L’arte di osservare ciò che non si vede

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"Secondo Michelangiolo Buonarroti, lo scultore […] è qualcuno che riesce a individuare, nella sembianza grezza della materia informe, l’essenza, la forma che già c’è". E se noi adulti facessimo lo stesso con i nostri ragazzi? Di Claudia Casini
michelangelo firenze

Secondo Michelangiolo Buonarroti, lo scultore ha il compito di liberare le figure già presenti nella pietra, ed è questo procedere “per via di levare” che rende la scultura la prima delle arti. Insomma, per Michelangiolo lo scultore non è qualcuno che aggiunge, o che “riempie”, come il pittore che invece procede “per via di porre”. Piuttosto, lo scultore è qualcuno che riesce a individuare, nella sembianza grezza della materia informe, l’essenza, la forma che già c’è.

In un periodo storico in cui siamo bombardati da informazioni velocissime, spesso manipolative, parziali, tendenziose… sarebbe importante che gli insegnanti, gli psicologi, i genitori e tutti coloro che si occupano degli adulti di domani, fossero un po’ scultori. Che provassero a cercare, con occhio esperto e giudizioso, che cosa sono i ragazzi oltre queste informazioni, anzi, dentro.

Quante volte si sente dire frasi simili a questa, a prescindere dalla materia coinvolta: “È stato il mio professore di lettere che mi ha fatto capire quanto mi piacesse scrivere”.
L’Insegnante con la I maiuscola, quello che ci ha cambiato la vita e che per sempre ci ricorderemo, ci ha fatto sentire visti. Ha colto in noi qualcosa e ha pensato che valesse la pena dircelo, dargli spazio, darci la possibilità di accorgersene e prendercene cura.
E proprio nel momento in cui ci si sente visti la nostra forma muta ancora, in una direzione sempre più armonica – più bella per noi – e ci si sente un po’ meglio con noi stessi.  

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