Come evitare i giocattoli "usa e getta": i consigli del pedagogista

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Come evitare i giocattoli "usa e getta": i consigli del pedagogista

Come scegliere un giocattolo da regalare ai bambini? E che cosa significa veramente giocare? Qualche suggerimento di Antonio Di Pietro, pedagogista ludico.

regalo natale bambina gioco giocattolo

A Natale, a ogni compleanno o ricorrenza, il tema del regalo e soprattutto dei giocattoli da regalare ai bambini torna a far riflettere genitori, insegnanti, educatori. Chiediamo il parere di Antonio Di Pietro, pedagogista ludico: da anni svolge attività di formazione e consulenza a scuole, servizi educativi e famiglie e ha al suo attivo diverse pubblicazioni sul tema del gioco e del giocare. 

I genitori spesso si chiedono quali giocattoli regalare ai figli: qualche suggerimento?

Più che dire quali giocattoli regalare, possiamo dire alcune cose per sostenere una riflessività e un pensiero critico di mamme e papà nella scelta dei giocattoli.
Intanto, è importante ascoltare gli interessi dei bambini, consapevoli che possono desiderare un giocattolo perché visto in tv, nei cataloghi pubblicitari, su internet, dagli amici... Per un bambino un giocattolo può rappresentare anche un bisogno di appartenenza. Per un genitore un giocattolo può rappresentare anche uno “status” culturale, sociale, economico...

Che cosa possiamo fare allora, seguire sempre le richieste dei bambini o fare altre scelte?

Si stringe lo stomaco nel dire “no” a un figlio che chiede un giocattolo con la luce negli occhi. Ancor di più se dopo inizia a piangere. Di situazione in situazione occorre valutare sapendo che assecondare sempre i bambini non li aiuta a orientarsi in un mondo che offre “occasioni” e “offerte” di ogni tipo, in ogni momento.
A sua volta, regalare un giocattolo che a noi adulti non piace (anche dichiarandolo) può essere un esempio di apertura nei confronti di chi la pensa diversamente.
Poi, possiamo tentare di sorprendere i bambini con un giocattolo che non c’entra nulla con la moda del momento. Un giocattolo di cui un bambino ne ignora l'esistenza. O addirittura costruirne uno, con le proprie mani (magari insieme al figlio). E anche se non gli piace come speriamo, il bambino saprà apprezzare il valore affettivo che rappresenta.

Sempre più spesso vediamo bambini che giocano pochissimo con un giocattolo e poi lo lasciano da parte. Perché?

Un giocattolo deludente è quello che si è preso gioco di noi. “Deludere” significa proprio questo (dal latino “de-ludere”). Siamo giocati dal giocattolo soprattutto quando il divertimento che stimola gli interessi dei bambini è assai minore delle aspettative, quando prevale l'interesse ad avere un giocattolo più che a giocarci.
Secondo una statistica inglese pare che i bambini non giochino con il 95 per cento dei giocattoli in casa.

Che cosa ne pensi dei giocattoli didattici?

Secondo un recente sondaggio della Confesercenti i “giocattoli didattici e educativi” sono quelli che piacerebbe più regalare. Un'altra consapevolezza che possiamo coltivare insieme ai genitori è relativa al ruolo che diamo ai “supporti ludici”. Ci sono moltissimi giocattoli interessanti che hanno la finalità di sostenere e accrescere le competenze. Importante è rendersi conto se stiamo offrendo queste opportunità per non far perdere tempo ai bambini. Quindi, ben vengano giocattoli didattici, ma attenzione a non farli diventare stressanti... altrimenti viene meno quella dimensione ludica fondamentale per crescere. Altrimenti passa la voglia di giocarci.

Che cosa ci deve essere, secondo te, in un giocattolo?

Un giocattolo per poter essere molto attraente deve offrire al bambino continue possibilità di sfidarsi (costruire la torre sempre più alta, inventare nuove storie...). Deve offrire ampi margini di personalizzazione del gioco. Insomma, se con un giocattolo si possono fare due, tre, cinque cose (magari pigiando semplicemente un bottone)... una volta fatte è finito il gioco. C'è una sostanziale differenza fra una trottola che gira premendo un pulsante e una che gira a seconda di come cerchiamo di lanciarla. I “giocattoli ad alta ludicità” sono quelli che attivano abilità, che fanno pensare con la propria testa... Con questo tipo di giocattoli i bambini giocano a lungo.

E che cosa, invece, non ci deve essere in un giocattolo?

Prenderei delle distanze soprattutto da quei giocattoli che rimandano a un immaginario preconfezionato e stereotipato. Ad esempio, quei giocattoli griffati dai cartoni animati o che danno una certa idea di maschi e di femmine... Sono una forma di inquinamento alla vitale creatività dei bambini. Con un mantello da super eroe si giocherà prevalentemente a ripetere le gesta di quel personaggio, mentre con un foulard nascono mille e più idee.

Anche la disposizione dei giocattoli in casa è importante?

Come per tutti gli oggetti di valore che abbiamo in casa è importante che abbiano una dignitosa disposizione. Molto spesso, siccome sono tanti, i giocattoli sono stipati in ceste, cassetti... Alcuni “trucchi” per dare una collocazione ai giocattoli, possono essere: individuare con cosa un bambino gioca di più e individuare un posto ad hoc, selezionare (anche con i figli stessi) di cosa liberarsi, impegnarsi a togliere alcuni giocattoli (che piacciono, ma che da tempo non vengono considerati) per poi riproporli a distanza di tempo... Fondamentale gestire questa “fase del riordino” senza togliere i giocattoli preferiti dei figli.

E per giocare insieme?

Cercando di essere sensibili nel rispettare i tempi e gli spazi di gioco autonomo dei bambini, è divertente per genitore e figlio “giocare seriamente insieme” (ovvero con Tv, smartphone... spenti). Il gioco non appartiene solamente all'infanzia. I bambini adorano vedere come gli adulti giocano: ci osservano incuriositi... soprattutto quando gliele diamo tutte vinte, perché quando si gioca fra bambini non è così! Ci ammirano quando ci vedono capaci di giocare con oggetti ad uso ludico: un manico di scopa che diventa un cavallo, una buccia di mandarino che ispira un racconto... Ai figli brillano gli occhi quando giocano insieme ai genitori con giocattoli e con “cose da niente”.
 

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