Le autobiografie linguistiche nella mia classe

Un percorso didattico realizzato nella scuola primaria dell’I.C. “Angelini” (Vallone di Pavia) per valorizzare il patrimonio linguistico di tutti i partecipanti. Ce lo racconta Maria Teresa Camera. Condividiamo le attività proposte in classe.

di Redazione GiuntiScuola · 17 febbraio 2016
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Le radici e i rami

I bambini di oggi hanno molti stimoli. Fin da piccolissimi utilizzano le nuove tecnologie multimediali, vanno in vacanza all'estero, parlano l'inglese già dalla scuola materna, frequentano palestre, corsi di musica, scuole di danza....
Spesso però non hanno legami saldi con le loro radici: nonni che raccontino le storie del passato , genitori che abbiano tempo di qualità da spendere per stare insieme a raccontare a raccontarsi, zii o cugini più adulti che parlino con loro dei grandi “perché” della vita.
La scuola ha il dovere di recuperare questo patrimonio di vissuto che lega ognuno al proprio passato e alle proprie radici per rendere consapevoli del fatto che ogni persona è il prodotto unico e irripetibile di un intreccio di generazioni, luoghi, lingue, dialetti, viaggi, cambiamenti. Contemporaneamente è importante cogliere l’opportunità di evidenziare elementi comuni nel vissuto dei bambini per costruire relazioni affettive in un clima di empatia, condivisione e ascolto reciproco che sono la base per stare bene insieme.

Plur-ali

Il percorso didattico che ho realizzato nella scuola primaria dell’I.C. “Angelini”, Vallone di Pavia si collocava all’interno del Progetto europeo “PLUR-ALI”. In questo progetto gruppi scolastici – bambini, ragazzi, adulti – e singoli individui – migranti, insegnanti e studenti universitari – hanno affrontato un percorso che ha come obiettivi principali la consapevolezza e la valorizzazione del patrimonio linguistico di tutti i partecipanti , intesi come soggetti plurilingui.
Il sito www.plur-ali.eu raccoglie diverse produzioni della sperimentazione (scritti, interviste, video, immagini ecc.) e testimonia la varietà e la ricchezza degli apporti stimolati da una riflessione sulla nostra identità in rapporto alle lingue.

Le ragioni di un percorso didattico

La proposta di sperimentare un percorso didattico volto a scoprire, analizzare e valorizzare il pluringuismo all'interno della classe (in particolare in una IV) mi è stata fatta ad anno scolastico già iniziato.
Nella classe gli alunni erano tutti nati in Italia, benché parecchi di loro provenissero da vari Paesi stranieri. Ma tutti si percepivano ed erano percepiti dal gruppo classe come italiani.
Fin dalla classe prima, insieme al team docente, abbiamo pensato a un percorso educativo volto a costruire un gruppo coeso e solidale perché la scuola è il luogo in cui si rende possibile il dialogo, è uno spazio di costruzione identitaria di tutti gli alunni e abbiamo cercato di agire soprattutto sul piano affettivo e relazionale, attraverso il contatto, la condivisione di esperienze, il lavoro per scopi comuni, la cooperazione.
La classe ha sempre realizzato progetti in cui la prospettiva interculturale significasse assumere la diversità come occasione privilegiata di apertura a tutte le differenze (di provenienza, genere, livello sociale, storia scolastica).
Di conseguenza il percorso sulle autobiografie linguistiche è stato un completamento naturale di tutto ciò che già precedentemente avevamo rielaborato.
Abbiamo fatta nostra l’ l'idea che la cultura valorizza le persone nella loro singolarità e nel modo irripetibile con cui vivono la loro storia e appartenenza, evitando ogni forma di rigido etichettamento.
È stato un lavoro molto coinvolgente , mi ha consentito di osservare i miei alunni da nuovi punti di vista e ha dimostrato ancora una volta l'enorme potenzialità espressiva delle lingue e dei linguaggi.

Gli obiettivi

1- Sviluppare la curiosità e l’attenzione verso l’altro da sé attraverso la condivisione di elementi autobiografici all’interno del gruppo classe;
2- Riconoscere il valore paritario di tutte le esperienze relative a lingue e dialetti, riconoscendosi come soggetti plurilingui;
3- Scoprire il ruolo della lingua attraverso il nesso lingua/cultura;
4- Sviluppare la capacità di esprimersi, narrarsi, rappresentarsi attraverso la lingua e altri codici sia in modo creativo che convenzionale.

Azioni/modalità

a. Acquisire una maggiore consapevolezza di sé studiando i luoghi delle proprie origini e scoprendo le lingue e i dialetti parlati nella propria famiglia
b. Riflettere sul significato della parola “lingua” attraverso varie attività (brainstorming, dizionario, modi di dire …)
c. Divenire consapevoli che la lingua non è un oggetto statico, ma che viaggia insieme all’uomo e si modifica continuamente
d. Esplorare le radici etimologiche del proprio nome e giocare con le lettere che lo formano
e. Potenziare la capacità di utilizzare linguaggi non verbali
f. Esprimere in un testo convenzionale il proprio legame con i luoghi di origine.

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