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Gli apprendimenti sono accompagnati sempre da emozioni, positive o negative, che
lasciano tracce a lungo termine e incidono sul successo scolastico. Di Silvana Loiero

lasciare il segno silvana loiero

Ci avviamo verso la conclusione dell’anno scolastico e per i docenti è d’obbligo una riflessione sull’attività svolta. Gli elementi da analizzare possono essere molti. Proponiamo pertanto di restringere il campo e ragionare non tanto su cosa i ragazzi hanno appreso in termini di conoscenze e abilità, quanto sulle modalità utilizzate per insegnare e i corrispondenti esiti dell’intervento didattico in termini di reazioni emotive degli allievi nel vivere l’esperienza scolastica.

Si tratta di focalizzare un aspetto oggi considerato fondamentale dalle diverse scienze cognitive: gli apprendimenti sono accompagnati sempre da emozioni, positive o negative, che lasciano tracce a lungo termine e incidono sul successo scolastico. Le emozioni positive rafforzano i meccanismi di apprendimento, al contrario di quelle negative che, invece, fanno abbassare l’autostima e il senso di autoefficacia.

Tra le tante domande possibili da porsi, allora, si può cominciare col chiedersi: Quanto sono stata/o in grado di capire i problemi dei ragazzi? Quanto sono riuscita/o ad aiutare, incoraggiare, infondere serenità? Gli allievi si sono sentiti gratificati? Quando hanno fatto degli errori, in che modo ho fatto percepire loro la situazione? Li ho fatti sentire in colpa? Come ho reagito di fronte alla loro ansia, preoccupazione, paura di non farcela?

Acquisire maggiore consapevolezza del proprio modo di insegnare rappresenta un passo avanti nella crescita professionale e, nel contempo, fa capire quale segno è stato lasciato nella memoria dei nostri allievi (dal latino insĭgnāre, “imprimere un segno”). Rendersi conto di aver dato vita a un contesto scolastico che ha fatto star bene tutti, e ricordare di aver accompagnato le diverse attività con un sorriso, è fonte di grande soddisfazione per gli insegnanti, perché le tracce positive resteranno per lungo tempo nei ragazzi e influenzeranno le successive esperienze di apprendimento.

Leggi l'editoriale sul numero 9 de La Vita Scolastica cliccando qui.

 

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Silvana Loiero: 29 Aprile 2019 Articoli

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