Ri-trovarsi a scuola con i genitori

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I bambini sono parte di una famiglia. Dare la possibilità ai genitori di raccontarli sostiene lo sviluppo della loro identità e promuove la diversità che li caratterizza. Di Marcella Dondoli
 

Gomitolo rosso

Pensare e realizzare spazi in cui insegnanti e genitori si incontrano è un’azione che favorisce la “costruzione” di quello spazio che Paola Milani chiama Terra di mezzo. C’è il tempo che il bambino trascorre a casa con la famiglia, quello che trascorre a scuola con le insegnanti, le operatrici e i coetanei. Bisogna acquisire consapevolezza che famiglia e scuola stanno educando lo stesso bambino, bisogna imparare a riconoscere che è necessario, nel rispetto dei ruoli di ciascuno, realizzare esperienze che mettano genitori e insegnanti nella condizione e disponibilità di imparare gli uni dagli altri.

Il Gioco del gomitolo: un’esperienza informale in cui i genitori raccontano i loro figli

“È stata un’estate piena di cambiamenti! Quest’anno Giulia ha superato la paura dell’acqua e si è tuffata nel mare anche senza i braccioli! Io adoro nuotare, rimango in acqua anche per un’ora e vedere mia figlia superare questa diffidenza verso il mare per me è stato fonte di orgoglio e anche motivo di riconoscimento in lei.” Anna, insegnante di scuola dell’infanzia apre così il “gioco del gomitolo”. Parla per prima lei proprio per mettere i genitori a loro agio e anche per dare esempio che in quel cerchio è accolto ogni racconto: non ce n’è uno più interessante di un altro ma ognuno è ascoltato come valorizzazione della vita di ogni infanzia.

 

Il gioco del gomitolo si fa mettendoci seduti in cerchio, genitori, insegnanti e operatori. Ognuno di loro dopo aver ricevuto il gomitolo da chi ha già parlato, interviene raccontando episodi che rappresentano la crescita dei bambini e i cambiamenti importanti che sono avvenuti durante i mesi estivi. In questo gioco i genitori hanno una duplice veste: quella di autobiografi e biografi. Nella prima raccontano l’autobiografia di genitore e nell’ascolto degli altri possono imparare le differenze, fare esperienza di accoglienza intesa come il prerequisito su cui cresce e si sviluppa la condivisione e il rispetto reciproco; nella seconda veste sono biografi del proprio figlio dandosi la possibilità di imparare a focalizzare il loro interesse su fatti e aspetti di crescita che costruiscono il ben stare insieme. Con il passaggio di mano in mano del filo si forma una ragnatela: un disegno dei legami che tengono uniti gli adulti (insegnanti, genitori, operatori) fra loro e con i bambini, che li rappresenta viaggiatori verso cui i bambini guardano e confidano per essere ben accompagnati nella vita.

 


  

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