La "didattica a domicilio", un modo diverso di leggere la DAD

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La "didattica a domicilio", un modo diverso di leggere la DAD

I bambini in questo periodo non possono stare assieme, ma hanno a disposizione, chi più chi meno, gli oggetti di casa: potrebbero rivelarsi una fonte ispiratrice per nuove scoperte e apprendimenti incentrati sull’“operare” e sull’“agire”. Di M. Concetta Messina

scheeltro vegano messina

Sono bastate poche settimane perché diventasse l’acronimo scolastico più gettonato surclassando alla grande  i ben noti PTOF, PDM, RAV, PDP, PEI, PON….è la DAD: didattica a distanza.

Devo ammettere però che dopo un primo momento di totale spaesamento, lo scoramento seguente  ha avuto vita breve perché  siamo riusciti in fretta ad imparare come sempre  “l’arte di arrangiarci”, dimostrando di saper  trovare all’occorrenza fantasiose soluzioni da popolo di artisti quali siamo.

 

Un segmento ha chiuso il cerchio

Ho invitato gli insegnanti della mia scuola a condividere con me non solo le problematiche riscontrate (e ce sono, ahinoi, non poche), ma anche  le loro belle iniziative. E’ fiorito di tutto.

Da video più tecnologici con brevi chicche di grammatica e geometria,  a cartoni animati realizzati artigianalmente con carta e forbici, da fiabe lette ad alta voce a voci in controcampo che propongono problemi da inventare. Molti sono i bambini che rispondono, inviando a loro volta foto di elaborati e video amatoriali.

Tante idee hanno cominciato allora a frullarmi in testa ma il cerchio di un ragionamento in particolare si è chiuso solo l’altra sera, mentre seguivo mia figlia durante la risoluzione di esercizio di matematica:

Disegna un segmento AB di 24 cm e opera su di esso le seguenti frazioni (seguiva elenco di sei frazioni). Di volta in volta disegna il segmento che hai ottenuto e misura la sua lunghezza in centimetri.

 

Nuovo scenario di apprendimento: a casa si può “fare”

I bambini in questo periodo non possono stare assieme, ma hanno a disposizione, chi più chi meno, un’intera abitazione organizzata secondo  spazi funzionali e generalmente ricca di oggetti che esulano dallo scenario scolastico e che, proprio in virtù di questo, potrebbero rivelarsi una  fonte ispiratrice per nuove scoperte e apprendimenti incentrati  sull’ “operare” e sull’ “agire”, spesso non del tutto possibili in aula.

Se al posto dell’asettico segmento AB, l’incontro col quale nella vita reale prevedo molto fortuito, a  mia figlia fosse stato chiesto di misurare in centimetri il tavolo della sua cucina, o la lunghezza del televisore,  e poi  fosse stata invitata ad operare su quella misura sia equivalenze che frazioni o addirittura stime, sicuramente la sua motivazione di fronte all’esperimento sarebbe stata maggiore. L’esercizio perde certamente di uniformità e univocità, e quindi purtroppo di  economicità nella correzione, ma rende attivi gli alunni  in una didattica del “fare”, che a casa si può fare.

 

DAD: didattica a domicilio

Mi sono così venuti in mente tanti spunti di lavoro in cui gli ambienti domestici e il loro contenuto diventano un forziere di materiale didattico.

Le attività  matematiche e  scientifiche, ad esempio,  potrebbero spaziare dalla classificazione, all’insiemistica, alla sperimentazione delle proprietà dei materiali. Per i più piccoli ad esempio:

  • Ordina i tuoi libretti dal più alto al meno alto; dal più spesso al meno spesso;
  • Costruisci una torre con le scatole dei tuoi giochi. Metti alla base quella più grande e sali con quelle via via più piccole;
  • Raggruppa da una parte i giocattoli morbidi e dall’altra quelli non morbidi (è sempre bene indurre il ragionamento attraverso le negazioni);
  • Forma tre gruppi di oggetti tra quelli che trovi in cucina: di vetro, di legno e di metallo;
  • Metti in una bacinella d’acqua un tappo di sughero, un elastico, un cucchiaio e scrivi quello che vedi;
  • Versa dell’olio in un bicchiere d’acqua e racconta quello che succede;

Ovviamente le attività dovrebbero essere documentate da foto e video, ma questo i bambini, lo abbiamo detto,lo sanno fare meglio di noi.

Anche nell’area linguistica si aprono tante possibilità:

  • Registra un video in cui leggi una storiella al tuo fratellino più piccolo o alla tua nonna;
  • Spiega il regolamento di un gioco da tavolo;
  • Descrivi la camera dove stai abitualmente in questo periodo, e racconta ciò che vi fai;
  • Scegli un libretto tra quelli che hai a casa, leggilo e raccontalo con poche parole;
  • Descrivi i cibi che ieri hai mangiato attribuendo a ciascuno di loro almeno due aggettivi;
  • Cerca in casa un oggetto con una scritta che lo pubblicizzi e ne esalti le caratteristiche;
  • Cerca in casa un oggetto e scrivi un brevissimo testo in cui convinci gli altri ad acquistarlo;

Si potrebbe azzardare anche una seria operazione sull’orientamento:

  • Fai una foto delle camere dove il sole batte al mattino e di quelle in cui cala alla sera.

Chiara, una dolce professoressa di matematica della mia scuola, ha già iniziato dando questa consegna:

  • Costruisci uno scheletro vegano.

  

Thomas  invece, un alunno di classe seconda,  non si è limitato a risolvere un problema sui muffin,  ma ha colto lo spirito e la sfida della neonata modalità  didattica  e ha inviato a maestra Annalisa la foto della sua attività:

  

 

Non tanto Didattica a Distanza quindi, quanto Didattica a Domicilio o “domodidattica”, per salvare anche un po’ di latino. Sempre  di DAD si tratta, ma forse è un po’ più simpatica.

 

 

 

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