La lettura e la narrazione | “L'istinto di narrare. Come le storie ci hanno reso umani”

L'essere umano passa più tempo immerso in un universo di finzione che nel mondo reale. Jonathan Gottschall si avvale delle ricerche più avanzate per evocare i tangibili vantaggi del mondo fantastico

di Redazione GiuntiScuola19 luglio 20192 minuti di lettura
La lettura e la narrazione | “L'istinto di narrare. Come le storie ci hanno reso umani” | Giunti Scuola
Tra i suggerimenti bibliografici per la lettura estiva dedicata a chi con attenzione le tematiche di “Sesamo”, per il tema “La lettura e la narrazione”, Graziella Favaro consiglia "L'istinto di narrare. Come le storie ci hanno reso umani" di Jonathan Gottschall (Bollati Boringhieri, 2018).

 

Il potere universale della finzione 

L'uomo passa più tempo immerso in un universo di finzione che nel mondo reale. Nessun altro animale dipende dalla narrazione quanto l'essere umano, lo «storytelling animal». Questo strano comportamento, che ci porta a mettere al centro della nostra esistenza cose che non esistono, è innato e antichissimo. Ma a che scopo? Jonathan Gottschall studia la narrazione da molti punti di vista e si muove tra biologia, psicologia, neuroscienze e letteratura, appoggiandosi alle ricerche più avanzate, ed evoca i tangibili vantaggi del mondo fantastico.

Raccontando storie i bambini imparano a gestire i rapporti sociali; con le fantasie a occhi aperti esploriamo mondi alternativi che sarebbe troppo rischioso vivere in prima persona, ma che risulteranno utilissimi nella vita reale; nei romanzi e nei film cementiamo una morale comune che permette alla società di funzionare.

Il potere universale della finzione è probabilmente la nostra caratteristica più distintiva, il segreto del nostro successo evolutivo, ciò che ha reso l'uomo un animale diverso dagli altri, permettendo a lui solo di vivere contemporaneamente molte vite, accumulare esperienze diverse e costruire il proprio mondo con l'incanto dell'invenzione.

 

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