L’opera lirica insegnata ai bambini

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Un percorso formativo dalle molteplici potenzialità che crea a scuola momenti di aggregazione e di partecipazione attraverso il linguaggio universale della musica. Di M. Concetta Messina

europaincanto concetta messina direttore d'orchestra

È possibile a teatro ribaltare i ruoli facendo diventare il pubblico il principale protagonista e ridimensionando la funzione degli attori sul palcoscenico? È quanto accade ogni anno, a fine maggio, con la messa in scena di uno spettacolo di opera lirica a conclusione del progetto scolastico Europa InCanto. Nella cornice di uno dei teatri più prestigiosi della città, centinaia di bambini, agghindati con impeccabili abiti da scena, occupano solo per modo di dire la platea perché per tutta la durata della rappresentazione si alzano, si muovono, cantano e mimano tutti i brani musicali sotto la guida di un direttore d’orchestra. A gruppi si alternano sul palco ed effettuano coreografie ad effetto a supporto dei veri tenori e soprani.

Un percorso a raggiera

E tutto questo non è che la fine. Sì, perché il progetto, uno di quelli storici nella mia scuola che rifugge il “progettificio”, ha inizio mesi prima e si realizza attraverso un percorso ampio e pluriprospettico. L’opera lirica è infatti innanzitutto una storia, piena di pathos e di passione. Ai bambini ne è presentata la trama che viene letta e spiegata e vengono fatti conoscere i personaggi con i rispettivi vizi e virtù. Vi è quindi un ricco materiale a cui poter attingere per lavorare sul piano didattico a livello narrativo: si possono operare sintesi, verbalizzazioni, ipotetici cambiamenti di finale, si possono manipolare personaggi stravolgendone caratteristiche. Vi è poi la preparazione degli accessori e degli abiti (suggerita da regolamento con materiale di riciclo), che prevede di solito,in aule trasformate per l’occasione in atelier di artisti e artigiani, oltre a maestre e ad alunni, volenterose mamme che si improvvisano sarte, parrucchiere e truccatrici. E principalmente ci sono le musiche e le arie da imparare e da cantare non solo con l’ausilio di cd ma anche con l’intervento di esperti.

Linguaggio universale

Negli anni ho visto mettere in scena la Cenerentola, l’Aida, la Traviata, Il flauto magico e ho appena assistito alla magia della Turandot. Ogni volta mi stupisco nel vedere come anche i bambini più ingestibili in classe soccombano ammaliati al fascino dell’opera e mi dico che il linguaggio musicale è veramente universale, e che a prescindere dai generi e dai tempi, continua e continuerà ad incantare grandi e piccini.

Parole d’autore

Dato che il progetto è chiamato Europa InCanto, mi piace concludere con le considerazioni dell’esimio Claudio Magris, di cui si sono appena festeggiati gli ottant’anni. Magris ha presenziato da poco ad un incontro con vari scrittori, filosofi e poeti nel quale non si è parlato di politica ma di quali iniziative possano incrementare l’unità europea e superare i contrasti intensificandone e le conoscenze comuni. Si conviene che “È nella musica che esiste e si esprime forse più che in ogni altra forma di arte la peculiarità dell’Europa” e si aggiunge che tra tutte le forme musicali è “soprattutto nel teatro dell’opera che la musica fonde le arti più diverse”.
“Nell’opera confluiscono, affluenti grandi e minimi di un grande fiume, fermenti e motivi plurisecolari o fuggitivi, le tragedie, le farse, le commedie di quell’epopea e enciclopedia della vita che si chiama Europa”.
 

 

 

 

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