Imparare l'Italiano (e non solo) attraverso lo sport

Tempo di inserimento scolastico per bambini e ragazzi neoarrivati e non ancora italofoni. Un progetto e dei materiali didattici tengono insieme attività sportive e apprendimento dell’italiano.  

di Redazione GiuntiScuola · 17 settembre 2016
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Lo sport: una parola che arriva da lontano

La parola sport ci racconta una storia, fatta di viaggi, di tempi e di luoghi, di persone che si sono incontrate e hanno messo qualcosa in comune. Si inizia ad utilizzare nel XVI secolo in Inghilterra ed è l’abbreviazione della parola inglese disport . Ma questa non è la sua origine. Arriva da molto più lontano. È passata prima per l’antica Francia del XIII secolo, dove il provenzale deport indicava il divertimento. La sua nascita è però ancora più in là nel tempo. Deriva dal latino deportare , allontanarsi, andare fuori dalla porta delle mura per svolgere le attività fisiche, le competizioni.

Lo sport ci racconta questi legami . Nell’antica Asia, il calcio era il Tsu-Chu, una parte di addestramento militare incentrato sul possesso di un oggetto sferico che assomigliava al pallone di oggi. Nell’antica Grecia si giocava l’ epìskyros , a cui si fa risalire il rugby.
Abbiamo proposto laboratori di Muay Thai pensando al valore del gioco e dello sport, alla possibilità di imparare facendo, interiorizzare le regole e apprendere le parole per raccontare l’esperienza. Muay thai arriva dalla “terra degli uomini liberi” e nella sua etimologia c’è il sanscrito mavya, che significa "unire insieme". E proprio questo fa lo sport da sempre: unisce persone differenti e permette loro di comunicare.

Il progetto TEMPI SUPPLEMENTARI

Fortemente convinti della valenza integrativa e interculturale delle attività sportive, da Settembre 2015 a luglio 2016, la Cooperativa “Farsi Prossimo” ha realizzato il progetto Tempi supplementari , rivolto, in particolare, a preadolescenti e adolescenti stranieri di recente immigrazione, molti dei quali presenti in Italia da soli.
Gli obiettivi del progetto erano diversi ed avevano a che fare con la dimensione relazionale, emotiva, linguistica. Le attività fisiche, ludiche e sportive permettono sollecitano infatti il coinvolgimento del corpo, della mente, delle emozioni , del rapporto con gli altri, della conoscenza di sé. Permettono quindi di prestare attenzioni agli aspetti diversi dell’integrazione in maniera immediata, trasparente che può essere agita anche con poche parole.
Per i partecipanti gli obiettivi sono stati:

  • accrescere la consapevolezza di sé, delle relazioni con gli altri e imparare a gestire la propria aggressività;
  • sviluppare la capacità di riconoscere i propri limiti e le proprie risorse;
  • implementare la capacità di affrontare situazioni impreviste;
  • sviluppare la cura del sé e l’autostima;
  • valorizzare l’esperienza della fatica come occasione di crescita;
  • stimolare il lavoro in coppia e in gruppo e in generale la collaborazione con gli altri;
  • verbalizzare le attività, i vissuti e le esperienze al fine di apprendere in maniera attiva la seconda lingua.

Al progetto hanno partecipato circa 80 ragazzi e ragazze. Le attività proposte sono state le seguenti: laboratori di Muay Thai, laboratorio di calcio e di calcio freestyle; laboratorio di difesa personale; laboratorio di rugby.

imparare facendo e giocando

Oltre alle attività fisiche, il progetto prevedeva momenti laboratoriali di apprendimento dell’italiano proprio a partire dal fare, dalle parole e dalle azioni collegate alla pratica sportiva. Dal punto di vista metodologico, la proposta si colloca nella modalità della didattica attiva, come, ad esempio, nel metodo TPR ( total phisycal response ).
Il materiale realizzato nell’ambito del progetto ha la struttura di un dizionario visuale , che si avvale delle fotografie che hanno documentato le esperienze e le attività fatte dai ragazzi. L’obiettivo prioritario è quello dello sviluppo lessicale riferito soprattutto a: il corpo e il benessere, gli oggetti e le azioni dello sport, l’alimentazione e la salute, i luoghi dello sport e dell’incontro fra pari... Ma non mancano testi informativi, regolativi ed espositivi che sollecitano la lettura e la comprensione.

Il font utilizzato è l’ EasyReading per dislessici riconosciuto dall’Associazione Italiana dislessia, quindi ad alta leggibilità per tutti.

I materiali sono raggruppati per temi/capitoli:

  • Io sono sportivo
  • Il corpo e il viso
  • Star bene
  • Tre sport: Muay Thai, calcio e rugby
  • Muoversi a Milano

A conclusione, viene proposto un gioco di carte, realizzato con i ragazzi sulla base dei loro racconti sui propri Paesi di origine, perché lo sport è soprattutto un tema interculturale, che ha permesso ad ogni ragazzo di camminare con gli altri raccontando un pezzo della propria storia e ascoltando e imparando a conoscere quella degli altri.

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