Tutti possono imparare

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Tutti possono imparare

Intervista a Giuliana Pinto

Perché tutti possano imparare occorre abbandonare l'idea di un pensiero astratto che ha il primato nella possibilità di costruire la mente e i suoi contenuti. Cognizione ed emozione collaborano inestricabilmente nel processo di insegnamento/apprendimento. La parola a Giulia Pinto, docente di Psicologia dello sviluppo e dell'educazione all'Università di Firenze. 

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Qualche tempo fa, in occasione della scuola estiva promossa dall'associazione "Crescere" (Pistoia, 28-29-30 giugno 2016), abbiamo intervistato Giuliana Pinto, docente di Psicologia dello sviluppo e dell'educazione all'Università di Firenze. Giuliana, autrice, tra l'altro, di un bel volume sul disegno infantile, ha ribadito l'importanza essenziale delle emozioni nei processi di apprendimento, sin dai primi anni.

"Tutti possono imparare se portano all'atto dell'apprendimento quella inestricabile rete di cognizione ed emozione senza la quale non si produce apprendimento", ci ha detto. "Aveva dunque torto Cartesio, quando affermava cogito ergo sum e dava al pensiero astratto, avulso dai suoi correlati di calore emotivo, il primato nella possibilità di costruire la mente e i suoi contenuti. Le conquiste delle neuroscienze, insieme a quelle della pedagogia e della psicologia, ribadiscono che l'allievo e il suo insegnante, l'allievo e i compagni contribuiscono all'apprendimento/insegnamento solo ed esclusivamente grazie alla sinergia tra le loro risorse cognitive e le loro forze emotive". 

Quali sono dunque le emozioni specifiche dell'apprendimento? La curiosità euristica, in primo luogo, che muove la conoscenza da parte dell'alunno. All'insegnante spetta la motivazione alla conoscenza, il compito di fare intravedere che nell'ignoto c'è un problema da risolvere, una scoperta da fare, un'emozione nuova da costruire insieme. 

[Intervista a cura di E. Frontaloni e M. Parrini]  

18 Settembre 2016 Articoli

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