Educare all'avventura

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Gli spazi all’aperto e il contatto con gli elementi naturali fanno parte integrante di un progetto educativo. Un video e un assaggio dell'articolo di Antonio Di Pietro da "Scuola dell'infanzia", 9, 2016.

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Il disegno di Asia, 5 anni

Il disegno di Asia, 5 anni. "La mia mamma è come un fiore". Leggi il commento di Gianfranco Staccioli su "Scuola dell'infanzia", 9, 2016.

Quanto fammo male i graffi all'aria aperta?

In classe o in giardino, i bambini giocano, inciampano, cadono, battono. E a volte piangono un po’, perché si sono “sbucciati’’ un ginocchio o un gomito… Piccoli incidenti che fanno parte del loro prendere le misure con il mondo. Pare che se un bambino si graffia negli spazi interni, mamma e papà non si allarmano troppo; se, invece, un bambino si graffia negli spazi esterni si alza il livello di attenzione. Sembra quasi che uno stesso graffio se fatto all’aria aperta faccia più male di uno fatto all’interno. [...]

Oltre i luoghi comuni dell'educazione

Molte sono le paure che vengono a galla di fronte all’idea di fare educazione all’aria aperta. Ma se proviamo a distanziarci dai luoghi comuni dell’educazione (non è forse questa una delle finalità primarie di chi lavora nei servizi educativi?), ecco che la “paura del lupo” può diminuire notevolmente. Il lupo per secoli ha fatto paura all’uomo. Poi, oggi si scopre che il lupo non solo non è così pericoloso e cattivo come è stato sempre detto, ma va salvaguardato per il bene di tutti.

Come i lupi cambiano i fiumi

Nel parco di Yellowstone (USA) i lupi sono mancati per settanta anni, così il numero dei cervi è aumentato a dismisura, riducendo ai minimi termini la vegetazione. Reintrodotti i lupi, alcuni cervi sono stati mangiati, molti altri hanno cambiato abitudini. Allora, lungo il fiume sono rinate le piante e ricresciuti gli alberi. Sono ritornati gli uccelli e i castori, che con le loro costruzioni hanno attirato lontre, topi muschiati, anatre, rettili, pesci... Ma i lupi mangiavano anche i coyote (presenti in gran numero) ed ecco che l’ambiente si ripopola di lepri, donnole, tassi... Come si vede nel video pubblicato da WWF Come i lupi cambiano i fiumi, la cosa più sorprendente è che il fiume dello Yellowstone ha cambiato comportamento: sono diminuiti i meandri, si sono formati canali e bacini d’acqua.

Se superare la paura del lupo porta a cambiare il corso dei fiumi, figuriamoci un progetto educativo che non vuole rimanere intrappolato dai timori del nostro tempo.

Giardini d'infanzie

Introdurre il giardino come spazio educativo nella vita dei bambini (al nido e a scuola) può rigenerare nuovi equilibri, può cambiare il “fiume di eccessi” della vita di oggi (spesso sedentaria, timorosa, chiusa). Per fare questo occorre considerare di pari dignità educativa la vita all’interno e quella in giardino. Ed è importante comunicarlo ai genitori. Così come è fondamentale non sottovalutare le ansie (altrui e proprie) legate all’aria aperta. Creiamo occasioni per far raccontare ai genitori i giochi che facevano da bambini per condividere l’importanza di vivere a contatto con la natura. Ascoltiamo le loro paure e riflettiamo insieme su come queste possono limitare le occasioni di crescita dei figli. Se, legittimati dai “lupi” del nostro tempo, evitiamo di considerare gli spazi aperti come luoghi fondamentali per la crescita di una persona, possiamo (paradossalmente) mettere i bambini in pericolo. Anche se un graffio fa meno male se fatto in un ambiente interno.

Per saperne di più

Antonio Di Pietro: 21 Aprile 2016 Articoli

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Commenti

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    awilliams

    8:49, 14 Novembre 2018
    La curiosità euristica, in primo luogo, che muove la conoscenza da parte dell'alunno. run 3 free