Lo scoglio dei testi espositivi

I testi espositivi, sia per le loro caratteristiche intrinseche che per altri motivi, pongono notevoli difficoltà di comprensione, specie a chi non padroneggia la lingua. Quali le possibili risposte didattiche? Semplificare o facilitare?

di Cristina Peccianti · 02 dicembre 2015
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Difficoltà funzionali e non

I testi espositivi, quelli dei sussidiari che i bambini fin dalla classe 3° devono leggere e comprendere a scopo di studio, hanno indubbiamente delle difficoltà intrinseche , il cui superamento risulta particolarmente faticoso per gli alunni stranieri. Tali difficoltà sono in parte funzionali alle caratteristiche e agli scopi dei testi espositivi i quali offrono un modello di lingua colto, adatto a esprimere funzioni cognitive complesse, molto lontano dal linguaggio orale e dagli scambi interattivi quotidiani a cui sono esposti bambini e ragazzi. Nei testi espositivi troviamo tuttavia, abbastanza spesso, anche difficoltà non funzionali all’esposizione, complicazioni inutili e dannose, in quanto non solo mettono in affanno il lettore meno esperto, ma rendono anche il contenuto poco chiaro, con tutto quello che ne consegue in termini di apprendimento disciplinare.

Le difficoltà possono riguardare la struttura concettuale e testuale, la sintassi, la morfologia e il lessico. La struttura espositiva dei concetti incide molto sulla comprensibilità di un testo, anche se viene meno considerata rispetto ai puri elementi linguistici. Essa riguarda le selezione delle informazioni, in cui dovrebbe esserci una netta distinzione fra informazioni principali e secondarie, e la loro organizzazione la quale, per essere efficace, dovrebbe seguire uno schema chiaro, con un filo logico evidente che guidi la successione delle parti attraverso blocchi informativi ben definiti ed elementi di connessione trasparenti ed espliciti.
Non meno incisiva è la sintassi , cioè l’insieme dei procedimenti linguistici usati per collegare le parole nelle frasi e le frasi nei periodi. Le strutture sintattiche possono porre infatti ostacoli molto importanti alla comprensione da parte di utenti con scarsa competenza dell’italiano, soprattutto per lo stile impersonale, tipico dei testi tecnici, in cui si fa largo uso anche di frasi passive e nominalizzazioni, e la tendenza a costruzioni lunghe e articolate.

Quanto alla morfologia , le difficoltà nascono dall’uso di forme che si trovano di rado nel parlato quotidiano e familiare, in modo particolare i verbi e i pronomi, che in italiano hanno un intreccio complesso fra forme e funzioni.
Infine lo scoglio del lessico . Per ogni parola che i ragazzi usano nelle interazioni quotidiane, ne esiste almeno un’altra nella lingua con cui sono scritti i libri di scuola. Così un ragazzo che comincia a frequentare la scuola appena arriva in Italia deve fare i conti contemporaneamente con almeno due repertori lessicali diversi e non è semplice.

Meglio facilitare

In questi anni, partendo dalla considerazione che nei testi espositivi destinati allo studio ci sono degli ostacoli difficili da superare per gli alunni stranieri, la risposta più frequente è stata quella della semplificazione , cioè della riscrittura dei testi con un linguaggio meno complesso.
Crediamo tuttavia che la semplificazione, un tempo giustificata dall’alto numero di alunni neoarrivati, vada oggi ripensata anche per la mutata identità degli alunni stranieri, che nella stragrande maggioranza sono di seconda generazione. Anche se questi rimangono svantaggiati dal punto di vista dell’italiano, la loro competenza linguistica è comunque abbastanza sviluppata per affrontare la lettura di testi non troppo complessi, che rispettino le regole dello scrivere chiaro ed eliminino in partenza le difficoltà non funzionali.

Un altro tipo di risposta alle difficoltà di lettura, più adatta ed efficace rispetto a una didattica di sviluppo della comprensione, è la facilitazione che va distinta dalla semplificazione. Essa non insiste tanto sulla forma linguistica del testo, quanto sui contenuti, cercando di facilitare il loro apprendimento, suddividendo i compiti più complessi in sotto compiti, guidando gli alunni nella loro esecuzione, riorganizzando le informazioni attraverso mappe o schemi, affidandosi al supporto di immagini.
Per facilitare, con gli alunni i più piccoli o meno competenti, possiamo iniziare servendoci di altri codici (iconico, motorio, pragmatico), insegnando loro, ad esempio, a servirsi delle immagini e di altri segnali grafici del testo per anticiparne i significati. Con i più grandi puntiamo invece molto sullo sviluppo delle abilità di metacomprensione, rendendoli consapevoli delle operazioni da fare per comprendere un testo, e delle strategie più efficaci da utilizzare per raggiungere gli scopi di lettura dei testi di studio.

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