Teatrini narranti

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A Torino c'è una scuola colorata dove si creano teatrini narranti, personaggi fatti con materiale di recupero, storie in tutte le lingue del mondo. Il racconto di Renata Balducci. 

Teatrini narrati

Una scuola colorata

Sono stata assente da scuola per un anno e mezzo. La mia salute mi aveva abbandonato per un periodo troppo lungo e inopportuno, visto che ho dovuto abbandonare le due prime a cui ero stata assegnata. Sono felice di tornare, sia pur con l’aiuto delle stampelle, e rivedere i bambini che ora sono in seconda. L’I.C. Manzoni si trova in un quartiere multiculturale di San Salvario, a Torino, e la scuola primaria Rayneri è una scuola colorata. I muri sono stati dipinti insieme ai genitori anni fa, con un progetto coordinato dal Castello di Rivoli che ha riempito di forme geometriche colorate le pareti dei corridoi.
La popolazione scolastica sta cambiando: negli ultimi anni il quartiere si è riempito di giovani artisti e le famiglie di immigrati appena arrivati si sono spostate verso le periferie. È un travaso che la città conosce bene, un processo di gentrificazione che, a ondate successive, include e esclude.

Condividere parole, mettere le mani in pasta

Quando sono arrivata in questa scuola avevo bambini con undici lingue diverse in classe. Per un’insegnante con la passione della scrittura creativa, che inizia a far capire cosa sono le parole giocando ad associarle per rime e assonanze, significa cambiare punto di vista. La prima esigenza dei bambini è quella di “possedere parole”, avere il lessico sufficiente ad esprimere non solo i bisogni quotidiani, ma anche tutto il loro mondo fantastico e le loro emozioni.
Nella costruzione di questo vocabolario comune, non ho mai voluto abbandonare la narrazione e, per narrare senza parole, abbiamo costruito decine di bellissimi libri a immagini, libri enormi, dove le storie scivolano su metri e metri di carta. Le storie dipinte insieme hanno aiutato quei bambini a imparare la lingua ma soprattutto a diventare gruppo.
Sono assolutamente convinta che i bambini debbano mettere “le mani in pasta”, provare, sperimentare. Ogni lavoro di costruzione, ogni esperienza con materiale di riciclo, obbliga alla progettazione e al confronto. Si impara facendo.

Dal libro al teatro, con la maestra e con i genitori

Quando torno a scuola, a gennaio, vengo accolta da una sfilata di teatrini di cartone nel corridoio. Sono dei bambini che a settembre hanno iniziato la prima.
Le scenografie si avvolgono su tubi e rametti, si srotolano per raccontare storie vissute da personaggi montati su stecchini da gelato. Chiedo ai bambini: “Questi bellissimi teatrini li avete fatti in un laboratorio?”.

Raramente, ormai, si vedono prodotti artistici non realizzati con qualche esperto esterno. L’ossessione per la sicurezza e la scarsità di materiale ha bloccato anche le insegnanti più creative. “Nooo", risponde un gruppetto di bambini minuscoli senza denti "con la maestra!” “E con i genitori a casa” aggiunge un altro, per onestà del racconto.
“E come avete fatto?” “Ma con il libro, no?” Corrono a prendere il volume delle letture de Il futuro siamo noi e mi mostrano, una pagina dopo l’altra, tutto quello che hanno letto e realizzato.

Personaggi stecco e alberi saggi

Oltre ai teatrini ci sono i personaggi stecco (“Li usiamo anche nell’intervallo per inventare e raccontarci storie!” mi dice una bimba sottovoce.), gli alberi, la facciona di Babbo Natale e adesso in classe campeggia il manifesto dei fiori e della primavera e i bambini si cimentano nelle diverse tecniche.

“È un libro bellissimo", afferma entusiasta la maestra Silvia Sara. "E per la prima volta l’ho seguito con 'religiosità' una pagina dopo l’altra, hai visto che bei lavori?”
“Stupendi! Bravi bambini!”

Silvia non sa che ho partecipato alla realizzazione di quei volumi. Per me, vedere che non solo le letture sono piaciute, che gli esercizi sono serviti, ma che ogni suggerimento creativo è stato seguito con piacere è una verifica importante. Ma gli occhi brillanti dei bambini che mi mostrano i loro lavori sono la prova definitiva che il libro funziona.

Renata Balducci: 10 Maggio 2016 Articoli

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Commenti

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    pgame

    8:34, 4 Luglio 2019
    Have to seen the online here all function of my clipboard history clear the all way in system and access the all setting easily.