Parola per parola

L’approccio più comune nei confronti del significato di "competenza lessicale" è di tipo quantitativo. Quali sono i criteri per selezionare le parole da far conoscere ai bambini? Quali le metodologie e gli strumenti didattici per favorire questo apprendimento?

di Cristina Peccianti · 11 marzo 2016
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Alice's adventures in Wonderland di Lewis Carrol illustrato da Charles Robinson (ed. 1907). Fonte immagine e testo completo: archive.org . La seconda immagine, poco sotto, con il celebre episodio di Humpty Dumpty , è tratta dall'edizione di Through the Looking Glass (And What Alice Found There) con illustrazioni di John Tenniel. Anche quest'opera si può sfogliare in lingua originale su archive.org .

Hanno un caratterino certe parole! – disse Coccobello – I verbi specialmente, che sono i più orgogliosi… Con gli aggettivi puoi fare quel che ti pare, ma con i verbi…
(Lewis Carrol, Alice nello specchio )

La competenza lessicale dei bambini

Poiché l’approccio più comune che si ha nei confronti del significato di " competenza lessicale " è di tipo quantitativo, è legittimo chiedersi quante (e magari anche quali) parole conoscono i nostri bambini, di quale bagaglio lessicale possono disporre.
Da alcune ricerche fatte da vari studiosi risulta che i bambini della scuola primaria utilizzano, per realizzare la quasi totalità dei loro testi scritti, meno di 1500 parole, dimostrando così di possedere un vocabolario produttivo piuttosto limitato, fatto di poche parole che servono molto.
I testi di lettura (letteratura per l’infanzia, giornalini a fumetti e libri di testo) propongono tuttavia circa 2000 parole in più. Per comprendere quello che leggono, i bambini della primaria dovrebbero dunque possedere un vocabolario ricettivo ben più ampio di quello produttivo, ma possiamo ipotizzare che ciò non sia del tutto vero. I bambini trovano infatti spesso difficoltà a comprendere e si tende a sopravvalutare la competenza lessicale attribuita ai bambini da parte di chi scrive libri per loro e anche da parte di molti insegnanti.
Se guardiamo poi alla qualità delle parole, scopriamo che mentre negli scritti dei bambini ricorrono con grande frequenza verbi come giocare , divertire , piacere , comperare , mangiare , studiare , dormire , nei libri di lettura sono più presenti pensare , capire , sapere , conoscere , credere , osservare , scoprire .

Come si sviluppa la competenza lessicale

È evidente che la forma primordiale di apprendimento lessicale è la memoria, anche se rinforzata e correlata con gli usi comunicativi. Se è vero infatti che le forme lessicali imparate per prime dagli stranieri, anche in situazione di apprendimento spontaneo, sono forme comunicativamente rilevanti , come i saluti e i ringraziamenti, è anche vero che si tratta di formule a cui l'apprendente è esposto di continuo, che talvolta vengono ripetute più volte di seguito ( grazie, grazie ; permesso, permesso scusi… ), costituiscono spesso delle battute autonome o sono pronunciate in chiusura di battute. Tutto ciò favorisce certamente il riconoscimento di tali formule all'interno della catena fonica e rinforza i processi di memorizzazione.
L'arricchimento del vocabolario è poi strettamente legato agli ambienti di contatto del parlante, e quindi, nel caso dei bambini, alla famiglia e all’ambiente socio economico di riferimento. Se questo è di tipo medio-alto, li espone a un codice linguistico allargato, se è di tipo medio-basso e/o non italofono li espone invece a un codice ristretto, con conseguente deprivazione linguistica e povertà lessicale.

L’apprendimento guidato

Ma cosa succede nell’apprendimento guidato? Quali criteri seguire per selezionare le parole che è importante che i bambini conoscano? E quali metodologie e strumenti didattici utilizzare per favorire tale apprendimento?
Il primo criterio di selezione deve essere certamente quello dell’utilità e quindi della frequenza. Per questo dobbiamo privilegiare, innanzi tutto, le 2000 parole del Vocabolario fondamentale . Questo criterio va poi incrociato con i particolari bisogni e interessi dei bambini e con la maggiore o minore facilità con cui le diverse parole possono essere apprese. La forma incide sull’apprendimento: parole più brevi, piane, con suoni più semplici sono più facili da apprendere, così come sono più facili i sostantivi concreti rispetto a quelli astratti.
Le parole più frequenti vengono imparate prima perché incontrate più spesso e ciò conferma l’importanza della ripetizione che tuttavia viene spesso disattesa nei testi per i bambini, anche in quelli specificamente destinati agli stranieri, dove non è raro trovare largo uso di sinonimi, metafore ed espressioni parafrastiche. E dimentichiamo così che una competenza lessicale ricca e articolata può essere un punto di arrivo, ma non un punto di partenza.
Per quanto riguarda la metodologia didattica privilegiamo l’insegnamento di strategie, come le deduzione del significato di parole dal contesto , cioè dalla frase in cui compare la parola sconosciuta e anche dalle frasi precedenti o successive, invitando gli alunni a utilizzare diversi tipi di informazione, come la forma della parola, eventuali illustrazioni, le conoscenze extralinguistiche.

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