"Libri per nutrire la mente": "La prima verità"

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"Libri per nutrire la mente": "La prima verità"

L'opera di Simona Vinci affronta il tema, quanto mai attuale, della malattia mentale, mettendoci a confronto con l'idea del “diverso da noi”

"Libri per nutrire la mente": proseguiamo la raccolta, a cura della direttrice di Nidi d'Infanzia Anna Lia Galardini, con il titolo "La prima verità" di Simona Vinci (Einaudi, 2016).

Perché leggerlo? (di Anna Lia Galardini)

 

Si tratta di un testo molto stratificato, a metà tra il lavoro d'inchiesta e la finzione, che, ripercorrendo la storia del manicomio di Leros, affronta il tema, quanto mai attuale, della malattia mentale, mettendoci a confronto con l'idea del “diverso da noi”. 

Di che cosa parla?

 

Una giovane donna va in anni recenti alla ricerca del misterioso passato dei reclusi di un enorme lager in un'isola greca dove il regime dei colonnelli confinò insieme folli, poeti e oppositori politici. E sprofonda, come il coniglio di Alice, seguendo tracce semicancellate archivi polverosi e segni magici, in una catena imprevista di orrori e segreti dove la pazzia sempre più si mostra come eterno segno dell'opposizione e della ribellione e il passato rivive in storie miracolose, in una festa del linguaggio e della parola.

Nella seconda parte del romanzo la detection su follia, normalità e violenza della giovane donna si allarga al mondo contemporaneo e finisce col diventare inevitabile, sconvolgente autobiografia dell'autrice, dove il nodo del rapporto con la madre e la scoperta del fantasma della propria follia (e di quella materna) si aprono in immagini di rara forza. Unica salvezza è la parola poetica, la passione di dire e raccontare che unisce i mondi nel gesto individuale di chi ha il coraggio di cercare ancora "la prima verità" (da www.giuntialpunto.it).

"Libri per nutrire la mente"

 

 

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