l’apprendimento spontaneo della lingua portoghese.

Ma questa disciplina ha anche grandi potenzialità socio-relazionali proprio per i più piccoli. Infatti promuove lo sviluppo e il cambiamento attraverso la socializzazione, il senso di appartenenza ad un gruppo e il confronto con le persone che ne fanno parte. E in più favorisce una corretta gestione delle proprie emozioni in ambito relazionale.

I bambini infatti, attraverso la pratica della capoeira, possono imparare il rispetto per l’altro, l’importanza della collaborazione e dell’adesione alle regole interne al gruppo. Una simile attività permette di canalizzare in maniera costruttiva la propria aggressività, di combattere la timidezza, acquisire fiducia ed aumentare la propria autostima. In questo senso è particolarmente adatta anche ai bambini con difficoltà comportamentali e con scarse capacità di integrazione sociale.

Nella capoeira non ci sono né vinti né vincitori: l’obiettivo all’interno della roda non è soltanto quello di mettere in risalto le proprie abilità fisiche, ma è soprattutto quello di divertirsi e di comunicare con l’altro, dimostrando, attraverso la propria astuzia, la capacità di destrarsi nella roda tanto quanto nella vita. Prestando quindi attenzione agli elementi e ai princìpi della capoeira è possibile accorgersi che in essa sono riscontrabili molti dei valori divulgati e degli obiettivi formativi proposti oggi nelle scuole.

Capoeira nelle scuole italiane

Sono ormai anni che la capoeira è considerata strumento educativo e formativo in Brasile e viene sperimentata con successo nei progetti sociali attivi in diverse parti del mondo. Attualmente la conoscenza e la pratica della capoeira cominciano ad essere proposte anche all’interno scuole italiane.

Sul territorio fiorentino negli utlimi anni l’istruttore Iena (Fabio Soldi) del gruppo Escola Regional Capoeira, si è impegnato a promuovere la conoscenza della capoeira in alcuni istituti, proponendo l’insegnamento della disciplina in orario scolastico.

Ecco un canovaccio di lezione:

  • spiegazioni teoriche sulla capoeira e sulla sua storia;
  • preparazione atletica di riscaldamento;
  • insegnamento dei movimenti specifici della disciplina: movimentazioni, calci, schive e acrobazie basilari;
  • introduzione e utilizzo degli strumenti musicali (berimbau, atabaque, pandeiro, agogò, reco-reco) con accompagnamento di canzoni in lingua portoghese;
  • integrazione all’interno della roda delle conoscenze motorie e musicali acquisite. 

Per saperne di più

Rita Montuori: 30 Ottobre 2014 Articoli

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