La conoscenza è un universo in espansione

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La conoscenza è un universo in espansione

La scuola ha il compito di avvicinare i ragazzi ai saperi. Deve perciò conoscere anche come le persone arrivano alla conoscenza, come funziona la mente umana. Di Gianfranco Staccioli

che cos'è la conoscenza

Che cos’è la conoscenza? Un universo in espansione: il titolo di questo libro di Giuliano Franceschini (Mimesis, Milano, 2017) pone una domanda ed offre una risposta. E lo fa con una risposta metaforica, che usa un’immagine che richiama, mentalmente e visivamente, qualcosa (l’universo) che sembrerebbe conosciuto da tutti. Ma come fa la conoscenza ad essere “come un universo” se nessuno ancora oggi sa come è fatto l’universo? Anche le più recenti scoperte ci lasciano incerti e si perdono (non solo metaforicamente) dentro “buchi neri”.
Franceschini affronta il tema con calma, ricordandoci che la conoscenza (delle cose, delle persone, del passato) non è un oggetto “distinto da noi e dotato di una esistenza autonoma”. La conoscenza è la capacità di elaborare le informazioni, che si trasmettono attraverso delle comunicazioni (orali, scritte, non verbali). Queste informazioni - i saperi contemporanei – non sono un insieme di conoscenze circoscritte e sezionabili in campi di esperienze o settori disciplinari. Questi saperi si comportano come i corpi celesti, vivono di movimento e di relazione. L’universo delle conoscenze funzionerebbe, seguendo la metafora di Franceschini, come una galassia. Ciò che è infinitamente grande e ciò che è infinitamente piccolo seguirebbero le stesse leggi (qui riecheggiano le riflessioni di Edgar Morin in Conoscenza, ignoranza, mistero).
La scuola ha il compito di avvicinare i ragazzi ai saperi. Deve perciò conoscere anche come le persone arrivano alla conoscenza, come funziona la mente umana, come il cervello dell’uomo passa dall’informazione alla conoscenza. E qui si apre un secondo viaggio (questa volta la metafora che Franceschini usa è un treno) attraverso l’universo neuronale, il quale – come si diceva – funziona come il grande universo. L’universo non è statico, ma vive di relazioni. Così il cervello. Come dire: se ciò che si trasmette e colui che apprende, non entrano in relazione e producono “espansioni”, non ci può essere insegnamento. Un viatico non nuovo ma ancora oggi difficile da seguire.

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