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I nodi della comprensione scritta

Molti bambini e ragazzi faticano a comprendere i testi scritti e fra questi spiccano gli stranieri. Quali sono le responsabilità della scuola? E quali le risposte didattiche più efficaci? Di Maria Cristina Peccianti. 

di Cristina Peccianti09 gennaio 20186 minuti di lettura
I nodi della comprensione scritta | Giunti Scuola

Sono sicuramente numerosi i bambini e i ragazzi che faticano a comprendere i testi scritti, trovandosi spesso spiazzati soprattutto di fronte ai testi espositivi delle discipline, i più lontani dal linguaggio orale, e non solo per il lessico, ma anche per la morfosintassi e la testualità. In prima fila fra questi si trovano purtroppo la stragrande maggioranza degli alunni stranieri.
Secondo i dati Invalsi, gli stranieri di seconda generazione hanno infatti prestazioni inferiori di circa venti punti rispetto ai compagni italiani, sia in seconda che in quinta primaria, mentre la differenza negativa di quelli di prima generazione arriva addirittura a 30 punti.

Le difficoltà degli stranieri

Quelle fornite dai dati Invalsi sono informazioni importanti che ci dicono che la scuola non riesce, ad oggi, a colmare le carenze linguistiche degli alunni di origine straniera, mettendoli in grado di leggere e comprendere testi al pari dei coetanei italiani, e che la comprensione del testo appare essere un punto molto critico , su cui verosimilmente si riverberano in modo forte le carenze linguistiche e in parte anche quelle relative a talune conoscenze pregresse di tipo culturale.
Certo che i testi, specie quelli di studio, sono spesso complessi, con difficoltà funzionali , dovute a modelli di lingua adatti a esprimere funzioni cognitive complesse, ma anche disfunzionali, come una cattiva distribuzione del carico informativo, carenza o cattivo uso dei connettivi, meccanismi di sostituzione poco chiari, uso eccessivo di incisi.
Così accade che molti bambini e ragazzi stranieri finiscano per perdersi fra le parole, e il testo rimanga per loro come uno scrigno chiuso di cui non posseggono la chiave.
Questo “divieto di accesso” si ripercuote poi pesantemente su tutto l’apprendimento, aumenta il dislivello di preparazione fra italiani e stranieri, il numero degli alunni stranieri in ritardo rispetto al normale iter scolastico, spesso il disagio degli stranieri all’interno della classe e la loro demotivazione nei confronti della scuola.

Insegnare le strategie

Riflettendo su questi dati, non vi è dubbio che la scuola debba affrontare con determinazione, e fin dall’infanzia, il tema dell’avvicinamento dei bambini alla lingua scritta e quello dell’insegnare a bambini e ragazzi, in modo graduale per tutto il primo ciclo di istruzione, a comprendere ciò che leggono. E deve farlo attraverso un insegnamento diretto ed esplicito , centrato sulla consapevolezza dei meccanismi soggiacenti alla comprensione e su un approccio strategico verso le sue difficoltà, in modo che tutti gli alunni della scuola di oggi siano domani dei lettori esperti, con piena padronanza di una competenza che, per quanto la tecnologia possa cambiare i canali di trasmissione, sarà sempre di primaria importanza.

Il fatto che i problemi della comprensione del testo da parte degli alunni stranieri siano stati visti soprattutto dal punto di vista dei testi stessi, anche con denunce ben fondate sulla loro scarsa leggibilità, ha portato a fare spesso ricorso alla semplificazione , cioè alla riscrittura dei testi destinati agli stranieri, di cui, specie negli stadi di apprendimento iniziale, non intendiamo negare l’opportunità.
Dobbiamo tuttavia ricordare che la comprensione è un processo interattivo fra testo e lettore, e la didattica della lettura, oltre che del testo, deve occuparsi del lettore, facendolo impadronire di mezzi e strategie utili all’interrogazione del testo e a un approccio consapevole ad esso.

Le conoscenze che il lettore acquisisce progressivamente circa le proprie reali capacità di accesso al testo, riconoscendo altresì le difficoltà specifiche che un certo tipo di testo pone e attivando la capacità di mettere in atto strategie specifiche (cognitive e linguistiche) per superarle, hanno un ruolo determinante nel portare avanti con successo compiti di comprensione scritta.
È pertanto indispensabile che nella didattica della lettura ci poniamo l’obiettivo di sviluppare, con tutti gli alunni e, ancor più con gli stranieri, abilità di tipo metacognitivo .
Insegniamo loro a mettere in atto tutte le strategie utili per comprendere un testo, come servirsi degli indizi paratestuali (titolo, immagini ecc.) per fare previsioni, ricavare il significato di parole non note dal contesto, riconoscere le anafore e i loro antecedenti, il valore logico e organizzativo dei connettivi ecc., abbandonando la teoria dell’impregnazione, secondo la quale il contatto ripetuto con la lettura di molteplici testi costituisce il principale motore di sviluppo della comprensione: funziona poco in generale, ma meno che mai con gli stranieri.


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