Imparare le scienze: la scuola della meraviglia

Entra in Giunti Scuola

Hai dimenticato i dati di accesso?

Non sei ancora registrato?

Entra anche tu a far parte della più grande community di insegnanti italiani sul web!

Perché dovrei registrarmi?

Array
(
    [cmg_userData] => Array
        (
            [localhost%%gs_prod] => Array
                (
                    [profile] => ANONYMOUS
                    [groups] => Array
                        (
                            [-2] => SanchoEverybody
                        )

                )

        )

    [cmg_channels] => Array
        (
            [UBQVAMND] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => cmg_processURL
                )

            [XKHIS4TU] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => sancho_Object_showUp
                )

            [EFFTACR3] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => sancho_Object_showUp
                )

        )

    [cmg_lang] => 
)
/var/www/custom/src/gs/loginBar/index.html:20:boolean true

Imparare le scienze: la scuola della meraviglia

Alla ricerca giocosa e divertente di quel sapere che, figlio del sapore, i bambini possono costruire solo per esperienza diretta

farfalla scienza bambini mano

Ai bambini che da sempre vivono il mondo nuovo (Morin, 2015; Montessori, 2000) raccomandiamo di dire sempre la verità e non le bugie, ma poi quando imparano ad accogliere e ad analizzare i fatti e i fenomeni di cui si occupano le Scienze, essi scoprono che in questi casi la verità non esiste e non esistono le bugie: che meraviglia! La verità è per un verso liberatoria, ma per un altro può creare inquietudine e perciò va spiegata.I materiali di questo libro, indipendentemente dal tema trattato (energia, trasformazioni, rocce, sassi, bolle di sapone, luce e colore), servono per accompagnare i bambini a costruirsi un pensiero critico mettendoli di fronte a situazioni, eventi, fenomeni e sfide da cui non scaturiscano doverose e assolute certezze che chiudono lo sguardo, ma dubbi piacevoli e divertenti che si aprono al mondo. È meraviglioso guardarsi attorno con gli occhi curiosi di chi sa porsi sensate domande e i bambini, che sono buoni filosofi fin dalla nascita (Gopnick, 2010), hanno bisogno di imparare a frequentare tutta questa meraviglia per governarla.Occorre insegnare ai bambini che le Scienze non ci offrono né verità né bugie (Bencivenga, 2007) ma delle ipotesi che “fanno finta” di essere vere e che, forse, sono solo “parzialmente vere”, cioè vere solo fino a prova contraria. A ben guardare meraviglia, verità, bugie, finzione sono tutti ingredienti del gioco che permette ai bambini di imparare divertendosi. 

Perché la voglia di imparare nei bambini della primaria è così prorompente mentre i ragazzini della secondaria non mostrano lo stesso entusiasmo e quelli delle superiori ci prendono per matti se semplicemente poniamo l’interrogativo? La risposta è semplice: nasciamo “per piacere” e quando siamo bambini abbiamo ancora negli occhi e nell’anima il brillio di quel ricordo originario che riversiamo sulle cose del mondo mentre la scuola, dimenticandosi questa nostra iniziazione, ci spinge a concentrarci in fretta e solo su quanto si deve imparare. Insegnare le Scienze può essere invece altrettanto meraviglioso, piacevole e divertente che impararle (...), alla ricerca giocosa e divertente di quel sapere che, figlio del sapore, i bambini possono costruire solo per esperienza diretta.

 

Brano tratto da Le meraviglie delle scienze di Tiziano Pera

19 Aprile 2019 Articoli

Condividi:

Commenti

Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti.
Entra in Giunti Scuola