Tutti i colori del mondo

La percezione del colore è anche un fatto culturale e interculturale. Nell’articolo molti spunti per attività di approfondimento linguistico, di confronto interculturale e di sviluppo delle competenze scientifiche.

di Maria Frigo · 05 maggio 2015
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Lingue e colori

Se diciamo rosso, blu o giallo stiamo nominando tre colori che, a meno di specifici problemi di visione, sono percepiti dalle persone come differenti tra di loro. Ma la percezione del colore ha anche aspetti culturali, cioè di comprensione e condivisione all’interno di una data comunità linguistica e di un dato tempo storico. Lo possiamo vedere proprio a partire dai nomi che in ogni lingua identificano i colori. Guardando al passato, è curioso scoprire come, ad esempio, i nostri antenati latini usassero la stessa parola sia per il colore blu che per il verde. O ancora, come nella scrittura giapponese in origine non ci fossero nomi specifici per distinguere i colori, ma solo espressioni per definire quattro qualità: colore brillante, colore freddo, colore della luce e colore dell’oscurità.

Secondo la tesi di alcuni antropologi la percezione del colore nei popoli antichi è partita proprio dalla polarizzazione tra luce e buio – o chiaro e scuro – e solo in seguito si sarebbe distinto il tono rosso come colore brillante. Gli altri colori hanno storie e nomi più recenti, spesso legati al tipo di materiale colorante o alla provenienza geografica dello stesso. Abbiamo così colori come la porpora che tinge i tessuti in toni cangianti dal viola al rosso scuro, il giallo splendente dell’oro, il turchese ottenuto da pietre preziose, eccetera, sino ad arrivare alla rivoluzione industriale e alla sintesi chimica dei pigmenti coloranti.

La percezione del colore, che apparentemente è un fatto solo fisico, legato agli organi della visione, è anche un fatto culturale, legato alla società e all’economia. Per questo nelle lingue, anche adesso, non sempre c’è una piena traducibilità dei termini relativi al colore.
Per esempio, che dire del blue in inglese, termine usato per il blu ma anche per l’azzurro italiano? Come racconta nel suo blog una mamma bilingue la non equivalenza dei termini tra due lingue può creare qualche confusione!

Un dizionario illustrato

Ecco una proposta di lavoro per la classe relativa proprio ai colori nelle lingue e ai significati che vengono loro attribuiti.

  • In italiano troviamo diversi modi di dire che collegano emozioni e esperienze al nome di un colore come, per esempio, vederci rosso , avere una fifa blu , passare la notte in bianco , avere il pollice verde .
  • Quali altri modi di dire ricordiamo? E quali espressioni relative al colore si sono consolidate in altre lingue?
  • Anche con l’aiuto dei genitori, raccogliamo i modi di dire italiani e di altre lingue che hanno attinenza con i colori. Lavoriamo con i bambini per la comprensione del loro significato e proponiamo di rappresentarlo con disegni, collage o altre forme di espressione artistica.

Il dizionario illustrato che ne risulterà sarà sicuramente divertente e molto colorato. Nel contempo, avremo dato spazio e riconoscimento alle L1 dei bambini e delle loro famiglie e sviluppato la competenza al confronto interculturale.

Luce, colore e visione

All’interno del curricolo comune, la percezione del colore e della luce è un argomento che può essere approfondito in modo esperienziale, con l’osservazione guidata e la discussione ; in questo modo anche gli alunni di altra madrelingua hanno la possibilità di comprendere i contenuti disciplinari e di appropriarsi del lessico specifico tramite l’esperienza e l’operatività. Un buon esempio è ciò che è stato realizzato dall’ Istituto Comprensivo XX settembre di Rimini nell’ambito del progetto IIS (Insegnare Scienze Sperimentali). Le attività sono documentate nel sito Luce, colore e visione , dove è possibile vedere i progetti realizzati, scaricare le schede di lavoro per gli alunni ( un esempio è disponibile tra i materiali ) e collegarsi a molte risorse on line.

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