Nessun giorno senza scrivere/2: indicazioni didattiche

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Nessun giorno senza scrivere/2: indicazioni didattiche

Un percorso per inquadrare e approfondire la proposta progettuale "Nessun giorno senza scrivere", rendendola più fruibile ed esplicita nelle modalità di realizzazione. Di Emanuela Izzo

ragazzo che sta scrivendo con la penna

Lo scorso mese è stato pubblicato sulla rivista Sesamo un articolo inerente un percorso di scrittura che sto conducendo, da insegnante, in una classe terza di scuola primaria (leggi qui).

A seguito della pubblicazione dello stesso, ne propongo un secondo con lo scopo di inquadrare ed approfondire la proposta didattica, per renderla più fruibile ed esplicita nelle modalità di realizzazione.

I testi proposti

Dopo aver analizzato i testi proposti nell’ambito della ricerca condotta dall’Università di Roma Tre, ho riscontrato che molte tracce hanno come denominatore comune l’obiettivo di sviluppare competenze argomentative (“Ti piace di più lo scivolo o l’altalena? Spiega perché”, “Perché il ferro da stiro si scalda?”, “Come si forma il ghiaccio?”, “Che differenza c’è tra il tuono e il fulmine?”).

Altre tracce puntano a far emergere l’emotività, gli interessi e la storia personale dei bambini (“Quella volta che avevo l’influenza”, “Descrivi una ricetta di cucina”, “Racconta cosa fai quando vai al supermercato”, “Descrivi la città che ti piacerebbe visitare”).

Altre ancora mirano a sviluppare creatività e fantasia attraverso la scrittura, lasciando il bambino più libero di scegliere quale argomento trattare (“Non ci crederai ma…”, “Scrivi un breve testo che contenga le parole luce e scarpe”).

Ovviamente, per il bambino bilingue giungere ad elaborare il proprio pensiero in forma scritta, rispondendo in maniera mirata alle tracce proposte, è sicuramente una grande sfida. Per questo motivo, portare avanti un percorso di scrittura del genere con cadenza quotidiana, può contribuire in modo sostanziale a creare confidenza con l’espressione del proprio pensiero in forma scritta.

Esempi di testi

Qui di seguito copio due testi dello stesso autore, un bambino bilingue italo-arabofone, scritti a tre mesi di distanza l’uno dall’altro.

Traccia A: “Se fossi grande come un gigante… Prenderei la fruta dai alberi e poi la darei ai bambini prenderei i paloncini che volano tropo inalto prenderei i animali e li userei come gocatoli”.

Traccia B: “Se fossi invisibile, che cosa faresti? Come prima cosa mi prenderò i libri che mi piacciono, un pacchetto di cicche, mi prenderò un cellulare e gocherò quando voglio alla play. Ma non sucederà mai perché non ci sono degli strumenti magici che ti fanno diventare invisibile ma se esistono sarei il primo o il secondo a chiederli”.

Non è possibile stabilire se i progressi sintattici, ortografici e di ricchezza testuale riscontrati nel secondo testo dipendano dalla sperimentazione di questo percorso o da altri fattori; tuttavia da questa prima lettura emerge quanto la scrittura del bambino risulta certamente più organizzata, coesa e corretta a livello ortografico e testuale.

Diventare scrittori competenti

Vorrei, come ultima cosa, riportare alcuni interventi dei bambini che sono stati registrati durante una conversazione su questo percorso.

“È bello pensare a quello che scrivi ma è anche un po’ difficile perché devi pensare a quello che devi scrivere e scrivere quello che pensi”.

“Ci sono delle domande difficili e tu devi pensare e poi scrivere, perché se vai così veloce scrivi cose che non c’entrano”.

“Quando tu diventi grande che non sei più in terza e sei in prima media ti piacerà leggere di nuovo il quadernino e ti possono venire anche le emozioni”.

Ciò che emerge dai pensieri dei bambini è che sicuramente sono riusciti a cogliere la plurisfaccettatura della proposta. Esplicitano, portandoli a livello consapevole, gli aspetti metacognitivi e le strategie - come l’importanza della pianificazione e della coerenza con il topic -, così come la portata emotiva del potersi rileggere da grandi (“Scripta manent”, gli scritti restano). Questa consapevolezza penso sia fondamentale perché è uno dei fattori determinanti che, a parer mio, concorrerà a formare scrittori competenti.

Leggi l'articolo precedente

 

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Emanuela Izzo: 7 Febbraio 2019 Dalle scuole

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