Cuciniamo per fate e folletti?

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Nei panni di un cuoco, in sezione: un libro Editoriale Scienza e un'attività per tutti voi e per i vostri bambini.

Giochiamo che ti invitavo a merenda

Nei panni di un cuoco

Giochiamo che ero… con frasi di questo tipo iniziano spesso i giochi dei bambini, che amano mettersi e togliersi i panni altrui e, così facendo, esplorano se stessi, si divertono da soli e con gli altri, esprimono emozioni, sperimentano linguaggi.

Il libro Giochiamo che ti invitavo a merenda? propone attività per creare occasioni di gioco simbolico utilizzando come punto di partenza il mondo del cibo, un ambito semplice e concreto, che però permette ai bambini di rappresentare situazioni, realtà e sentimenti anche complessi.

Ciascuna delle idee suggerite è indipendente ma, insieme, esse possono anche diventare un percorso, da portare avanti nell’arco dei mesi. Ecco qualche esempio:

  • Raccogliere ed esplorare materiali naturali (foglie, rametti, sassolini ecc.) per “cucinare per fate e folletti”.
  • Manipolare la pasta modellabile (ricetta fornita nel libro) per dare forma a frutta e verdura.
  • Usare le forbici e la carta (cartoncino o carta crespa) per creare l’insalata, la pizza, il cappello da cuoco…
  • Creare gli agrumi finti con il riso.
  • Costruire un mercatino con il cartone. 
  • Costruire una cucinetta (partendo dalla raccolta dei materiali: tappi, cannucce, cartone e cartoncini).
  • Riciclare e trasformare (bottiglie di plastica per fare imbuti e ciotole, stoffa per le tagliatelle, cartone e tappi per torte e pasticcini).
  • Scoprire le favole che parlano di cibo (la mela di Biancaneve, la focaccia di Cappuccetto Rosso).
  • Mettere in scena la favola Ma quanto è buona la zuppa di sassi!

Il libro vuole dimostrare che per giocare a cucinare, a fare la spesa, a nutrire se stessi e gli altri non occorrono attrezzature costose: è sufficiente disporre di materiali semplici, come carta, stoffa, cartone, spugna, foglie, fiori, tutti utilissimi, per esempio, per costruire un mercatino o una cucinetta, per dare forma ad alimenti di base (la frutta, la verdura) o a preparazioni tradizionali (la pizza, le tagliatelle, torte e pasticcini), per sperimentare ricette o inventare storie e situazioni. Naturalmente la supervisione dell’adulto, nella costruzione degli oggetti, è utile – talvolta indispensabile – ma gli oggetti realizzati sono tutti sicuri e a misura di bambino.

L’educazione alimentare e il gioco simbolico

Talvolta proporre percorsi di educazione alimentare a scuola è difficile (per limiti normativi o organizzativi, mancanza di risorse o presenza di bambini allergici). Non per questo bisogna rinunciare a trattare il tema del cibo. Al contrario questi limiti possono diventare l’occasione per sperimentare un approccio più ludico, dove non si esplicita mai il concetto di “cibo sano”.

Il valore educativo di tale approccio è stato riconfermato proprio di recente da uno studio - condotto da due prestigiose università statunitensi - che ha dimostrato che i bambini dai 3 ai 5 anni mangiano meglio e molto più volentieri se il cibo sano viene presentato esclusivamente come occasione per fare esperienze piacevoli (perché è buono, perché è divertente mangiarlo insieme) anziché come il mezzo per raggiungere un fine (crescere forti, essere in buona salute…).

Ricette magiche

In natura, ciò che non nutre gli uomini, nutre gli animali… e forse anche le fate e i folletti. Preparando queste “ricette magiche” i bambini possono sperimentare il puro piacere di esplorare tanti diversi elementi naturali (foglie, fiori, sassolini, bastoncini, muschio, pezzi di corteccia, conchiglie, castagne, pigne) e usarli per comporre “piatti”.

  

Dopo avere mostrato ai bambini le pagine di esempio presentate sopra, usciamo in giardino e osserviamo: dove si trovano le foglie? E i fili d’erba? Dove possiamo trovare i sassolini? Cos’altro può servire per le nostre ricette magiche?

Proprio grazie al senso di osservazione degli altri, ogni bambino scoprirà elementi e dettagli di cui non si era mai accorto prima e si renderà conto di quanta natura può essere presente anche in un piccolo spazio.

Se non è prevista l’uscita, si può chiedere ai bambini di portare elementi naturali da casa. I materiali raccolti possono essere ordinati, con l’aiuto dei bambini, in base alla tipologia (foglie/sassi ecc.), al colore o alle dimensioni.

Un piatto o un disco di cartone è tutto ciò che occorre per comporre il piatto.

Al termine dell’attività, ogni bambino potrà dare un nome alla propria ricetta e mostrarla al gruppo. Gli altri potranno suggerire l’animale o la creatura fantastica che se ne nutre. L’insegnante potrà aiutare la conversazione rivolgendo alla classe alcune domande, che aiuteranno a comporre una piccola storia: come fa a mangiarlo? Piace anche ai suoi cuccioli? È una merenda o un pranzo? Chi è stato invitato a questo banchetto? 

Approfondimenti e idee

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