La Pasqua ortodossa

Domenica 1° maggio si celebra la Pasqua ortodossa, una festività religiosa attesa dagli oltre 1,5 milioni di ortodossi che vivono in Italia. Vediamo alcuni simboli e riti propri degli ortodossi dell’Ucraina.

di Lorenzo Luatti · 29 aprile 2016
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Festa “mobile”, festa comune

Calcolare la data di Pasqua è stato a lungo un problema che ha visto cimentarsi nella risoluzione astronomi e matematici. Ancora oggi la data si individua sulla base dell’ equinozio primaverile (21 marzo) e della luna piena (il che la rende “mobile”). A fare la differenza però sono i calendari. La Chiesa cattolica segue quello gregoriano (riformato da Gregorio XIII nel 1582), la Chiesa ortodossa quello giuliano (stabilito da Giulio Cesare nel 46 a.C.). Così, molto spesso, la Pasqua ortodossa si celebra una settimana dopo quella cattolica, o addirittura un mese dopo, come accade quest’anno 2016. Ma a volte il giorno di festa è unico per tutti!

I saluti pasquali

L’Ucraina è un Paese a grande maggioranza cristiano ortodossa e la Pasqua ( Pashka ) è una festa molto sentita. Христос воскрес! e Khristòs voskres! così ci si augura “buona Pasqua” e così si risponde. In chiesa il “pope”, il sacerdote ortodosso, lo ripete tre volte e tre volte i fedeli rispondono, e poi per una settimana circa, non si saluta con “buongiorno”, ma con Христос воскрес! Khristòs voskres! , (“Cristo è risorto”) e l’altro risponde: Воистину воскрес! Voìstinu voskrès! (“È veramente risorto!”).

La festa a Pavia e Bologna

Domenica sarà festa grande per i 226mila ucraini residenti in Italia!  Ecco alcune immagini da Pavia e Bologna.

Il pane di Pasqua

La paska è il tipico dolce pasquale dell’Ucraina e della maggior parte dei paesi dell’Est Europa. La sua ricetta è molto antica. Ogni cuoca ha una sua variante, ma gli ingredienti non cambiano (latte, zucchero, lievito farina, uova, yougurt, uva passa…). Nei tempi antichi la preparazione della paska era preceduta da una serie di riti tradizionali. La casa doveva essere pulita, e i vestiti della cuoca appena cambiati. Si diceva che la paska non veniva buona se la cuoca era di cattivo umore o aveva pensieri cupi . Il cestino con la paska e le altre pietanze tradizionali, viene benedetto in chiesa dal Pope alla vigilia o nella mattina di Pasqua. Durante la colazione pasquale, il capo famiglia taglia la paska con il coltello benedetto e la divide fra i familiari.

Le feste: somiglianze e differenze

Come abbiamo visto, nei vari Paesi e nelle varie religioni, tutte le feste presentano molteplici elementi salienti che si prestano ad essere esplorati, confrontati, condivisi. Ecco una griglia di “osservazione” che può esserci d’aiuto in questo percorso, per scoprire ed evidenziare somiglianze e differenze fra alcune feste religiose o civili celebrate nei vari Paesi. La Pasqua cattolica, ortodossa, ebraica (o le feste di primavera diversamente denominate…).

Aspetti salienti Festa 1 Festa 2 Festa 3
Il tempo preparatorio, la vigilia, l’attesa
La cura e la preparazione
dei luoghi della festa
I segni esteriori che caratterizzano
le persone in festa (abiti, accessori)
Le narrazioni e le parole,
la musica, il canto, le danze
I gesti e i riti
Il cibo e le bevande della festa
I momenti collettivi

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