Avanguardia didattica in pratica: flipped classroom e integrazione CDD/libri di testo

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Avanguardia didattica in pratica: flipped classroom e integrazione CDD/libri di testo

Idee e buone pratiche per l'innovazione didattica. Un progetto, un'esperienza e un incontro che sottolineano l'importanza del metodo flipped e dell'integrazione CDD/libri di testo. Il racconto di Alessandra Cenci e Simona Elena Ciaramella, due insegnanti della scuola "Baccio da Montelupo" di Montelupo Fiorentino.
 

Montelupo2

Il 15 e il 16 ottobre l'Istituto "Baccio da Montelupo" di Montelupo Fiorentino ha ospitato il secondo seminario residenziale in presenza, stavolta dedicato alla flipped classroom e all'integrazione CDD/libri di testo: le due "idee" adottate di cui l'istituto è scuola capofila insieme ad altre presenti, dalla primaria alla secondaria di secondo grado, provenienti da regioni diverse (IC 9 di Bologna, IC Solari di Loreto, ISI Piaggia di Viareggio, Liceo scientifico Melchiorre Gioia di Piacenza e l'IC Cadeo di Cadeo-Piacenza).

Con il supporto e la supervisione delle ricercatrici di INDIRE, i lavori hanno avuto inizio nel pomeriggio del giovedì: i referenti delle scuole capofila hanno presentato esempi di buone pratiche (molto interessanti quelle della scuola primaria) in due sessioni separate, una per ogni "idea". I lavori sono poi proseguiti nei gruppi il giorno successivo: gli spunti e gli esempi dei colleghi sono serviti per aprire i dibattiti intorno alle "idee" e alla loro realizzazione pratica nella didattica quotidiana.

Successi e criticità

Ciò che è emerso è l'indubbio fervore creativo che anima insegnanti motivati e curiosi, desiderosi di trovare e sperimentare strade alternative alla didattica frontale tradizionale. Questo diffuso entusiasmo porta anche i docenti più tradizionali a rimettersi in gioco con rinnovata passione. Gli insegnanti che hanno scelto di ricorrere a metodologie diverse hanno sottolineato il miglioramento del clima in classe, il coinvolgimento degli studenti che si sentono più vicini a una scuola che utilizza i loro linguaggi e si presenta realmente inclusiva. Hanno anche evidenziato l'importanza che l'adozione di questi metodi riveste nel potenziamento delle eccellenze. Con ciò, non sono da escludere le problematiche legate a tali scelte: il confronto con altri colleghi ha messo in luce che perplessità e difficoltà sono comuni.

Prima di tutto, è difficile trovare un consiglio di classe compatto: più spesso si tratta di docenti isolati che si fanno carico di una sperimentazione sicuramente entusiasmante e gratificante, ma onerosa sotto il profilo della preparazione dei contenuti e della ricerca e condivisione dei materiali. C'è da sottolineare, però, che una didattica di questo tipo comporta una progettazione dettagliata, che deve essere costantemente costruita dal momento che, a oggi, non esiste ancora un patrimonio condiviso di lezioni "pronte" per essere utilizzate in classe, almeno in Italia. Questo aspetto può sicuramente scoraggiare l'insegnante che si avvicina per la prima volta alle innovazioni didattiche, ma forse creare una rete di condivisione di contenuti fra docenti potrebbe essere un primo passo per incentivare la sperimentazione. Un esempio, però, che va controcorrente è quello del Liceo scientifico "Melchiorre Gioia" di Piacenza: un intero consiglio di classe sperimenta la flipped classroom. I docenti preparano le lezioni secondo la metodologia classica, quella di Bergmann e Sams. Esistono anche esperienze di "superamento" della flipped classroom di origine anglosassone, come nel caso del gruppo di scuole italiane che stanno sperimentando, nell'ambito di Erasmus+, una "via" italiana all'insegnamento capovolto, non solo della "classe".

Tra le perplessità, la più sentita è sicuramente quella sulla valutazione: come si valuta la classe "rovesciata"? L'Istituto "Baccio da Montelupo" lavora da un anno alla costruzione di specifiche rubriche valutative, con la supervisione e il supporto del prof. Sergio Vastarella della Libera Università di Bolzano. La rubrica valutativa permette allo studente di autovalutarsi e quindi di operare una riflessione non solo sulle conoscenze, ma soprattutto sulle proprie abilità metacognitive. Se la metacognizione ha un ruolo fondamentale nei processi di apprendimento, la flipped classroom offre all'insegnante la possibilità di lavorare in modo più efficace proprio su quei processi. La rubrica non traduce l'alunno in un numero, ma in un livello (iniziale, base, intermedio, avanzato) che rispecchia le competenze acquisite o messe in gioco, non solo le sue conoscenze (per le quali resta la tradizionale valutazione sommativa). Lo studente viene valutato sotto profili diversi, nella sua complessità. Uno degli obiettivi che si pone una didattica metacognitiva è che l'alunno diventi uno studente "strategico", che sappia mettere in atto strategie diverse di fronte a compiti diversi e che si senta motivato ad apprendere e si percepisca come "competente".

Le Avanguardie educative

Il seminario residenziale, che si è svolto a Montelupo, fa parte di un percorso molto ambizioso e ricco di opportunità, intrapreso proprio un anno fa a Genova, in occasione della Fiera didattica ABCD: le Avanguardie educative.
Il movimento così definito rappresenta il tentativo dal basso di mettere a sistema nel più ampio numero di scuole italiane ciò che di innovativo si sta sperimentando. INDIRE, l’ente nazionale che si occupa di innovazione didattica dal 1925, ha messo in moto la complessa macchina e ha cercato queste esperienze innovative sparse per le aule italiane, ignare le une delle altre; le ha valutate e messe in rete fra loro, creando una serie importante di strumenti che tenteranno di farne modelli replicabili e sostenibili anche in altre realtà.

Ha proposto anche un quadro d’insieme nel quale riconoscere il proprio lavoro innovativo, stendendo un vero e proprio Manifesto in 7 punti che funziona da “stella polare” del movimento e orienta la navigazione verso rotte nuove. Vale la pena ricordare almeno gli assunti essenziali di questo manifesto:

  • Trasformare il modello trasmissivo della scuola 
  • Sfruttare le opportunità offerte dalle ICT e dai linguaggi digitali per supportare nuovi modi di insegnare, apprendere e valutare
  • Creare nuovi spazi per l’apprendimento
  • Riorganizzare il tempo del fare scuola
  • Riconnettere i saperi della scuola e i saperi della società della conoscenza
  • Investire sul “capitale umano” ripensando i rapporti
  • Promuovere l’innovazione perché sia sostenibile e trasferibile

A partire da questa visione comune, sono state selezionate 12 idee già sperimentate e giudicate capaci di rivoluzionare la prassi didattica per l’organizzazione del Tempo didattico, dello Spazio e per le strategie didattiche tout court.
Le idee fino ad oggi presenti nel Movimento sono:

  • Compattazione del calendario scolastico;
  • Flipped classroom;
  • Aule –laboratorio disciplinari;
  • Aula 3.0;
  • Integrazione CDD/libri di testo;
  • ICT Lab;
  • Teal;
  • Debate;
  • Spaced Learning;
  • Didattica per scenari;
  • Bocciato con credito.

Di ogni idea, le scuole che le hanno più a lungo sperimentato sono divenute capofila e svolgeranno in questo anno scolastico azione di coaching nei confronti di altri istituti che vorranno sperimentarle a loro volta. Da novembre, infine, ogni idea avrà il suo spazio in piattaforma nella quale le scuole capofila terranno webinar di supporto e formazione per i nuovi aderenti per pianificare il percorso di implementazione dell’idea scelta, monitorarne gli esiti e riflettere sulle difficoltà e sui modi per risolverle, inoltre per creare materiali comuni da utilizzare in classe.
A questo scopo gli strumenti di condivisione e scambio creati da INDIRE sono fondamentali per tenere unita la sfaccettata varietà scolastica che fa già parte del Movimento. Oltre le 22 scuole capofila infatti hanno già aderito, alla data del 31 luglio scorso, ben 220 scuole di tutti gli ordini scolastici e tutta Italia.
Attiva dallo scorso anno anche una piattaforma e-learning dove sono contenuti i principi del movimento, il Manifesto e la descrizione delle idee nel dettaglio; inoltre vi si possono trovare le esperienze delle scuole capofila e alcuni materiali condivisi, nonché il format per aderire al movimento.
Il movimento delle Avanguardie resta aperto anche alla proposta di nuove idee, oltre le 12, che possono riconoscersi nella “vision” descritta dal Manifesto. Le nuove idee entreranno a far parte della piattaforma dopo la validazione dell’INDIRE, che è il garante scientifico del movimento.

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