I bambini incontrano Dante con un gioco dell'oca “infernale”

Si possono avvicinare i bambini della scuola primaria alla conoscenza di Dante e della sua Commedia? Ecco il progetto di una scuola

di Lilia De Luca10 settembre 20137 minuti di lettura
I bambini incontrano Dante con un gioco dell'oca “infernale” | Giunti Scuola
10 Settembre 2013 Argomento: La Vita Scolastica , autore: Lilia de Luca Lilia Gambino Francesca , Scuola primaria Jessie Mario IC San Martino-Borgoratti  Genova
 
 
 

Si possono avvicinare i bambini della scuola primaria alla conoscenza di Dante e della sua Commedia ? Noi pensiamo di sì! Per questo motivo è stato programmato e sperimentato un percorso didattico calibrato su alunni delle classi quarta e quinta .

A partire dalle nuove Indicazioni

Il curricolo di italiano delle Indicazioni nazionali esplicita l’importanza “di esplorare e definire le caratteristiche fondamentali del lessico, come le relazioni di significato e i meccanismi di formazione delle parole”: questo ha rappresentato il punto di partenza per operare una prima riflessione sull’etimologia delle parole, per ricostruirne la storia e chiarirne i legami.

Il progetto ha avuto come traguardo lo s viluppo delle competenze linguistiche in un’ottica trasversale , perciò le attività sulla conoscenza della lingua italiana e sulla sua evoluzione nel tempo sono state accompagnate da continui rimandi alla storia, alla geografia, all’arte, al suono e all’educazione fisica.

Il progetto: spazi, testi e metodo di lavoro

Sono stati utilizzati tutti gli spazi della scuola:

  • l’aula, il laboratorio di informatica e la biblioteca “Italo Calvino” per l’ascolto e la lettura della Divina Commedia della Dami editore , la ricerca di informazioni su Dante Alighieri, le attività di comprensione, le conversazioni guidate per l’individuazione di episodi tratti da alcuni canti dell’Inferno (introduzione, golosi, ladri, avari e prodighi) ed infine per l’adattamento, in rima baciata, di terzine e la scrittura di un semplice copione,
  • la palestra e l’aula di psicomotricità per la realizzazione di sequenze di movimento e della coreografia che poi è stata messa in scena.

La metodologia adottata è stata quella del cooperative learning ; in alcuni momenti si è fatto ricorso ad azioni di tutoraggio in cui alunni più grandi o con abilità spiccate hanno affiancato e guidato nel lavoro altri compagni.

Tutti gli alunni (sia quelli gravemente disabili, sia quelli con problemi comportamentali, che i DSA) hanno trovato una propria “nicchia espressiva” nella quale si sono perfettamente integrati ed hanno manifestato al meglio le proprie potenzialità che, talvolta, faticano ad emergere nella routine dell’attività in aula.

Il Giuoco infernale

Man mano che il lavoro procedeva ci si è resi conto che la Divina Commedia , ed in particolare l’ Inferno , erano vissuti dai bambini come una sorta di triller in cui mostruosi personaggi popolavano orribili luoghi che catturavano l’attenzione e stimolavano la fantasia.

Così è nata l’idea di costruire il “ Giuoco infernale ”, una sorta di gioco dell’oca . Genitori ed alunni sono stati coinvolti nella ricerca dei materiali ed in tutte le fasi di realizzazione: dal progetto di costruzione della plancia in compensato, alla divisione della stessa in gironi, dalla sua decorazione fino all’ideazione delle regole del gioco e delle “carte della sorte” .

Ogni alunno era gratificato da quello che stava facendo e il rafforzamento dell’autostima e dell’autonomia di esecuzione hanno costituito un valore aggiunto agli obiettivi propriamente disciplinari che il progetto si era prefissato di conseguire. L’esperienza è stata coinvolgente sia per gli alunni che per le insegnanti, per cui è apparso lecito accarezzare il sogno di poterla proseguire estendendola , magari, alle scuole medie limitrofe, trovando agganci per la continuità verticale che serve a preparare gli alunni al “gran passo” verso la scuola secondaria di primo grado. Ancora una volta sono stati i bambini a dare l’input ed è nato il libro L’Inferno di Dante di Francesca Gambino e Lilia De Luca edito da La fabbrica musicale.

L'inferno di Dante

Il racconto, l’immagine e la musica (al libro è allegato un CD di canzoni inedite del genere children rock) si sono fusi ed hanno dato vita ad una narrazione avvincente , a tratti divertente, ma sempre aderente a quella dantesca.

Nel libro è facile individuare spunti per promuovere l’educazione alla cittadinanza che, come recitano le Indicazioni nazionali per il curricolo , “viene promossa attraverso esperienze significative che consentono di apprendere il concreto prendersi cura di se stessi, degli altri e dell’ambiente e che favoriscono forme di cooperazione e solidarietà”.

Il lavoro ha preso forma grazie alla collaborazione continua dei bambini che hanno offerto spunti importanti conducendo le autrici ad individuare 21 canti da rappresentare . Si incontrano golosi, iracondi, accidiosi, violenti, bugiardi e traditori; si attraversano luoghi infernali come la palude dello Stige, la città di Dite, le Malebolge, il lago di Cocito; si trovano personaggi della storia e della fantasia come le tre fiere, Caronte, Minosse, Paolo e Francesca, Cerbero, il Minotauro, i Centauri, le Arpie, Pier delle Vigne, Brunetto Latini, Ulisse, Nembrot e Lucifero.

Gli ambienti e i personaggi

Particolare attenzione è stata prestata alla presentazione degli ambienti, cosicché è possibile estrapolare parti descrittive che costituiscono un utile strumento per promuovere attività di “ricerca su parole ed espressioni, per ampliare il lessico d’uso, per comprendere che le parole hanno diverse accezioni, per capire il senso figurato delle parole, per manipolare e rielaborare testi” (dalle Indicazioni nazionali obiettivi di apprendimento del curricolo italiano).

Il linguaggio adoperato è di immediata comprensione e anche la struttura dell’Inferno è descritta in modo semplice, ma esplicativo “ [...] La strada che percorre l’Inferno è una spirale tutta in discesa che si spinge fino al centro della Terra , perciò, una volta arrivato in fondo all’orribile imbuto ,Dante si ritroverà dall’altra parte del Mondo e sarà in cima alla collina illuminata […]”. Così pure i tratti caratteristici dei personaggi sono evidenziati con un lessico adeguato per i bambini dai 9 anni in su .

Virgilio, per esempio, è rappresentato come la figura del buon maestro che con autorevolezza sprona ed incoraggia i propri alunni ad affrontare le difficoltà, ma che sa anche amorevolmente guidarli per superare gli ostacoli e con passione li accompagna lungo il percorso di insegnamento-apprendimento “Fannullone, che cosa fai lì a poltrire!" dice a Dante. "Vuoi che ti porti un cuscino di piume per stare più comodo? Se non ti fai forza e riprendi il cammino non giungerai mai alla meta. Su in marcia!".

Il libro si può considerare scritto a più mani, infatti, nel corso della stesura, le autrici hanno sottoposto le bozze al giudizio degli alunni di classe quinta ed attraverso attività di confronto ed approfondimento, come conversazioni guidate e circle time, hanno fatto tesoro delle indicazioni, delle riflessioni e dei problemi emersi per la revisione e il riadattamento dell’ “Inferno di Dante”.

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