Leggi e rileggi - Viaggio in Europa

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Alla scoperta delle politiche, dei contesti, delle abitudini culturali e delle tradizioni familiari degli altri Paesi europei.
 

Viaggio in Europa: la scuola dell'infanzia

"Leggi e rileggi" è una rubrica in cui proponiamo, a partire da questo mese e per tutto l'anno, interventi brevi e importanti che sono in passato usciti sulla rivista cartacea.

Ci sembra così di offrire un servizio ai nostri lettori: ai lettori nuovi, ovviamente, ma anche agli abbonati affezionati che, magari per mancanza di tempo, quando gli articoli uscirono non ebbero il tempo di leggerli.

Insomma: una prima e una seconda occasione per riflettere sulla scuola e sul nostro lavoro.

Carla Ida Salviati

Viaggio in Europa

Le scuole dell’infanzia nel nostro continente.

di Anna Lia Galardini

da "Scuola dell'infanzia"

Negli ultimi anni c’è stato un interesse crescente dei Governi a potenziare l’espansione dei servizi prescolari e i programmi educativi per la prima infanzia, in modo particolare quelli per i bambini dai 3 ai 6 anni, come risulta dai rapporti dell’OCSE pubblicati nel 2001 e nel 2006. Le iscrizioni si sono triplicate in tutto il mondo a partire dagli anni ’70 e di pari passo si è evoluta la qualità dell’offerta delle attività di cura e di educazione. Si tratta di un traguardo importante, anche in relazione al fatto che questi servizi offrono grandi benefici per compensare la vulnerabilità legata agli svantaggi sociali ed economici in molte aree dei Paesi più poveri.

In Europa, in particolare, possiamo constatare che la scuola dell’infanzia è diffusa in modo quasi generalizzato, pur con tutte le varietà determinate dalle diverse politiche, nonché dai contesti, dalle abitudini culturali e dalle tradizioni familiari differenti. Mentre la percentuale dei bambini accolti al nido registra differenze geografiche forti e rimane in molti casi al disotto di un terzo dei bambini in età da 0 ai 3 anni, la scuola dell’infanzia è diffusa in tutti i Paesi e gioca un ruolo centrale nel futuro percorso formativo di ciascuno. Infatti si configura come il primo livello che realizza il diritto all’educazione per tutti i bambini prima dell’ingresso nella scuola dell’obbligo, rispetto alla quale varia la soglia di accesso: si va dai 5 anni dell’Inghilterra ai 7 anni dei Paesi nordici.

Si comprende quindi come nei diversi Paesi ci sia un dibattito che interroga questo livello educativo rispetto alla sua identità, al suo profilo organizzativo, alle sue modalità di gestione.

È sempre interessante guardare all’esperienza degli altri Paesi europei, perché questo ci può aiutare a far crescere la ricchezza del nostro patrimonio confrontandoci con le innovazioni in corso.

Due tendenze diverse

Rispetto al curriculum ci sono orientamenti diversi che si possono raggruppare secondo due tendenze: una più orientata a configurare la scuola dell’infanzia come un tempo di preparazione alla scuola elementare e quindi attenta a promuovere abilità legate all’alfabetizzazione; l’altra che valorizza maggiormente il gioco, la realizzazione di progetti di gruppo e la fiducia nelle strategie di apprendimento spontaneo del bambino.

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