Nessun giorno senza scrivere: un percorso di scrittura nella scuola primaria

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Nessun giorno senza scrivere: un percorso di scrittura nella scuola primaria

Ogni giorno i bambini scrivono un testo di quattro righe in corsivo: il racconto di un’esperienza che si rifà a un progetto di ricerca-azione. Di Emanuela Izzo

bambino che scrive 2

Nulla dies sine linea, nessun giorno senza una riga scritta: è questo il titolo di una ricerca-azione condotta dall’Università di Roma Tre con l’obiettivo di osservare lo sviluppo delle capacità di scrittura nella scuola primaria. La ricerca nasce dall’analisi dei dati prodotti dall’OCSE, in cui si evidenzia il fatto che l’Italia, comparata ad altri 23 Paesi, si colloca all’ultimo posto per quanto riguarda le conoscenze di base, tra cui le competenze alfabetiche (per informazioni sul progetto: http://lps.uniroma3.it/nulla-dies-sine-linea/). Per intervenire sul tema dell’alfabetizzazione, l’università ha avviato una ricerca con lo scopo di individuare soluzioni che consentano di acquisire livelli positivi di competenze nell’ambito della scrittura.

Quattro righe in corsivo

Come insegnante, non posso ignorare questi dati e il rischio di un’alfabetizzazione ridotta e ho deciso di avviare un percorso di scrittura nella mia classe, una terza di scuola primaria con una maggioranza di alunni di famiglia non italofona e bilingue, seguendo le indicazioni che la ricerca stessa suggerisce. Tra queste, vi è la richiesta di invitare i bambini a scrivere un breve testo con cadenza giornaliera, in quanto l’esercitarsi nella scrittura manuale rappresenta un’indispensabile pratica quotidiana. Inoltre, questi brevi testi (quattro righe in terza, cinque in quarta e sei in quinta), devono essere scritti in corsivo, in quanto si ritiene che l’uso della scrittura in corsivo migliori il coordinamento percettivo-motorio.

Concentro la mia riflessione soprattutto nei confronti dei bambini bilingue, che dimostrano difficoltà nella produzione di un pensiero scritto che sia espresso in forma chiara, coesa e sintatticamente corretta.

Prima di tutto, le premesse di questo percorso mettono in luce quanto sia importante soffermarsi sulle competenze di scrittura, in quanto queste sono quasi del tutto sconnesse da quelle legate all’oralità: non basta imparare a parlare per “saper scrivere”. La lingua scritta, infatti, si basa su norme e peculiarità diverse rispetto a quella parlata: basti pensare all’ortografia, alla quasi totale assenza di deissi e di contestualità, alle strategie per l’organizzazione delle informazioni nel testo.

L’attenzione ai bambini di lingua madre non italiana   

Nel caso dei bambini bilingue, risulta ancor più necessario condurre un lavoro puntuale e graduale per accompagnare lo sviluppo della scrittura, sostenendoli principalmente su tre fronti e aspetti: il processo di costruzione e di arricchimento del lessico, l’utilizzo della lingua come veicolo di contenuti e argomentazioni e, infine, l’espressione del proprio pensiero secondo una forma scritta convenzionale.

Lo sviluppo delle competenze testuali è propedeutico a tutte le tappe della riuscita scolastica degli alunni che si trovano a sperimentare strada facendo  un uso sempre più complesso della lingua scritta. Vista l’importanza delle competenze di scrittura per il raggiungimento dei traguardi che la scuola si pone, nel caso dei bambini bilingue, un lavoro finalizzato allo sviluppo di tali capacità può essere  utile per prevenire fenomeni come la segregazione scolastica e formativa. L’esperienza di scrittura quotidiana, sperimentata  in questi anni nella mia classe, è diventata ormai pratica consueta e abitudine consolidata per i miei alunni. Ed è diventata per me occasione costante per osservare i progressi e rilevare le difficoltà di ciascuno e, sulla base di questi,  indirizzare i compiti di scrittura.

Per saperne di più 

Per saperne di più sul progetto e per accedere ai temi/stimolo, alle griglie di analisi e agli esiti: www.formazione.uniroma3.it.  

 

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Emanuela Izzo: 7 Gennaio 2019 Dalle scuole

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