“Perché leggere ad alta voce”: Bruno Tognolini

Entra in Giunti Scuola

Hai dimenticato i dati di accesso?

Non sei ancora registrato?

Entra anche tu a far parte della più grande community di insegnanti italiani sul web!

Perché dovrei registrarmi?

Array
(
    [cmg_userData] => Array
        (
            [localhost%%gs_prod] => Array
                (
                    [profile] => ANONYMOUS
                    [groups] => Array
                        (
                            [-2] => SanchoEverybody
                        )

                )

        )

    [cmg_channels] => Array
        (
            [MIDAEQYP] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => cmg_processURL
                )

            [S4C2194D] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => sancho_Object_showUp
                )

            [8NXJJ4B5] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => sancho_Object_showUp
                )

        )

    [cmg_lang] => 
)
/var/www/custom/src/gs/loginBar/index.html:20:boolean true

“Perché leggere ad alta voce”: Bruno Tognolini

Le storie belle a scuola, che divertono chi legge e chi ascolta. E la forza nella voce dei genitori, "la prima che i bambini hanno sentito". Lo scrittore racconta la bellezza della lettura ad alta voce. Di Chiara Tacconi

bruno tognolini a fiera didacta

“È un'antichissima modalità umana quella del racconto del mondo a voce”: Bruno Tognolini, scrittore, poeta, spiega perché la lettura ad alta voce è potente, piacevole e utile, sia per chi legge che per chi ascolta. E ce lo racconta a Fiera Didacta, proprio durante il convegno Leggimi ancora per la promozione della lettura a scuola. 

La lettura ad alta voce, spiega Tognolini, è una modalità da riscoprire prima di tutto in famiglia: “se solo i genitori pensassero quanta forza c'è nella loro voce, la prima che i bambini hanno sentito al mondo… quella voce può continuare a risuonare ogni sera, ogni notte, prima di dormire, con le parole forti di un libro”.

E a scuola? “Nelle scuole può essere un po' più difficile, perché invece che un rapporto occhi negli occhi, a tu per tu, hai un rapporto di 1 a 20 o 24... ma le maestre mi raccontano che funziona lo stesso, se riescono a trovare il registro giusto, la storia giusta”.
“La cosa che io consiglio - conclude - è leggere, leggere ad alta voce, ai propri alunni e ai propri figli, leggere scegliendo storie che piacciono anche al lettore e godersela, perché davvero noi siamo ormai spettatori. Non cantiamo più, non danziamo più, non raccontiamo più: invece in quell'occasione hai uno spettatore unico… o 24 spettatori straordinariamente ben disposti, difficile che ti fischino anche perché tu sei la maestra... Allora perché non approfittarne per far vivere un po' l'attore che è in te? Piano piano un adulto si accorge che comincia a fare le voci (dell'anziano, del mostro)... È divertentissimo, e se si diverte chi fa, si diverte anche chi ascolta”.

Guarda l'intervista completa: 

Leggi anche:

"Una semina nel vento": la poesia a scuola secondo Bruno Tognolini

“Leggimi ancora”: come partecipare al grande progetto nazionale di lettura ad alta voce

  

 

Chiara Tacconi: 16 Novembre 2018 Articoli

Condividi:

Commenti

Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti.
Entra in Giunti Scuola