L’orologio animato e l’attore-burattinaio

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A Mosca, ogni giorno a mezzogiorno, un orologio si anima, racconta le più belle favole russe. Sotto, l’entrata del Teatro dei Burattini, inaugurato nel 1971 da Sergei Obraztsov. Oggi vi racconto la storia di un grande attore-burattinaio.

Obrazof

Una foto da Mosca

Ogni giorno, alle dodici in punto, in una strada di Mosca, precisamente al n° 3 della Sadovaja-Samotecnaja un gruppo di persone sosta davanti ad un grande orologio, simile a quello dei Due Mori a Venezia o a quello del Municipio di Praga. L’orologio è composto da dodici porticine ed ogni giorno, da più di 40 anni, si replica lo stesso spettacolo.

Quando le lancette di uniscono in alto, un galletto rotea su se stesso e si sentono i rintocchi di una campana. Parte la musica e le porticine si aprono, favorendo “l’entrata in scena” di dodici pupazzi meccanici, dodici personaggi della favolistica russa: l’asino menestrello, che suona la balalàjka, protagonista della favola di Tolstoj L’asino e il cavallo; la civetta, che batte le ali; la cornacchia, che muove ritmicamente la testa; la lepre, che nella favola di Tolstoj sfidò il riccio alla corsa; la volpe, che si rimira vanitosa nello specchio, furba per Tolstoj, avara per Krylov; la scimmia, che spalanca i battenti della sua casa; il gatto vestito da militare, che saluta togliendosi il cappello; l’ariete, che suona una fisarmonica; l’orso, (abitualmente chiamato dai russi Mishka) che Krylov, nella favola L’orso dalle api, mise inopportunamente a guardia dell’alveare; la capra, che ninna il suo piccolo; il lupo, che brandisce un pugnale e infine il maiale, che suona il tamburo.

Lo spettacolo dura una cinquantina di secondi e poi gli animali tornano nelle loro tane. La musica che accompagna la rappresentazione è tratta dalla Fiaba dello Zar Saltan scritta da Alexander Puskin e musicata da Rimsky Korsakov, considerata la più bella opera buffa prima di Petroucha (qui sotto una riduzione animata per i bambini).

Il mestiere di burattinaio

Questo singolare orologio animato campeggia sull’entrata del Teatro Stabile Centrale dei Burattini di Mosca, inaugurato nel 1971 da Sergei Obraztsov. Attore del famoso “Teatro d’Arte di Mosca” fondato nel 1898 da K.S. Stanislavskij e Nemirovic Dancenko, Obraztsov ha scritto un libro autobiografico dal titolo Il mestiere di burattinaio, in cui narra la sua esperienza artistica e professionale nel più importante centro di produzione, ricerca e pedagogia teatrale del Novecento.

In questo libro Obraztsov racconta la sua grande passione per i burattini, le sperimentazioni casalinghe, la creazione del “Negretto”, il suo primo personaggio, la cui testa era costruita con una calza nera e i capelli ricci con gli avanzi di un collo di astrakan, le successive uscite come solista nei cabaret, nelle scuole, nei sanatori, nei circoli letterali e artistici, a bordo di un battello a vapore durante il periodo della guerra. Nel 1931 gli venne affidata la direzione artistica della prima sede del Teatro dei Burattini, successivamente quella di una seconda sede nel cuore di Mosca resa poi inagibile dai bombardamenti, sede in cui venne rappresentato nel 1940 il primo lavoro per adulti “Aladino e la lampada magica”.

Ancora oggi, centinaia di appassionati e turisti fanno la fila davanti al botteghino del Teatro Stabile Centrale dei Burattini di Mosca, al n° 3 della caotica Sadovaja-Samotecnaja, salutati dalla statua di un giovane Obraztsov dall’aria scanzonata, una mano nella tasca della giacca e l’altra che anima un Pinocchio nell’atto di danzare.

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