Conoscenza e informazione nell'era digitale

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Conoscenza e informazione nell'era digitale

Intervista a Zygmunt Bauman

Dal numero 10 di "La Vita Scolastica", un’eccezionale intervista al filosofo polacco che ha analizzato le trasformazioni profonde della nostra società.

Zygmunt Bauman

Le nuove tecnologie sembrano diventare sempre più importanti nelle nostre vite. I giovani – e anche i bambini – ne sono grandi consumatori. Secondo Lei, qual è il ruolo della scuola in questa situazione? Come dovrebbero porsi gli insegnanti di fronte alla “rivoluzione di internet”?

La “rivoluzione di internet” ha già spogliato gli insegnanti, e in modo che appare irrevocabile, del loro secolare ruolo di guardiani della conoscenza, di cui essi, fino alla “rivoluzione di Gutenberg”, erano i guardiani monopolistici: chi andava in cerca di conoscenza non poteva eluderli. Anche dopo, però, gli insegnanti hanno goduto di una posizione privilegiata tra gli aspiranti al ruolo di guardiani. Nell’era di internet hanno perso questo privilegio.

Gli elementi del processo di insegnamento/apprendimento – che richiedevano un contatto personale tra insegnante e allievo – quale si poteva ottenere solo nel contesto di una classe – sono ora inscenati, ancorché in forma virtuale, attraverso il monitor del computer. In questo caso, quantomeno, la differenza che la virtualità comporta è meno marcata che in altre situazioni (per esempio, nelle reti di amicizia o nelle relazioni d’amore): i ricercatori concordano fortemente circa il fatto che gli studenti in una sala conferenze – o anche gli alunni in classe a eccezione di quelli seduti nei banchi in prima fila – percepiscono il docente nello stesso modo in cui percepiscono delle teste parlanti su un monitor; anzi la distanza emotiva e l’assenza di intimità sono simili, e fin troppo spesso anche maggiori.

Questa nuova situazione pone sfide senza precedenti alla professione di insegnante. Gli insegnanti hanno perso parecchia della loro autorità a priori derivante dal ruolo di guardiani-della-conoscenza – e l’autorità dell’insegnante è una condizione necessaria di quell’aspetto dell’educazione che va sotto il nome di “formazione-della-mente-e-del-carattere” (che i tedeschi chiamano, in modo appropriato, Bildung).

Nella loro funzione di trasmettitori di informazione, gli insegnanti hanno difficoltà a competere con il web, il quale è in grado di fornire informazioni aggiornate, molto più velocemente e su richiesta, ventiquattro ore al giorno e sette giorni alla settimana. Ma nell’adempimento della funzione educativa di “formazione-della-mente-e-del-carattere” la situazione è inversa: i media elettronici hanno una lunga strada da percorrere per sottrarre tale compito agli insegnanti e alle loro classi. Come mantenere o ricostruire l’autorità degli insegnanti su fondamenta nuove e diverse da quelle su cui si è costituita prima della “rivoluzione di internet”? Questa è la domanda – del tipo “essere o non essere” – che si pone oggi per la professione di insegnante, ed è sulle maniere di rispondere a tale domanda che dovrebbe concentrarsi l’attenzione...

Molte volte nei suoi saggi Lei ci ha spinti a pensare a un futuro “liquido”, fatto di incertezza e di mobilità. In un futuro simile – il futuro in cui i nostri allievi dovranno muoversi – la diffusione della tecnologia porterà verosimilmente ad aumentare o a ridurre la loro fiducia in se stessi? La società sarà migliore o peggiore di quella attuale?

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