Programmare in L2

In ogni percorso di apprendimento il punto di partenza per la sua programmazione è la conoscenza dei bisogni degli alunni, sulla base dei quali è possibile stabilire gli obiettivi e quindi selezionare i contenuti.

di Cristina Peccianti · 10 settembre 2015
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Conoscere per programmare

In ogni percorso di apprendimento il punto di partenza per la sua programmazione è la conoscenza dei bisogni degli alunni, sulla base dei quali è possibile stabilire gli obiettivi e quindi selezionare i contenuti. In questo quadro comune, la L2 costituisce tuttavia un caso particolare in quanto mancano certe preconoscenze condivise sulle caratteristiche degli alunni di una certa classe, le cui variabili sono assai numerose, e mancano anche importanti punti fermi come sono, per le altre discipline, gli obiettivi di apprendimento fissati dalle Indicazioni nazionali.

Per inquadrare bene i profili degli alunni e i loro bisogni c’è dunque molto da osservare e da riflettere, fin dalla scuola dell’infanzia, che è un’occasione preziosa di apprendimento linguistico per i bambini stranieri, che non va sprecata, affidandola allo spontaneismo e all’improvvisazione. Quanto ai bisogni, essi non possono essere schiacciati su generici quando astratti “bisogni di comunicazione” intesi come generali capacità di interagire con gli italofoni, dentro e fuori dalla classe. I bisogni di un alunno italofono sono anche quelli che riguardano la comprensione e la produzione dei testi, orali e scritti, gli apprendimenti disciplinari e lo sviluppo cognitivo. Tali bisogni si accrescono via via con l’accrescersi dell’età e del livello scolare ed è necessario dare ad essi delle risposte in termini di obiettivi e contenuti.

Gli obiettivi sono le pietre miliari della programmazione, indicano i risultati che possiamo realisticamente aspettarci alla conclusione di un percorso; se manca una definizione concreta degli obiettivi, manca la base per scegliere i contenuti, i materiali e i metodi più appropriati per il processo di insegnamento-apprendimento.
Nel nostro caso gli obiettivi si suddividono in linguistico-comunicativi e linguistico cognitivi. I primi si riferiscono alle quattro abilità di base fra cui, a seconda dell’età, avranno maggiore o minore rilevanza quelle relative alla lingua orale o alla lingua scritta. I secondi riguardano invece le finalità cognitive e formative dell’apprendimento della lingua e si attuano soprattutto attraverso la riflessione sulla lingua e il suo funzionamento.

Realizzare un sillabo verticale

Il cuore della programmazione è costituito dal sillabo, cioè dalla descrizione dei contenuti di insegnamento. La progettazione di un sillabo induce a riflettere su ciò che è la materia linguistica e sui criteri sui quali possiamo basare una selezione e gerarchizzazione, utile ed efficace rispetto ai diversi bisogni e situazioni.

Tracciare un sillabo funzionale significa anche tenersi lontani dall’estemporaneità, arginare il rischio di talune confusioni, come ad esempio mettere sullo stesso piano la conoscenza d’uso di forme e strutture grammaticali, necessaria per svolgere i compiti linguistici previsti, con la riflessione sulla lingua, intesa come compito e disciplina scolastica, che chiede all’apprendente di osservare l’oggetto lingua per coglierne ed esplicitarne le regole di funzionamento. Significa altresì fare delle scelte oculate anche in ordine a ciò che è bene insegnare prima o dopo, non affidandosi acriticamente a materiali strutturati ma basandosi su alcuni criteri che riguardano non solo i bisogni degli alunni ma anche la frequenza di uso e quindi, in generale, l’utilità e la spendibilità di parole, forme e strutture.

Nel caso specifico degli alunni non italofoni inseriti nelle nostre scuole sarebbe di grande utilità avere la disponibilità di un sillabo verticale, che si sviluppi dalla scuola dell’infanzia alla secondaria di primo grado, passando per la primaria, in cui i contenuti vengano reiterati con un andamento a spirale: ogni elemento della lingua sarà ripreso e ampliato verso ambiti d’uso più articolati e più adatti a soddisfare bisogni comunicativi e cognitivi propri dell’età e delle richieste dell’ordine scolastico.
Un sillabo verticale di L2 sarebbe del resto in linea con le “Indicazioni nazionali” che si muovono appunto in verticale, dalla scuola dell’infanzia alla secondaria di primo grado, ed eviterebbe anche la creazione di sillabi diversi per i diversi ordine di scuola sospesi un po’ nel vuoto, senza avere idea degli ancoraggi possibili fra noto e nuovo.

Strumenti utili

  • Scopri alcuni strumenti utili sullo scuolastore .

  • A titolo di esempio, forniamo un Sillabo morfosintattico di livello A1 , per alunni della Scuola primaria e secondaria di primo grado, tratto da Maria Cristina Peccianti, Insegnare italiano L2 – Strumenti di base , Giunti Scuola, 2010. Nello stesso volume si trovano maggiori dettagli sulla programmazione in L2 e una guida passo passo per l’insegnante che deve approntarne una per i propri alunni.

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