Il laboratorio di scultura nella scuola dell’infanzia

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Il laboratorio di scultura nella scuola dell’infanzia

I bambini toccano, vedono, sentono con le loro mani, memorizzano dati utili: attraverso il contatto con la materia, la pietra, l’argilla, il legno, il metallo, apprendono le proprietà delle cose. Di Anna Lisa Di Giacinto

scultura scuola infanzia Di Giacinto 1

Non è molto frequente che si facciano laboratori di scultura soprattutto con i bambini così piccoli, in genere si privilegiano le attività di pittura, e perciò la possibilità di realizzarne uno mi ha vista da subito entusiasta. La plasticità, la terza dimensione, il contatto con la materia! Dare ai bambini nuovi strumenti di comprensione della realtà. Attraverso il contatto con la materia, la pietra, l’argilla, il legno, il metallo, qualunque essa sia, i bambini apprendono le proprietà delle cose: la durezza, la pesantezza, la resistenza, la rigidità e per contrasto la pieghevolezza, la leggerezza, la fragilità, l’elasticità…

I bambini toccano, vedono, sentono con le loro mani, memorizzano dati utili. Via via che si moltiplicano le esperienze, si arricchisce la percezione, diventano capaci di intercettare sfumature e variazioni della materia, si perfeziona il linguaggio per precisare le qualità. Si formano le categorie mentali.

 “Ogni blocco di pietra ha una statua dentro di sé ed è compito dello scultore scoprirla” (Michelangelo)

C’è un volto nascosto nella pietra, dobbiamo solo portarlo alla luce, tirarlo fuori. Mentre spieghiamo in cosa consiste l’arte dello scultore, cosa ci accingiamo a fare, interviene un bambino: “Ho capito, le cose sono come i cassetti!”, se le apri sempre qualcosa dentro ci trovi. Le formidabili intuizioni dei bambini… Dunque la pietra aspetta lo scultore, la sua mano abile capace di partorire la statua dalla materia grezza.
Muniti di cacciaviti per scavare e incidere, di pennelli per togliere via via i residui di polvere, vedere nitidamente l’opera, di cartavetrata per levigare, cercare la dolcezza dei contorni, ci mettiamo al lavoro per scolpire la nostra pietra areneria bianca.

La scultura, un’arte ostetrica spirituale

La forma è idealmente presente nel blocco di marmo. All’artista spetta il compito di liberarla, renderla visibile attraverso un lavoro che non è solo manuale ma anche intellettuale. Scolpire è modellare un’idea, darle sembianze fisiche, la forma che si incarna nella materia. La scultura è un’idea che si materializza. È anche un processo dello spirito, vi è coinvolta la dimensione più profonda dell’essere umano. Dare alla luce, estrarre la vita dalle cose. La scultura è una sorta di spirituale arte ostetrica. Il riferimento è alla maieutica socratica, l’arte della levatrice. Come la donna che è gravida nel corpo ha bisogno dell’ostetrica per partorire, così la materia ha bisogno dello scultore che dal marmo tiri fuori il suo capolavoro.

“La scultura si fa per via di levare e non per via di porre” (Michelangelo)

“Dobbiamo scolpire fin quando non esce fuori la faccia” dicono i bambini. “Fare scultura è togliere le parti della roccia facendo la forma”. Lo scalpello deve spogliare la pietra da ciò che la opprime, eliminare la materia che tiene prigioniera la statua. La scultura è uno scavo che permette di portare alla luce messaggi sepolti dentro una memoria, un atto di scoperta, un ritrovamento.

L’educazione come forma di autosviluppo, autorealizzazione

Tutto è già dentro di noi. Togliere ciò che è inessenziale al nostro sviluppo, scoprire i talenti, le inclinazioni, lasciar emergere le potenzialità. Scolpire ogni giorno la propria statua interiore. I bambini: “Più scavavi e più veniva, più si scopriva cosa c’era”… Galileo dice che: “Non puoi insegnare qualcosa ad un uomo. Lo puoi solo aiutare a scoprirla dentro di sé”. Esploratori in cerca di noi stessi, il bambino è un essere ‘indefinito’ che cerca la propria forma.
Ripercorrendo l’esperienza: “Abbiamo svuotato il cassetto, così adesso si può aprire”. L’opera è conclusa, in bella vista all’ingresso della scuola, in basso vi è inciso un pesce, simbolo tanto caro a Matisse, l’artista che ci ha accompagnato lungo il percorso di questo anno… È diventata un pezzetto della nostra storia. L’arte è lo specchio nel quale ci guardiamo, somiglianti a noi stessi e all’idea che abbiamo del mondo.

   

La scultura è stata realizzata con la guida del maestro Maurizio Fuoco.

Per saperne di più

Michelangelo – Infinito 2018, film-documentario sulla vita e le opere di Michelangelo in collaborazione con i Musei Vaticani  : Non troveranno mai la morte le opere immortali sue. “Dove egli ha posto la sua divina mano ha resuscitato ogni cosa donandole eternissima vita”. L’arte non lo appagava più, voleva l’Infinito
• Munari B., I laboratori tattili, Edizioni Corraini, Mantova, 1985
• Plotino, Enneadi, Mondadori I Meridiani, Milano, 2002
• Restelli B., Giocare con tatto, Franco Angeli/Le Comete, Milano, 2011

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