Il Paese dei miei genitori: una materia che esce dal libro

Raccontare in classe la terra da cui provengono alcuni ragazzi o i loro genitori: un percorso in sette passaggi condotto in maniera cooperativa e inclusiva. Di Francesca Tamanini

di Redazione GiuntiScuola · 03 dicembre 2018
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Come affrontare in geografia lo studio di uno Stato dal quale provengono gli alunni, o i loro genitori ? Come valorizzare le esperienze e le storie personali, arricchendo il patrimonio di conoscenze di tutti? Come creare un clima di dialogo sui diversi aspetti che caratterizzano la geografia, la storia, la vita di un Paese? Innanzitutto è bene introdurre gli aspetti positivi, come ad esempio le bellezze naturali o qualche piatto caratteristico , coinvolgendo direttamente gli alunni con la richiesta di portare a scuola un’immagine o un oggetto che rappresenti il loro Paese d’origine.

Il contributo richiesto dovrebbe però lasciare al ragazzo la libertà di scegliere che cosa condividere e in che misura . Solo così emergeranno sensibilità diverse e particolari. Talvolta il sentimento del legame al Paese di provenienza è complesso e difficile da esprimere : può succedere che esso emerga lentamente e si manifesti solo alla fine di un percorso.

Un percorso in sette passaggi

Un percorso su questo tema potrebbe essere scandito in sette passaggi (non obbligati), che favoriscono il dialogo , la conoscenza reciproca , il confronto . La proposta può anche essere articolata in “stazioni” progressive da svolgere in piccoli gruppi autonomi. Oppure si può assegnare a ciascun gruppo un compito specifico: il risultato verrà poi condiviso nel grande gruppo.

1) Distribuire agli alunni un biglietto aereo o ferroviario da compilare

Insieme alla classe si potrebbe localizzare lo Stato con G oogle Maps: quanto dista dal punto in cui ci troviamo? Quanto tempo serve per il viaggio? C’è il cambio di fuso orario? Si potrebbe anche provare a valutare la differenza di tempo tra un viaggio in auto, in treno o in aereo.

2) Guardare un video con le bellezze di quel Paese

Si potrebbe iniziare, guardando in classe il video pubblicitario di una compagnia turistica (esempio quello sottostante sulla Colombia) e immaginare di programmare un viaggio in quella terra. Esso può essere proposto in lingua originale e le domande (anche scritte o divise per argomento) possono riguardare alcuni aspetti del filmato. Inoltre molti audiovisivi utilizzano l’inglese come lingua veicolare: questo spunto potrebbe incentivare a migliorare la conoscenza di questa lingua.

3) Leggere insieme un testo breve da approfondire

Il testo (anche scelto dalla rete internet) diviene oggetto di studio, di approfondimento e di interrogazione . Si possono integrare i dati con un post-it che contenga informazioni di confronto relative alla realtà italiana , regionale o locale. Ad esempio si confronta la densità di popolazione del Paese con quella dell’Italia, la lunghezza del fiume principale con quella del fiume Po, l’altitudine del monte più alto con l’altitudine del monte Bianco.

Utile può essere questo sito con testi brevi sugli Stati del mondo.

4) Disegnare una mappa concettuale collettiva con le informazioni utili a descrivere uno Stato

Si mettono insieme le idee per costruire una mappa e si ricavano delle domande-guida che serviranno per riformulare il testo dal quale si è partiti. Le informazioni potranno essere arricchite dagli approfondimenti condotti durante il lavoro, che saranno integrati anche con informazioni sulla storia o sull’economia dello Stato.

5) Presentare aspetti etnografici o commentare fatti di attualità

Si presentano aspetti del Paese legati all’attualità , anche sportiva. Si invitano degli alunni, meglio se provengono da quello Stato, a portare un oggetto, un’immagine, un cibo o una canzone che possa parlare di quel Paese. (Queste attività potrebbero anche essere proposte al posto del punto 1. , per iniziare lo studio del Paese, offrendo alla classe stimoli multisensoriali e affettivi). L’insegnante tenga la macchina fotografica a portata di mano per cogliere gli stimoli che vengono portati in classe!

6) Approfondire la storia e gli aspetti legati alle ragioni della migrazione

Cerchiamo e analizziamo i dati della presenza di migranti di quel Paese in Italia. Se possibile, condividiamo testimonianze reali o scritte . Emergeranno anche racconti legati a realtà difficili come quelle della guerra, della dittatura, delle povertà. Gli alunni potranno maturare una maggiore sensibilità rispetto a questi temi che verranno rivissuti attraverso delle testimonianze.

Interessanti informazioni e testimonianze sono disponibili sul sito del centro informativo per l’immigrazione “Cinformi”: http://www.cinformi.it/

7) E in fase di valutazione?

Si valorizzano i diversi apporti osservati durante il percorso, specialmente quelli portati dagli alunni di recente migrazione o di seconda generazione. Si pongono domande su somiglianze e differenze osservabili tra i Paesi studiati . Si invitano gli alunni ad interpretare grafici e tabelle. Si chiede di esprimere liberamente che cosa li abbia colpiti o interessati maggiormente. Si chiede di commentare qualche testimonianza. A qualche alunno si può proporre di scrivere un’intervista rivolta ai propri genitori. A qualcun altro si può suggerire la lettura di un testo narrativo come approfondimento sulle migrazioni, da presentare alla classe.

Una bella storia su di un difficile arrivo in Italia: Zita Dazzi, La valigia di Adou ( clicca qui ).

In definitiva, affrontare lo studio di un Paese da cui proviene la famiglia di un alunno che si trova nella nostra classe significa prima di tutto avvicinarsi alla sua storia, diretta o familiare, e dargli la possibilità di farla emergere . L’integrazione avviene quando riusciamo ad accogliere la storia dell’altro, intrecciandola alla nostra.

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