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Cinema in classe: prendere film a morsi

Per usare il cinema a scuola occorre svecchiare la didattica, porsi alcune domande su modi, tempi, regole della visione e, soprattutto, scegliere bene il film da proporre ai bambini.

di Redazione GiuntiScuola13 settembre 20113 minuti di lettura
Cinema in classe: prendere film a morsi | Giunti Scuola

Il cinema a scuola è un ospite strano: più che tutto intero nella sua identità di linguaggio e di forma espressiva, si preferisce, in genere, prenderlo a morsi.

È un cinema da buffet freddo quello che entra nelle nostre aule, variamente dotato di un "passi" culturale che ne motiva ora la presenza come pretesto per approfondire alcuni settori disciplinari , ora come intrattenimento . Il cinema come narrativa e come linguaggio espressivo resta qualcosa che bussa alla porta delle aule e che, purtroppo, rimane sulla soglia.

Vizi scolastici

A che mi serve? È una domanda ricorrente nella didattica. È una domanda giusta, intendiamoci. Insegnare vuol dire anche saper raccogliere dati, informazioni e pianificare una strategia che consenta ai bambini di appropriarsi di strumenti di base. Succede così che un insegnante scelga una videocassetta in funzione di un programma di Storia, di Italiano, di Geografia, per arricchire, integrare, motivare all’approfondimento. E succede che si guardi il film attribuendogli una funzione esclusivamente informativa. Sbagliando.

Luisa Mattia: 13 Settembre 2011 La Vita Scolastica

Prendiamo, per esempio, il film La spada nella roccia (un classico nelle scuole italiane): sto proponendo ai bambini un’opera di fiction, tratta da un romanzo (fiction anch’esso) che ricostruisce in forma fantasiosa un’epoca (forse) medievale, con contaminazioni contemporanee che vengono direttamente dalla tecnica dell’animazione e dalle citazioni artistiche.

Che sto facendo? Sto davvero aggiungendo informazioni allo studio della Storia? No. Però sto compiendo – inconsapevolmente – un’altra operazione: fornisco ai bambini una chiave di lettura , essenzialmente narrativa, per raccontare con le immagini una storia di fantasia che attinge, come pretesto, alle conoscenze storiche di base sul Medioevo.

Una bella catena di straordinarie invenzioni, dunque. Un’occasione preziosa per affrontare il cinema nella sua essenza di "sogno", di invenzione, di costruzione di storie per immagini. Occasione che a scuola si coglie raramente.

Mappe per la visione

Restando sul tema La spada nella roccia , in genere, la visione del film porta divertimento (inevitabile), un riferimento più o meno breve alla saga di Artù e dei Cavalieri della Tavola rotonda, con qualche notazione sulle abitudini medievali (tornei, caccia, magia). Belle cose. Utili cose. Ben fatto.

Il film, però, è stato visto "a morsi", lasciato al suo destino. Sono pochi coloro che tornano al film nella sua interezza , discutono il punto di vista narrativo, raccolgono osservazioni sullo stile del racconto, sottolineano la struttura portante della sceneggiatura, le modalità di montaggio, le scelte di regia.

Troppo impegnativo per i bambini? Direi, al contrario, che è troppo impegnativo per la scuola che è abituata a un rapporto (con le cautele del caso) di saccheggio del film piuttosto che di lettura.

Il “che fare” con il cinema non comporta scelte complicate, né aggravi di lavoro. Comporta soltanto il cambiamento di un punto di vista didattico un po’ statico e, forse, una piccola “rivoluzione culturale” in seno alla scuola: mettere in conto che un film è come un testo di narrativa e, dunque, la visione di una pellicola può (e deve) essere, clamorosamente e allegramente, fine a se stessa, così come lo è la lettura di un libro comprato in libreria o preso in prestito dalla biblioteca.

da "La Vita Scolastica", n. 19, 2003
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