Il piccolo lettore mai sazio (di storie)

Entra in Giunti Scuola

Hai dimenticato i dati di accesso?

Non sei ancora registrato?

Entra anche tu a far parte della più grande community di insegnanti italiani sul web!

Perché dovrei registrarmi?

Array
(
    [cmg_userData] => Array
        (
            [localhost%%gs_prod] => Array
                (
                    [profile] => ANONYMOUS
                    [groups] => Array
                        (
                            [-2] => SanchoEverybody
                        )

                )

        )

    [cmg_channels] => Array
        (
            [PMNWGKSM] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => cmg_processURL
                )

            [C92WJ3L7] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => sancho_Object_showUp
                )

            [YIG8UXQF] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => sancho_Object_showUp
                )

        )

    [cmg_lang] => 
)
/var/www/custom/src/gs/loginBar/index.html:20:boolean true

Come coinvolgere i bambini nella lettura di storie? Condividiamo l’esperienza di una narratrice volontaria. Di Elena Terrani 

Elena Terrani giugno 2019

Questo è il piccolo diario di bordo di un’esperienza emozionante che ho condiviso con altre giovani universitarie. Noi studentesse - insieme a insegnanti, educatrici e volontarie - abbiamo intrapreso un viaggio di narrazione con bambini, per la maggior parte stranieri, di età compresa tra 0 e 6 anni. Che si abbia deciso di partecipare per pura curiosità o per interesse professionale, la bellezza di tale iniziativa risiede proprio nella trasformazione e scoperta, vive e personali, che abbiamo potuto fare a contatto con i piccoli lettori.

Mani e occhi che cercano storie

Si potrebbe forse pensare che il narratore, una volta accolto nella struttura educativa (spazio per bimbi, asilo nido e scuola dell’infanzia), abbia dovuto convincere i bambini ad avvicinarsi al libro e alla narrazione con innovativi giochi o tecniche di lettura. Niente di tutto questo: già dal primo incontro mi sono ritrovata in una selva di manine desiderose di esplorare i libri che avevo portato. E sono mani attente, perché capiscono bene se un albo è piaciuto a chi l’ha proposto. Il primo suggerimento a chi vuole narrare ai piccoli è, dunque, quello di scegliere i libri in base alle proprie preferenze e non solo per la loro qualità grafico-letteraria. Con agio si trovano cataloghi affidabili realizzati sia da case editrici specializzate, sia dal progetto nazionale Nati per Leggere.

Conclusosi il primo momento di lettura, dedicato alla manipolazione del libro e al gioco, si può avere l’impressione di aver capito come strutturare gli incontri seguenti. In realtà, nella mia esperienza, non c’è stato un incontro uguale all’altro e per questo bisogna essere creativi e flessibili. I bambini a cui ci siamo rivolte sono stranieri e in età prescolare: conviene non trasformare questi eventi di avvicinamento positivo e generativo al libro e all’italiano in una sorta di lezione. Il momento di lettura si costruirà da sé seguendo e indirizzando i preziosi stimoli che ci vengono dai piccoli lettori con i loro movimenti, parole e sguardi tutti da catturare e interpretare.

Uno spazio raccolto, un rito di apertura

Per agevolare l’interazione dei bimbi coi libri e col narratore, ho cercato di predisporre uno spazio di lettura in cui non ci fossero troppe distrazioni. Un luogo raccolto dove appartarsi per conoscere e accogliere il nuovo amico di carta. Non ci si allarmi, non servono grandi mezzi! Lo spazio di cui si parla è innanzitutto psicologico: un piccolo rito d’ingresso, che può essere la recita di una filastrocca o lo svelamento dei libri nascosti, è già il primo passo per creare il clima di attenzione adatto ad accogliere le storie.

Nel momento in cui i bambini hanno preso confidenza con l’oggetto-libro, ecco che da loro spontaneamente nasce la domanda della narrazione: le immagini hanno bisogno di parole e di una voce che guidi l’immaginazione con l’incanto del tono, dell’intensità, del timbro e della metrica, sebbene per molti piccoli in una lingua ancora lontana o del tutto sconosciuta. I mezzi a disposizione per catturare l’attenzione dei bambini sono molti, talvolta imparentati con il teatro e la musica, spesso suggeriti dagli autori stessi.

Alla fine del percorso, arriva il magico momento in cui un bambino si impossessa del ruolo di narratore per proporre ai compagni la sua lettura. E anche la sua storia, fatta di gesti, parole a metà e fantasia, sarà un’àncora a cui aggrapparsi per creare al meglio nuove esperienze di lettura con altri piccoli lettori mai sazi.

Le storie sono un’ancora è un progetto-avventura ideato dal gruppo coordinato da Graziella Favaro e promosso dagli enti partner: Istituto Beata Vergine Addolorata, Cooperativa “Farsi Prossimo” – Centro COME e Università di Milano-Bicocca. Si articola in tappe che si sviluppano da febbraio a maggio: la prima dedicata alla formazione dei lettori volontari (sei incontri) e la seconda ai laboratori di lettura in alcune scuole e spazi/bimbi di Milano (15 ore).

Vedi anche: Progetto Leggimi Ancora di Giunti Scuola.

 

Conosci le riviste Giunti Scuola? Apri questo collegamento e scopri le offerte dedicate a La Vita Scolastica, Scuola dell'Infanzia, Nidi d'Infanzia e Psicologia e Scuola, oltre alla nostra Webtv!

Elena Terrani: 10 Giugno 2019 Dalle scuole

Commenti

Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti.
Entra in Giunti Scuola